mercoledì 19 gennaio 2011

Emilio Fede, ''uomo di corte'' deve essere giudicato anche dall' Ordine dei giornalisti

Emilio Fede, ''uomo di corte'' deve essere giudicato anche dall' Ordine dei giornalisti

“La deontologia professionale sta racchiusa in gran parte, se non per intero, in questa semplice e difficile parola: onestà”. Così Indro Montanelli scrisse nel 1989 in “Il dover essere giornalista oggi”.
L'art. 48 (Procedimento disciplinare) della legge professionale 69/1963 afferma: “Gli iscritti nell’Albo, negli elenchi o nel registro che si rendano colpevoli di fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale, o di fatti che compromettano la propria reputazione o la dignità dell’Ordine, sono sottoposti a procedimento disciplinare. Il procedimento disciplinare è iniziato d’ufficio dal Consiglio regionale o interregionale, o anche su richiesta del procuratore generale competente ai sensi dell’articolo 44”. Il potere riconosciuto al Pg di “impulso” significa solo che c’è un interesse pubblico affinché la professione giornalistica si svolga in termini corretti.
Dall’incrocio tra Costituzione e norme deontologiche professionali si ricavano, tra gli altri, questi principi:
 il dovere di promuovere la fiducia tra la stampa e i lettori;
il mantenimento del decoro e della dignità professionali;
 il rispetto della propria reputazione;
 il rispetto della dignità dell'Ordine professionale.
Emilio fede
Mi chiedo se questi principi sono stati rispettati dal direttore del Tg4, Emilio Fede  alla luce delle intercettazioni nel cosiddetto Ruby-gate.
“E stasera bunga bunga”, disse alla fine Emilio Fede all’amico Lele Mora. È questa la frase, intercettata dagli investigatori, che ha messo definitivamente nei guai il direttore del Tg4 e l’impresario di spettacolo indagati nel caso Ruby. I due, Fede e Mora, sono già indagati almeno da fine ottobre per sfruttamento della prostituzione, ma le parole che Fede si è lasciato sfuggire al telefono l’estate scorsa fanno pensare che entrambi sapessero che tipo di incontri si svolgessero a casa di Silvio Berlusconi, con ospiti giovani ragazze tra cui l’a l l o ra minorenne Karima el Mahroug, in arte Ruby Rubacuori. Serate a luci rosse, sostengono i pm, a cui partecipavano donne in molti casi invitate dallo stesso Mora e conosciute anche da Fede.
Lo stesso Emiglio Fede che, nel 2009, a Sant’ Alessio Siculo (ME) al concorso ‘’una ragazza per il cinema 2009, dichiarava di essersi commosso per la storia di Ruby, una ragazza di 13 anni che non aveva piu’ i genitori, impegnandosi ad aiutarla.. 
Berlufedemomi
Il direttore del Tg4, da 20 anni alla Fininvest-Mediaset, 'volto' tra i più celebri della tv e noto filo-premier, incappato nelle maglie delle intercettazioni volute dalla Procura di Milano non ne esce bene. Uno dei passaggi più sorprendenti e choccanti usciti dal faldone è quello che riguarda la conversazione tra Fede e il manager Lele Mora. Corriere della Sera e Repubblica riportano una telefonata in cui i due si accordano sulla 'versione' da fornire a Berlusconi per richiedere un prestito in favore dello stesso Mora. Nel colloquio dello scorso 22 agosto, Fede dice a Mora: "Lele, studiamo insieme... Gli dico: 'Senti, ho visto Lele, non sta bene ed è preoccupato, forse credo che una mano bisognerebbe dargliela... Quest'uomo c'ha dato tutto ed è quello che ci ha dato soprattutto la riservatezza... lui rischia la bancarotta... allora diventa peggio il problema'". Quindi, ecco il piano: a Berlusconi, Fede chiderà per conto di Mora "uno e due (1,2 milioni di euro, ndr), di cui 100 (Mora) li dà a me in due rate che ho prestato 50 e 50, capito? Vuol dire che possono diventare uno e mezzo: io ne prendo quattro e tu otto, va bene?".  Non una bella figura per Fede, che parrebbe mirare ad una lauta 'cresta' sulla generosità dell'amico Silvio.

Spunta poi una telefonata tra il giornalista e la parlamentare del Pdl Maria Rosaria Rossi, nella quale si parla anche della pratica del bunga bunga, anche se il significato resta un po' enigmatico:  "Ma tu stai venendo qui?", chiede Maria Rosaria Rossi a Fede. Il direttore del Tg4 risponde che sarà nel luogo dell'appuntamento non prima delle 21-21.15. Poi aggiunge: "Ho anche due amiche mie...". "Che palle che sei - risponde la Rossi - quindi bunga bunga, 2 di mattina, ti saluto...".
Sempre Emilio Fede, in un'altra telefonata con Nicole Minetti, parla di una certa Maristelle e di rapporti orali "a 300 euro. L'ha dovuta allontanare. Lavorava con uomini che vomitavano in macchina. L'hanno trovata in macchina con droga e un coltello". Alla Minetti il direttore ha poi detto di aver pagato di tasca sua "10mila euro" ad una ragazza perché "aveva delle fotografie scattate con il telefonino" e "aveva bisogno di soldi".
Tra le 300 pagine di intercettazioni telefoniche che i magistrati di Milano hanno spedito alla Giunta per le autorizzazione della Camera figura questa conversazione tra Emilio Fede e Nicole Minetti, si parla del prezzario di M.T., l'amica dell'ex showgirl. Fede invece fa notare alla 25enne di aver pagato di tasca sua 10mila euro per far cancellare delle foto da un telefonino. Ecco quanto pubblica L'Espresso:
Minetti: "Pompini a trecento euro. La notte a trecento euro. Maristella l'ha dovuta allontanare. Lavorava con uomini che vomitavano in macchina. L'hanno trovata in macchina con droga e un coltello" Fede: "Quante hanno letto tutti i messaggi di lui! A una di quelle che c'erano ieri sera gli ho dato di tasca mia 10.000 euro perché aveva delle fotografie scattate col telefonino. Aveva bisogno di soldi"
Ed ancora Barbara Faggioli ad Emilio Fede: "Non mi ha invitato. Ormai preferisce cubane e venezuelane". Le due gemelle De Vivo, Imma racconta ad Eleonora: "L'ho visto un po' out. Ingrassato. Imbruttito. L'anno scorso stava più in forma. Adesso sta più di là che di qua. E' diventato pure brutto: deve solo sganciare. Speriamo che sia più generoso. Io non gli regalo un cazzo".
Emilio Fede rappresenta ‘’ L' uomo di Corte ‘’. E l’ uomo di corte, scrive Paul H.D. d' Holbach (1723-1789) nel suo ‘’ Essai sull' art de ramper, à  l' usage des courtisans - Saggio sull' arte di strisciare, il Melangolo, 2009, e' senza ombra di dubbio il prodotto piu' bizzarro di cui dispone la specie umana. Si tratta di un animale anfibio, che spesso assomma in se' ogni sorta di contraddizione. Un filosofo danese dice: ''la testa del cortigiano e' di vetro, i capelli sono d' oro, le mani di peceresina, il corpo di gesso, il cuore e' meta' di ferro e meta' di fango, i piedi di paglia e il sangue c omposto da acqua e argento vivo''.
Bisogna ammettere che un animale cosi' bizzarro risulta difficile da definire; ben lungi dall' essere capito dagli altri, a malapena egli capisce se stesso; tuttavia sembrerebbe lecito classificarlo grosso modo nella categoria degli esseri umani, fermo restando che gli uomini ordinari hanno soltanto un' anima
mentre l' uomo di Corte pare ne abbia diverse. Infatti un cortigiano e' a volte insolente e a volte vile; puo' dar prova della piu' squallida avarizia e della piu' insaziabile avidita' cosi come di un' estrema magnanimita', di una grande audacia come di una codardia vergognosa, di una impertinente arroganza e della correttezza piu' calcolata; in poche parole egli e' un Proteo, un Giano o ancor meglio un dio indiano raffigurato con sette volti differenti.
[...]
Se un monarca riscuote le imposte, dichiara la pace o la guerra, studia migliaia di ingegnose btrovate per tormentare e tassare il popolo, lo fa nell' interesse esclusivo  di tali individui (i cortigiani, ndr). In cambio di queste attenzioni i cortigiani riconoscenti ripagano il  Monarca con la condiscendenza, l' assiduita', l' adulazione, la vigliaccheria; il saper barattare tali mercanzie di benevolenza e' probabilmente il talento piu' utile a corte.
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La nobile arte del cortigiano, l' oggetto essenziale della sua cura, consiste nel tenersi informato sulle passioni e i vizi del padrone.
Gli piacciono le donne? Bisogna procurargliene. E' devoto? Bisogna d keep-alive
Referer: http://wwwE' di temperamento ombroso? Bisogna insdtillargli sospetti riguardo a tutti coloro che lo circondano. E' pigro? Non bisogna parlargli di lavoro; in poche parole, lo si deve servire secondo i suoi desideri e soprattutto adularlo continuamente. Se e' uno stupido non si rischia nulla a prodigargli lusinghe anche del tutto ingiustificate...
[...]
Il cortigiano deve ingegnarsi per essere affabile, affettuoso e educato con tutti coloro che possono aiutarlo o nuocergli; deve mostrarsi arrogante soltanto con chi non gli serve a niente. Deve conoscere a memoria il prezzo di tutti quelli che incontra...

Mi chiedo ancora se Emilio Fede sia venuto meno a questi principi: il dovere di promuovere la fiducia tra la stampa e i lettori; il mantenimento del decoro e della dignità professionali;  il rispetto della propria reputazione;  il rispetto della dignità dell'Ordine professionale.
Io credo di si’.
Ritengo che sia giusto, considerata la gravita delle accuse mosse all’ ottantenne giornalista, che il Consiglio regionale dell’ ordine dei giornalisti, al quale Emilio Fede risulta iscritto, inizi un procedimento disciplinare per fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale, e per  fatti che compromettono la propria reputazione e la dignità dell’Ordine. Il procedimento, a mio giudizio, potrebbe anche essere richiesto dal  procuratore generale competente ai sensi dell’articolo 44.

''...Cosi' e' se mi pare!''






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