giovedì 27 gennaio 2011

Giornata della Memoria, il Golem raccontato da Elie Wiesel

Giornata della Memoria, il Golem raccontato da Elie Wiesel



Mi piace ricordare il Giorno della Memoria con il Golem , raccontato da Elie Wiesel, premio Nobel per la pace nel 1986.


Chi era il "Golem fatto d' argilla", questo strano essere che, secondo la tradizione popolare ebraica, fu creato dal misterioso Maharal, Rabbi Yehuda Loew, capo della comunita' ebraica della Praga del sedicesimo secolo?


Alcuni versioni di questa leggenda dipingono il Golem come un simpatico e goffo individuo; altre come un mostro, un Frankestein che si ribello' al suo creatore.


Nel suo libro "Il Golem", illustrato da Mark Podwal, pittore che ha opere tra l' altro al Louvre, edito da Giuntina, ha raccolto molte delle storie che si tramandano su questa enigmatica figura e le ha raccontate di nuovo, viste attraverso gli occhi di un vecchio becchino che, da bambino, avrebbe assistito ai numerosi miracoli attribuiti dalla leggenda al Golem.


"Io, Reuven, figlio di Yaakov, dichiaro sotto giuramento che 'Yossel il muto', il 'Golem fatto d' argilla', merita di essere ricordato dal notro popolo perseguitato e assassinato eppure immortale. E' un nostro dovere nei suoi confronti evocare il suo destino con amore e gratitudine".


Dopo dieci anni dalla sua creazione il Golem ,poiche' aveva compiuto il suo destino e aveva salvato tante vite, fu messo a dormire dal Maharal: "Che il tuo sonno sia dolce, mio caro Yossel; non preoccuparti, nessuno ti disturbera', te lo prometto''. [...] "Quando il tormentato volto di argilla scomparve dietro il tallèth (scialle da preghiera, nota dello scrivente) strappato, il Maharal sospiro' tristemente. Il giorno seguente fu un giorno senza sole per gli abitanti ebrei di Praga".
Per conservare il mistero sul Golem, il Maharal proibi', sotto pena di scomunica, ogni accesso alla soffitta della sinagoga dove si trovava. Non dette alcuna spiegazione tranne che sarebbe stato pericoloso.


Il Golem di Reuven non e' ne' uno sciocco ne' un mostro, ma un essere pieno di intuito, di intelligenza e di compassione, creato per proteggere gli ebrei dai loro innumerevoli nemici. Un essere che, un giorno, potremo anche incontrare...


Questa la conclusione del libro di Wiesel:
"[...]Ma un vagabondo mendicante che ho incontrato recentemente mi ha dato, in pegno del segreto, la sua spiegazione: il Maharal aveva proibito l' accesso alla soffitta perche', in realta', il Golem era ancora vivo. E aspetta di essere chiamato.
In quanto a me, vorrei sapere".

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