martedì 25 gennaio 2011

Basta! E' imperativo: fermare Berlusconi e i suoi sodali

Basta! E' imperativo: fermare Berlusconi e i suoi sodali

Basta!
E’ imperativo: Berlusconi e i suoi sodali devono essere fermati. Ne va della dignita’ di una nazione e di un popolo.
Basta!
Berlusconi e suoi compari devono essere mandati a casa prima che instaurino in Italia una vera e propria dittatura.
Berlu vs berlu
Oggi, infatti,  più validi che mai sono gli interrogativi che riguardano il grado di democraticità di questo Paese in questi ultimi tempi di era berlusconiana. L' abilità mimetica e la destrezza dialettica del cavaliere - molto efficace proprio per la sua grossolanità - hanno fatto sì che il suo potere potesse ammantarsi, agli occhi dei credenti, di credenziali bugiarde. Esso – affermava Norberto Bobbio alla nascita del fenomeno - «non ha nulla a che fare con la vecchia tradizione della destra liberale» di Croce e di Einaudi. Ma l' estraneità più clamorosa rispetto ai comportamenti di una qualsiasi democrazia consistono nel fatto che Berlusconi e i suoi seguaci ignorano la distinzione fra i poteri - economico, politico, culturale - e si comportano di conseguenza. Una condotta «che si chiama, come la chiamava Montesquieu, dispotismo».
La situazione  non ha paragoni nel passato. Infatti , il combinato disposto di potere economico (soldi, che nella macchina elettorale contano sempre più) e potere ideologico (controllo dei mezzi d'informazione) che in Berlusconi si incarna, e che, unito alla perdita di ruolo e di presa dei partiti, configura l'inedita situazione del "demagogo oligarca con la piazza vuota", come la definisce Viroli.  E Bobbio non era meno allarmato né meno allarmante. Senza mezzi termini osservava che "i voti, come qualsiasi altra merce, si possono comprare", "chi ha più soldi ha più voti", e "questa è la ragione fondamentale per cui il denaro può corrompere la repubblica". Senza mezzi termini ribadiva che in tempi di strapotere della tv, nelle democrazie contemporanee "il consenso è manipolato, su questo non c'è dubbio".
E allora. Si può ancora chiamare democrazia questo assemblaggio sformato di forme della politica in cui viviamo? E se sì, si può ancora difendere la democrazia, averla a cuore come il miglior regime possibile? Lucidamente Bobbio ne vedeva la deriva inarrestabile al corrompimento delle sue premesse e promesse, fino al punto che è difficile definire "democratiche" elezioni in cui non ci sono brogli e intimidazioni e tuttavia diventano decisivi i soldi e la manipolazione del consenso.
Siamo a mio giudizio alle soglia di una dittatura, non piu’ mascherata.
Per salvare il premier dagli ultimi scandali siamo ormai alla follia.
Il caso Ruby, il reato, di cui è accusato il premier, di sfruttamento della prostituzione minorile e l’ipotesi, che si fa strada nella maggioranza, di abbassare, per legge, il limite della maggiore età. Il primo a ventilare questa ipotesi è stato il deputato del Pdl, ex avvocato di Berlusconi, Gaetano Pecorella, in un’intervista al Mattino.

“Sono dell’idea che oggi l’età per diventare maggiorenni sia troppo alta rispetto alla maturità raggiunta dai giovani - ha detto Pecorella - un conto è avere rapporti sessuali con una dodicenne, altro con una di 17 anni e 9 mesi che partecipa a concorsi di bellezza e balla nei night”.

A queste parole fa eco il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, che ha dichiarato: "l'ipotesi di abbassare la maggiore età è fra le questioni sul tavolo ma non è la questione più urgente".

Fermiamoli! No, per favore, anche il Lodo Ruby no! Abbassare l'età maggiorenne nel pieno dello scandalo che ha travolto il premier sarebbe una vera porcata.  Dobbiamo fermarli per evitare  quest'ennesima legge ad personam, ultima offesa alla Repubblica.
Le parole di due dei più importanti esponenti del Popolo delle Libertà, arrivano dopo quelle di molti editorialisti “berlusconiani” (da premiare tutti con il ‘’Leccaculo d’ oro’’) che avevano parlato a più riprese di Ruby come “minorenne che non sembra una minorenne”. Sembra mutata quindi drasticamente la posizione del governo e del principale partito di maggioranza dopo gli ultimi eventi: ormai un anno fa avevano presentato una legge per punire i clienti delle prostitute, e inasprire le pene per la prostituzione minorile, mentre ora si vuole “chiarire meglio” il confine della maggiore età. Già la vediamo la legge: il cliente della prostituta minorenne sarà punito con 10 anni di carcere, a meno che la “minorenne non sembri maggiorenne”.
La categoria del “quasi maggiorenne” inventata da Pecorella, scatterebbe in un’area indefinibile compresa fra i diciotto anni e qualche mese prima. Resta il problema di definire meglio il range entro il quale si può essere definiti quasi maggiorenni. Anzi, a ben vedere, questo periodo resta difficile da definire solo per i ragazzi. Per le ragazze, è lampante: la figliola è quasi maggiorenne quando ha l’eta giusta per finire a letto con Berlusconi.
Altro esempio di dittatura non piu’ mascherata e’  il controllo dei mezzi di informazione e la censura che si vuole applicare su quelli ancora non controllati o sulle trasmissioni che non possono essere pilotate.
Ormai siamo al MinCulPop diretto. Prima il cavaliere faceva intervenire i suoi corifei, ora lo fa direttamente. Esprime giudizi ultimativi e chiude il telefono prima che si possa replicare. L’ ultimo esempio e’ la telefonata a Gad Lernere e all’ ‘’Infedele’’  de ‘’La7’’  nella quale ha definito il talk show una ‘’trasmissione disgustosa, con una conduzione spregevole, turpe, ripugnante. Un postribolo’’. Gad Lerner ribatte, anche lui molto duro: «Ha già insultato abbastanza, perché non va dai giudici invece di insultare?». Ma Berlusconi non si ferma e il duetto prosegue con scambi al vetriolo. Il premier accusa il giornalista di avanzare «tesi false e distorte, lontane dalla realtà». Lerner prova la via istituzionale: «Essendo lei anche il mio presidente del Consiglio la invito a moderare i termini». I toni sono scomposti. Urlano tutti e due. In mezzo a brandelli di frasi si sente Berlusconi dire qualcosa sulle «cosiddette signore presenti in studio». A questo punto Gad Lerner furibondo gli risponde che «le signore non sono cosiddette e se lei le chiama cosiddette è un cafone». Ormai siamo agli insulti e Berlusconi chiude così: «Invito cordialmente l'onorevole Zanicchi ad alzarsi e venire via da questo incredibile postribolo televisivo». Iva Zanicchi non se ne va.
Una settimana fa, il 18 gennaio, Berlusconi aveva provato a intervenire a «Ballarò», ma il conduttore Giovanni Floris «tenendo conto di com'è andata le ultime volte» non aveva passato la telefonata in diretta, invitandolo come ospite in studio.
Il MinCulPop mediatico ordinato da Berlusconi ha l’ obiettivo di far dimenticare Ruby. Come scrive Federica Fantozzi nell’ Unita’  il cavaliere ha dato le consegne ai suoi per cartelli televisivi. Uno:negare. In assenza di argomenti, urlando. Due: edulcorare. Cosi’ fan tutti. Tre: chiudedre. I programmi ‘’comunisti’’, magari traslando la fallita legge bavaglio nei regolamenti della vigilanza. Soprattutto il target della mattina: la famiglia popolare cattolica, le casalinghe, i pensionati, non deve sapere. Nel day time, per suo, ordine, Ruby deve sparire. Questo target di pubblico, infatti, non legge quotidiani ne’ guarda programmi a pagamento o i canali esteri sul digitale terrestre. L’ unica fonte di informazione sono la Rai e Mediaset.
Altra trovata da MinCulPop e’ quella che dovrebbe stabilire che se un argomento e’ trattato da un talk show Rai gli altri programmi di approfondimento di viale Mazzini non dovranno riprenderlo. Il caso Ruby, per esempio,  sviluppato dall’ amico (del cavaliere) Bruno Vespa (chi striscia non inciampa) il lunedi’ in ‘’Lecca Lecca’’ sarebbe proibito per ‘’Ballarò’’ e ‘’AnnoZero’’, che vanno in onda il martedi’ e il giovedi’.
Berlusconi ha in se’ l’ animo del dittatore .  Nell' agosto 2003,  nella sua villa di Porto Rotondo in Sardegna a due giornalisti inglesi, il conservatore Boris Johnson, direttore dello Spectator, e Nicholas Farrell, editorialista della Voce di Rimini, estimatore di Berlusconi e prima ancora di Mussolini, del quale ha scritto una biografia, allorché Farrell paragona il dittatore iracheno Saddam a Mussolini, Berlusconi respinge con sdegno il paragone e si affanna a difendere il duce, a giustificarlo e a minimizzare i crimini della dittatura fascista, finendo per confessare apertamente chi sono i suoi maestri e i suoi modelli politici. Una dittatura definita "benigna'' perché "Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino'', "in posti che adesso - hanno aggiunto maliziosi i due giornalisti - sono luoghi di vacanze esclusivi''.
Il potere, e’ nelle mani dei pm. "La sovranità – secondo il cavaliere - non è più nelle mani del popolo, ma in quelle di alcuni pm che attraverso la Corte costituzionale si fanno abrogare le leggi". Quei pm che "respingono un cittadino innocente, dopo il primo grado, nel girone infernale dei processi perché con il loro mestiere ci guadagnano, perché vogliono dimostrare il loro teorema accusatorio, perché gli stai antipatico o solo per pregiudizio politico".
Per questo vuole cambiare la Costituzione. Per questo vuole renderla prona ai suoi voleri e poter fare cio’ che piu’ gli aggrada. Per questo vuole tappare la bocca ai giornalisti e per farlo e’ disposto a fare un regalo ai pedofili, eliminando l’ arresto in flagranza  di chi commette atti sessuali con i minori. E a fare un regalo a se stesso facendo abbassare la minore eta’ e  salvarsi dall’ inchiesta della Procura di Milano.
Giovanni Sartori nel suo saggio ‘’Il Sultanato’’ parlando della sostanza delle dittature ha scritto che prima il dittatore abrogava senza infingimenti la Costituzione preesistente. Hitler dichiarava ‘’la Costituzione sono io’’.
Oggi, invece, il dittatore si infiltra gradualmente e senza troppo parere nelle istituzioni democratiche e le svuota dall’ interno. La strategia di conquista  dittatoriale delle democrazie e’ graduale e molto raffinata. E’ una strategia che sviluppa ‘’Costituzioni anticostituzionali’’ e cioe’ ne elimina senza dare nell’ occhio le strutture garantistiche.
Berlusconi alla luce di quanto detto puo’ diventare un dittatore in quanto le riforme costituzionali che caldeggia sono tutte intese a depotenziare e fagocitare i contro-poteri che lo intralciano. Si ritiene bravissimo, ed e’ a questo titolo che pretende mano libera, che mal sopporta chi lo frena. Il suo impegno e’ salvare se stesso dalla magistratura e corazzare un impero tutto intriso di conflitti e abusi di interesse.
Berlusconi, affermava Bobbio, e’ ‘’in fondo, come il tiranno dei classici, ritiene che per lui sia lecito quello che i comuni mortali sognano. La caratteristica dell’uomo tirannico è credere di potere tutto“.
I Pm vanno puniti afferma Berlusconi. Il solerte deputato Pdl Luigi Vitali, all' indomani dello scoop del Fatto Quotidiano sul caso Ruby, presenta una proposta di legge, sottoscritta da altri 29 parlamentari,  di stretta ispirazione arcoriana contenetnte regole per punire i pm che intercettano in modo ''incompetente''.
Si tratta di un provvedimento intimidatorio per scoraggiare l' utilizzo delle intercettazioni che non puo' essere messa in discussione.  Un modo per distrarre l' opinione pubblica e il sistema mediatico dal cuore del problema: le imputazioni contro Berlusconi.
Non si puo’ piu’ essere cauti. Il governo Berlusconi non e’ un governo, neppure un pessimo governo, e’ un regime, che vuole distruggere la Costituzione repubblicana per sostituirla, come dice e scrive da tempo il direttore di Micromega, Paolo Flores d’ Arcais, con una costituzione putiniana. Che calpesta il libero giornalismo e l’ autonomia dei magistrati, che vuole umiliare i sindacati, che viola i piu’ elementari diritti umani, fino al razzismo. Berlusconi, secondo Paolo Flores d' Arcais, e’ animato da una insopprimibile pulsione totalitaria, non accetta alleati, neppure se – nella sostanza – fedeli fino all’ inverecondia come Chiesa gerarchica, Confindustria, banche, anche se adesso qualcosa sembra cambiare. E’ un egocrate che esige adorazione e quando questa latita trasforma l’ alleato sostanzialmente servile in un nemico da abbattere .
Berlusconi vuol ridurre a macerie l’ Italia, sotto il profilo morale, istituzionale, culturale sociale, economico.  Ha il gioco facile perche’ manca un’ alternativa credibile, un’ opposizione. Se tale alternativa ci fosse, come ha scritto Paolo Flores d’ Arcais, se tra i leader  del Pd esistesse un decimo di Enrico Berlinguer, non di piu’, questo regime sarebbe gia’ un ricordo.
Uno spaccato di questa Italia berlusconiana lo da il New York Times.
"Surreale: una soap opera con protagonista Berlusconi". Questo il giudizio sull'Italia, o meglio il tentativo di spiegare la "psicologia collettiva" che si cela dietro l'altrimenti inspiegabile situazione politico-giudiziaria-scandalistica ...che ci sta attanagliando. Lo fa, nell'articolo che apre l'inserto settimanale Week in Review del quotidiano americano, ancora una volta con precisione e nettezza la corrispondente da Roma Rachel Donadio. Collocazione volutamente "strillata" in copertina, con titoli a caratteri di scatola, una vera citazione del clima da tabloid imperante in Italia. Una "commedia surreale e tragicomica" in cui "fatti e finzione, realtà e reality televisivo si confondono, in una terra in cui apparenza e realtà sono a lungo rimaste nebulose". "Oggi la tensione drammatica sta montando. Berlusconi appare sempre meno come il leader di una democrazia dell'Europa occidentale e sempre più come un personaggio da dramma della Roma imperiale, i cui attori sembrano incapaci di controllare il proprio destino di fronte alle più potenti correnti del fato". Un leader "prigioniero del mondo che ha creato". Un mondo, dice ancora Donadio riferendosi ai vari programmi di tronisti, in cui "donne di mezza età, audience di primaria importanza per i canali di Berlusconi e un blocco fondamentale del suo elettorato, si sdilinquiscono per i batticuori di giovani maschi" mentre "uomini anziani flirtano con showgirls dalle gambe lunghe".
Surrealnewyorktimesnonl
Vogliamo ancora al potere un uomo tirannico, un personaggio che vuole putinizzare il Paese o vogliamo, vincendo le divisioni ideologiche, mettere in campo un comune patto fondativo, o rifondativo, della Repubblica per scacciare Berlusconi e sconfiggere il berlusconismo?

‘’…Cosi’ e’ se mi pare!’’

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