lunedì 15 ottobre 2018

La qualità del "sentire" ovvero la "critica" della ragion musicale





 
 


   ​  


La qualità del "sentire" ovvero la "critica" della ragion musicale

Biblioteca nazionale centrale di Roma

16 ottobre 2018 - Presentazione volume

Graziosi-cover
Graziosi-cover
Martedì 16 ottobre 2018, ore 17.00 - Sala 1

Presentazione volume:
La qualità del "sentire" ovvero la "critica" della ragion musicale 
Lauro Graziosi
(Mimesis, 2017)
Interverrà
Federico Capitoni
La Repubblica
Sarà presente l'autore

La Biblioteca nazionale centrale di Roma ospiterà martedì 16 ottobre alle ore 17.00 la presentazione dell'opera: La qualità del “sentire” ovvero la critica della “ragion” musicale di Lauro Graziosi (Milano - Udine, Mimesis editore, 2017). Interverrà Federico Capitoni, critico musicale de "La Repubblica". Sarà presente l'autore.
L'opera ha come scopo primario quello di interagire con la razionalità scientifica dal punto di vista umanistico-artistico e soprattutto estetico-ricettivo, poiché la musica, fin dal mondo filosofico greco, è stata utilizzata indebitamente per gli scopi pseudoscientifici, condizionandone in negativo tutto l'arco evolutivo fino ai nostri giorni. L'autore mira a fare chiarezza sulle specificità professionali e disciplinari, evitando gli sconfinamenti indebiti e/o confusivi cui molto spesso oggi si rischia di incorrere da ambo le parti, limitando non solo il riduzionismo, ma anche la complessità complicativa fine a se stessa riguardante il mondo umanistico-culturale, al fine non solo di riportare il discorso su un piano d'immanenza interattivo più concreto e meno astratto, ma anche per una maggiore comprensione della realtà estetico-musicale come fenomeno ricettivo integrale all'interno del mondo sociale-globale per un continuo accrescimento della sensibilità interiore individuale e collettiva.
L'ultima parte del saggio è incentrata maggiormente sul ri-pensamento e sulla ri-lettura del '900, su di un nuovo e più concreto rapporto con la scienza in genere nonché sulle condizioni di possibilità reali di andare incontro ad un nuovo e migliore paradigma estetico-musicale che caratterizza la società globale multiculturale in cui siamo immersi. 



Lauro Graziosi
nato a Giulianello di Cori (LT) il 5/07/1964 è docente all'Università della Musica di Firenze, in Strumentazione, Composizione e Direzione d'Orchestra di fiati e parallelamente insegna Semiografia della Musica Contemporanea. È, altresì, autore di saggi musicali e trasmissioni radiofoniche.  Da venticinque anni a questa parte i suoi interessi si sono spostati verso la letteratura scientifica di cui è un assiduo lettore e cultore, integrandoli all'interno del proprio mondo artistico-scientifico e professionale-didattico.

venerdì 12 ottobre 2018

IL DIAVOLO NON PUO' NASCONDERE LA CODA

Ho avuto fiducia nelle forze dell' ordine, anche oggi e ne avrò in futuro. Anche se qualche certezza traballa dopo quello che il carabiniere Tedesco ha detto sul caso Cucchi: ''Schiaffi, calci e pugni senza pietà''. Nove anni dopo la morte di Stefano Cucchi, uno dei carabinieri imputati racconta nei dettagli il pestaggio subito dal ragazzo. E accusa gli altri due militari coinvolti nel processo. Il pm denuncia: «Scomparsi dalla caserma importanti documenti». La sorella Ilaria: «Il muro è crollato, in tanti dovranno chiedere scusa».
Mia madre mi diceva sempre:''Male non fare, paura non avere''.
Già ma se davanti a me ho delle persone, investite di autorità, che credono abbia fatto del male e cercano di convincermi, con le buone o le cattive, più con le cattive a confessare quello che non ho fatto? Hai voglia a ricorrere ai proverbi, notoriamente la saggezza dei popoli.
Ora Salvini fa retromarcia su alcune affermazioni che avrebbe fatto sul caso Cucchi e  invita la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, e la sua famiglia al Viminale. "La sorella e i parenti di Stefano #Cucchi sono i benvenuti al Viminale - scrive Salvini su Twitter -. Eventuali reati o errori di pochissimi vanno puniti con la massima severità, ma ciò non può mettere in discussione professionalità e eroismo quotidiani di centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi in divisa".
Anche altri (vero Giovanardi?) dovrebbero ritrattare quanto detto in questi nove anni,
E' vero che la maggior parte dei poliziotti e carabinieri svolge, talora con eroismo, il compito affidato con grande professionalità, ma bisogna eliminare le mele marce. Non deve accadere come per il G8 di Genova.
E' vero che non tutti i politici rubano, ma qualche politico ruba ed è ancora lì.
E' vero che non tutti i partiti rubano ma qualcuno ruba e vede crescere i consensi.
E' vero che non tutti i giornalisti sono servi del potere, ma alcuni lo sono, strisciano per non inciampare e hanno la lingua marrone e continuano a scrivere senza vergogna. 
Per fortuna il diavolo non può nascondere la coda, ma occorre che i cittadini prendano questa coda e eliminino il demonio.



leggi anche

giovedì 31 maggio 2018

MANOVRE DI GOVERNO

MANOVRE DI GOVERNO
C'è da spostare Savona
C'è da spostare Paolo Savona
Salvini, c'è da spostare SAVONA
Vieni fuori salvini che da solo non ce la faccio a farcela, e basta!
Quel Savona qua devi metterlo la
Quel Savona la devi metterlo qua, qua
Quel Savona qua devi metterla la
E' un euroscettico
E' un euroscettico
C'è da spostare Savona di prima
Vuole venire qualche leghist a darmi una mano oppure no
Che siamo qua tutti a ballare e io sono fuori a lavorare
C'è da spostarlo e basta!
Lo vogliamolo spostarlo o no?
E basta!

mercoledì 30 maggio 2018

LA POLITICA AL BAR

LA POLITICA AL BAR 
I mercati insegneranno a votare agli italiani.
La Grecia insegna.
Salvini vedrai che si adegua.
L' ha fatto già.
?
Appena i giudici hanno riabilitato Berlusconi ha fatto cadere il suo governo e vuole andare a nuove elezioni.
Era d' accordo con Mattarella?
Con Mattarella no, con Berlusconi e con Putin, che è amico dell' uno e dell' altro.
Stai certo che la Merkel ci ha messo lo zampino...
?
È così. Perché Cottarelli ha fallito?
Perché?
Contarelli avrebbe tagliato tutto, anche il debito...
E allora?
Merkel vuole un' Italia debole per far crescere ancora di più il potere tedesco. Tutto è cominciato da Berlusconi e dal suo cucù settete...

mercoledì 11 aprile 2018

PRESENTE!

Matteo Renzi, ex premier, ex segretario Pd, sconfitto al referendum sulla Costituzione, alle amministrative e alle politiche:"Il M5S e la Lega pari sono. Il Pd è alternativo tanto ai Cinquestelle quanto al Carroccio, non soltanto per l' idea di democrazia, ma anche per i programmi e cultura politica".
Traduzione: Se Berlusconi chiama, rispondo presente.

martedì 13 marzo 2018

TUTTO VA BEN...

Un italiano su quattro è sull' orlo del precipizio della povertà. Non interessa nessuno.Tutti a parlare e scrivere di Renzi, che va via ma resta, delle tessere di Calenda, di Di Maio o Salvini premier, di Martina il Caronte del Pd, del pregiudicato B. che non si ricorda chi è e con chi vuole andare, nessuno però parla o scrive che, secondo un rapporto Bankitalia, il 23 per cento degli italiani è a rischio povertà.
Questa condizione interessa soprattutto le famiglie e i giovani del Sud. Anche il Nord non ride: il rischio povertà e' del 15 per cento. Una percentuale raddoppiata in dieci anni.
Il rapporto evidenzia che il 30 per cento più povere delle famiglie detiene l' uno per cento della ricchezza nazionale (6500 euro), mentre il 5 per cento delle famiglie più ricche possiede il 30 per cento della ricchezza complessiva (1,3 milioni di euro). In dieci anni, dal 2006 al 2016 la ricchezza netta delle famiglie è calata del 5 per cento.
Tutto va ben, Madama la Marchesa,
va tutto ben, va tutto ben...

L' OSSIMORO

Renzi: ''Mi dimetto da segretario del PD come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo''.
Mi dimetto al singolare, ma non molliamo al plurale. Noi chi?
L' ho sempre detto: Renzi è un ossimoro.
Vado via ma resto, resto ma vado via.
Antonio Padellaro fa una buona similitudine sul FQ di oggi 13 marzo: ''A somiglianza di qualcuno, molto ma molto più in alto (il suo ego si sa non conosce limiti e siamo sotto Pasqua) che disse ai suoi disscepoli:'Un poco e non mi vedrete, un poco ancora e mi vedrete' (Giovanni 16, 16-20''.
Renzi al Nazareno, al PD, non si farà vedere, ma si farà vedere perché terra in scacco il partito grazie ai parlamentari che ha fatto eleggere e gli sono debitori.

Prima del muoia Sansone con tutti i Filistei, considerato il periodo pasquale richiamato da Padellaro,  qualcuno dei suoi  discepoli potrebbe tradirlo.

sabato 27 gennaio 2018

PEGGIO DELLA GUERRA

Peggio della guerra.



Da Peggio della guerra di Daniel Jonah Goldhagen:
«La nostra è stata un’epoca di eccidi di massa. Anzi, la strage e l’eliminazione di massa sono, si può dire, fra le caratteristiche che definiscono la nostra epoca. Tutti noi, di fronte a singole campagne eliminazionistiche come l’Olocausto o, più recentemente, i massacri in Ruanda e in Darfur, reagiamo con orrore. Ma l’immensità di quest’orrore viene in piena luce unicamente guardando agli eccidi e alle eliminazioni di massa del nostro tempo, o anche solo a quelli più recenti, nel loro insieme. Lo sterminio e l’eliminazione di massa non sono solo un problema specifico, che emerge con l’ultimo o il prossimo caso di carneficina o espulsione, di solito, per gli occidentali, in qualche luogo apparentemente remoto. Vanno letti come uno dei problemi politici più ricorrenti e pressanti della nostra epoca. Essi dovrebbero essere al centro dei dibattiti in materia di sicurezza alle Nazioni Unite e in altre sedi internazionali e nazionali deputate alla sicurezza, all’ordine internazionale e alla giustizia. Che non lo siano dimostra quanto la nostra immagine del secolo passato e di quello appena iniziato e il nostro modo di concepirli siano distorti» (p. 60).
«Peggio della guerra», dunque. Perché
«a partire dall’inizio del XX secolo esseri umani hanno assassinato in massa direttamente o tramite carestie, stando a una stima prudente, 127 milionidi persone, ma potrebbero averne assassinate fino a 175 milioni. Se ci atteniamo alla cifra più bassa, hanno ucciso più del doppio dei morti in guerra (61 milioni, di cui 42 milioni militari e 19 milioni civili). Se ci atteniamo alla più alta, ne hanno ucciso quasi il triplo. Qualunque ragionevole calcolo si faccia, l’assassinio e l’eliminazione di massa sono stati più letali della guerra» (p. 61).
Anche di questo dovremmo avere memoria.

Giornata della memoria, "Dopo di tutto" di Itzak Katzenelson


''Dal canto del popolo yiddish messo a morte", di Itzak Katzenelson, pubblicato da Mondadori, a cura di Erri De Luca:



DOPO DI TUTTO
La fine. Il cielo in fiamme nelle notti, s' avvolge
di giorno dentro un fumo, poi torna ad accen-
dersi di notte, fa tremare
Se e' possibile fare il paragone col deserto selvaggio
del nostro primo inizio: di giorno una colonna-
nuvola lucente, di notte una colonna-fuoco.
Il mio popolo in festa, forte di fede andava in-
contro a una giovane vita e adesso al termine,
al finale.
Ci hanno ammazzati tutti quanti in terra, dal pic-
colo all' adulto, ci hanno distrutti tutti.
Per cosa? Non chiedete, nessuno: per cosa?
perche' dalla migliore alla peggiore, ogni na-
zione sa.
La peggiore ha dato aiuto al tedesco, la migliore ha
guardato con un occhio, fingendo di dormire.
No, no, nessuno verra' a chiedere conto, ne' inda-
ghera' ne' chiedera': per cosa, cosi'?
Il nostro sangue e' gratis, si puo' spargere, possiamo
essere ditrutti, assassinati in piena impunita'.
[...]
E i bambini yiddish non si risveglieranno piu'
dal sonno, dai sogni nel limpido principio del
mattino,
per andare al heder, ne' si fermeranno per guar-
dare gli uccelli, prendersi in giro, giocare sul-
la sabbia,
voi ragazzini yiddish dagli occhi scintillanti, an-
geli in miniatura da dove spuntavate? Da qui
o da altrove?
Voi graziose ragazze, voi brillanti di freschezza
pure col viso sporco e spettinate.
[...]
Nessuna madre cullera' un bambino, non morira'
ne' nascera' nessuno tra gli yidn.
[...]
Guai a me, ora non c' e' nessuno. C' e' stato un po-
polo, c' e' stato, e non esiste piu'. C'e' stato un po-
polo, c' e' stato, e adesso niente.
[...]