lunedì 31 gennaio 2011

Alimenti, facciamo come la Valle d'Aosta

Alimenti, facciamo come la Valle d'Aosta

Giovanni D'Agata

La rivoluzione in materia di tutela di salute dei consumatori parte dalla Valle d’Aosta ed in particolare dal suo Assessorato alla Sanità che dal 1 gennaio 2011 ha messo in rete e quindi a disposizione della generalità dei cittadini, l’elenco di tutti i prodotti alimentari ritirati dal mercato perché ritenuti pericolosi per la salute in conseguenza di alcuni casi d’intossicazione di massa accaduti negli anni precedenti.
Un’idea a dir poco antesignana e coraggiosa visto che i cittadini sono regolarmente informati su tutti quei prodotti comprensivi di dati che solo sino a qualche tempo fa risultavano riservati e non divulgabili perché riguardanti i marchi, la provenienza, la quantità, il motivo del ritiro e la lista dei negozi dove sono stati commercializzati.
Risulta evidente che l’utilità delle informazioni non va a beneficio dei soli singoli cittadini che saranno più consapevolmente guidati negli acquisti, ma anche degli ospedali che avranno più elementi a disposizione nelle diagnosi cliniche che riguardano circostanze analoghe.
Chi è sensibile alla tutela dei diritti dei consumatori non può non condividere l’iniziativa della Regione autonoma che ha preferito superare la rigidità del sistema di allerta standard italiano che in quanto informato al principio di prevenzione, si limita alla sola individuazione del tipo di prodotto ed al ritiro dal mercato senza ulteriori comunicazioni al pubblico, eccettuate quelle per le contaminazioni da botulino. Ritengo utile un’estensione dell’idea su tutto il territorio nazionale anche al fine di garantire indistintamente a tutti i cittadini di poter essere ragionevolmente e tempestivamente informati sui rischi alimentari.
 

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