lunedì 17 gennaio 2011

Berlusconi e Ruby, silenzio dei tg di regime e della Chiesa

Berlusconi e Ruby, silenzio dei tg di regime e della Chiesa

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Dopo quattro mesi d’indagini, decine di interrogatori e un intenso lavoro sui tabulati telefonici, la procura di Milano è convinta di poter dimostrare che Ruby ha avuto più volte rapporti sessuali con il presidente del Consiglio. Incontri a pagamento avvenuti quando la ragazza era ancora minorenne. Berlusconi ha sempre negato di aver conosciuto l’esatta età di Ruby, ma almeno un particolare lo smentisce. Il 27 maggio, quando telefonò in Questura per chiedere la liberazione della giovane marocchina ordinò che fosse affidata a Nicole Minetti, ex valletta di Mediaset “promossa” consigliera regionale in Lombardia. Secondo gli investigatori era proprio lei a coordinare il vorticoso giro di ragazze a pagamento e prostitute che frequentavano Arcore. Per questo adesso la Minetti è sotto inchiesta per sfruttamento e induzione della prostituzione di minorenni e maggiorenni. Assieme a lei è stato notificato un avviso di garanzia per gli stessi reati anche a Lele Mora ed Emilio Fede.
Mentre i quotidiani e la rete sono inondati dalle notizie sull’ ultima malefatta (presunta) di Berlusconi si deve registrare  il colpevole silenzio dei telegiornali di ‘’regime’’ e della Chiesa. Nei tg di ‘’regime’’ Berlusconi e i suoi corifei  in comizi quotidiani difendono se’ stesso e il premier. Gli interventi sono orchestrati con sapiente regia, con gli opportuni tagli alle dichiarazioni dei portavoce di partito avendo cura che l’ultima parola, icastica e definitiva, sia lasciata volutamente sempre agli esponenti del Pdl. I telegiornali condizionano le opinioni di chi li ascolta persuaso che dicano la verità. Per qualunque cittadino pensante non lobotomizzato, ovviamente, è una sofferenza enorme la manipolazione e strumentalizzazione politica che i notiziari operano sull’informazione, confezionata su misura al servizio di Silvio Berlusconi, difeso da ogni rete televisiva nazionale come il campione della libertà, della moralita’ (sic!) e del buon governo.
Mentre dunque la procura milanese  indaga sul reato di prostituzione minorile di cui si sarebbe reso colpevole il presidente del consiglio, i TG tacciono, complici silenziosi  del marciume.
Il Cavaliere vorrebbe mettere a tacere tutte le voci fuori dal coro, abolire la libertà di stampa e di opinione, vietare le intercettazioni telefoniche e la pubblicazione dei loro contenuti per coprire i suoi loschi traffici e mentre tutto ciò avviene l’Italia addormentata fa finta di niente. Lo sapevano bene Hitler e Goebbels: una bugia ripetuta mille volte si trasforma in una verità, lo sanno benissimo Silvio Berlusconi, Emilio Fede e tutti i tirapiedi del despota di Arcore che martellano di giorno in giorno gli italiani incessantemente con le loro menzogne, amplificate e ripetute all’infinito da giornali e telegiornali, finché chi le ascolta non arrivi a crederle vere.
I giornalisti di regime sanno di correre il rischio di perdere il lavoro e le ricche prebende se cosi’ non fanno. Pur di mantenere i loro privilegi leccano il culo di B., si trasformano in cortigiani. Sono giornalisti senza ideali, senza moralita’, ma che le difendono con passione. Questi colleghi, si fa per dire, mi fanno tornare alla mente quanto ha detto lo scrittore e giornalista americano Pat Buchanan: ‘’Finalmente sono giornalista anch’ io adesso e i fatti non mi interessano più’’.
In questa azione di disinformazione B. e’ aiutato dai suoi compari e sodali. Tutti gridano al complotto dei magistrati, definiti comunisti, i quali secondo il satrapo vorrebbero annientarlo politicamente.
Mi chiedo quanti di questi siano in buona fede e quanti veramente ritengono che esista un complotto per mandare a casa il signore di Arcore.
Ritengo che tutti siano in malafede. Difendono il sultano perche’ sanno che se lui dovesse andare a casa anche loro andrebbero a casa, dovrebbero fare le valige e lasciare la vita dorata del parlamentare.
Anche la Lega si è venduta per poter comandare in Italia, nonostante il suo elettorato sia ristretto al Piemonte, alla Lombardia e al Veneto. Pur di comandare si serve di un plurinquisito e pluriprescritto. I capi della Lega stanno con il premier per fare i loro affari. Il risultato della joint venture Berlusconi-Bossi significa un accordo per raggiungere un particolare scopo: l’ uno si salva dalle disavventure giudiziarie con l’ aiuto dell’ altro, il quale si porta a casa il federalismo con cui poter accrescere il proprio potere.
Mario Ajello in un articolo del Messaggero raccoglie tutte le spese pazze e i soldi facili della Lega. E le stranezze di legge, come quella del sottosegretario, deputato e presidente della provincia di Brescia Daniele Molgora, che ha triplo incarico nonostante sia vietato; così come Roberto Simonelli, onorevole e presidente della provincia di Biella, Gianpaolo Vallardi, parlamentare e sindaco di Chiarano, Massimo Bitonci, anche sindaco di Cittadella, Alberto Filippi, consigliere comunale a Vicenza, Giacomo Chiappori, sindaco di Villa Faraldi, Sandro Mezzatorta, sindaco di Chiari, Claudio D’Amico e Giovanna Negro, primi cittadini a Cassina e Arcole. E poi ci sono i soldoni per La Padania, il giornale di partito: 50 milioni di euro, mica male per Roma Ladrona. E poi ci sono gli 800mila euro elargiti alla scuola Bosina di Varese, tenuta da Manuela Marrone, nell’istituto dove si insegnano filastrocche locali e tante materie folk. Poi si racconta con dovizia di particolari della parentopoli piemontese. Un salto in Veneto, poi, ci permette di ammirare il presidente della provincia di Treviso che si regala spot da 200mila euro, o i lampadari da 920mila per la sede della provincia. E pure i 50 milioni da spendere in comunicazione che Luca Zaia, ora alla Regione Veneto, ha lasciato al suo successore Giancarlo Galan. Che se n’è lamentato: “Servono solo a favorire sprechi e parassitismi”.
Sulla Lega consiglio anche la lettura del blog di Franca Rame.
Il  Vaticano ha tutto l’ interesse a tacere. Lucra infatti con le prebende che B. e il suo governo elargiscono per le scuole e per la sanita’ di proprieta’ della Chiesa, che gode anche del fatto che non paga l’ Ici sulle sue proprieta’. La gerarchia cattolica tace perchè Berlusconi rappresenta l'alleato che in assoluto ha garantito più privilegi, più potere e più denaro alla istituzione cattolica ufficiale.  E infatti il segretario di Stato vaticano cardinal Bertone invoca la censura: "Finiamola di parlare dei soldi alla chiesa cattolica".
La Chiesa cattolica, ha scritto Curzio Maltese in la Repubblica, costa in ogni caso ai contribuenti italiani almeno quanto il ceto politico. Oltre quattro miliardi di euro all'anno, tra finanziamenti diretti dello Stato e degli enti locali e mancato gettito fiscale. La prima voce comprende il miliardo di euro dell'otto per mille, i 650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti dell'ora di religione ("Un vecchio relitto concordatario che sarebbe da abolire", nell'opinione dello scrittore cattolico Vittorio Messori), altri 700 milioni versati da Stato ed enti locali per le convenzioni su scuola e sanità. Poi c'è la voce variabile dei finanziamenti ai Grandi Eventi, dal Giubileo (3500 miliardi di lire) all'ultimo raduno di Loreto (2,5 milioni di euro), per una media annua, nell'ultimo decennio, di 250 milioni. A questi due miliardi 600 milioni di contributi diretti alla Chiesa occorre aggiungere il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano, oggi al centro di un'inchiesta dell'Unione Europea per "aiuti di Stato". L'elenco è immenso, nazionale e locale. Sempre con prudenza si può valutare in una forbice fra 400 ai 700 milioni il mancato incasso per l'Ici (stime "non di mercato" dell'associazione dei Comuni), in 500 milioni le esenzioni da Irap, Ires e altre imposte, in altri 600 milioni l'elusione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico, che gestisce ogni anno da e per l'Italia un flusso di quaranta milioni di visitatori e pellegrini. Il totale supera i quattro miliardi all'anno, dunque una mezza finanziaria, un Ponte sullo Stretto o un Mose all'anno, più qualche decina di milioni.

Nonostante lo stile di vita condotto dal presidente del Consiglio, emerso dalle indagini milanesi, denunci  una decadenza della moralità, tace, non giudica, non si esprime, non si indigna, non protesta, non alza la voce, se non per bollare come contro la fede l’ educazione sessuale nelle scuole o per invitare a scegliere  per i bambini nomi cristiani.
Tutto questo sempre per denaro.
La Chiesa si comporta come Giuda che per trenta denari tradi’ Cristo. Infatti per trenta denari tradisce il suo ruolo e gli insegnamenti del Vangelo.
Unica eccezione Famiglia Cristiana. Famiglia Cristiana, ha scritto nel 2009 don Franco Barbero in Micro Mega, ha dato voce ai lettori e alle lettrici che hanno espresso con coraggio e dignità, in una valanga di lettere, il loro disgusto, soprattutto la loro sollecitazione alla chiesa ufficiale affinchè parli in un contesto in cui è stato superato ogni limite di decenza. Si noti che Famiglia Cristiana è una testata assolutamente fedele alla gerarchia. Però c'è di tanto in tanto in questo settimanale un piglio di intelligenza, di coerenza e di dignità.
Io non mi attendo, ha aggiunto don Franco Barbero,  che dai sacri palazzi sgorghi una chiesa profetica (non tentiamo Dio chiedendoGli miracoli). Mi basterebbe una chiesa "decente", che abbia un pò di decenza. Ma questa sconcia cupola vaticana, oggi come nei secoli passati, è alleata di sporcaccioni, di assassini, di commercianti di carne umana, di fabbricatori di armi, di mercanti del tempio, di apostoli del capitalismo, di corrotti, di ogni genere, di mafiosi... purchè le garantiscano privilegi, denaro, potere. Se le garantiscono potere denaro e privilegi,va tutto bene e si può tacere consolidando le sporche amicizie. Il Vangelo è altrove.

''...Cosi' e' se mi pare!''
Basta mafalda

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