venerdì 28 gennaio 2011

La Procura difende il pm Boccassini Anm contro il Giornale: "E' una barbarie"

La Procura difende il pm Boccassini Anm contro il Giornale: "E' una barbarie"

La Procura difende il pm Boccassini
Anm contro il Giornale: "E' una barbarie"

Il capo della Procura di Milano, Edmondo Bruti Liberati, replica agli articoli pubblicati oggi dal quotidiano berlusconiano. Ed esprime "piena solidarietà e apprezzamento" nei confronti dei colleghi coassegnatari dell'inchiesta sulla vicenda Ruby. Mail di minaccia a Palamara

La Procura difende il pm Boccassini Anm contro il Giornale: "E' una barbarie"
MILANO - "Le denigrazione dei magistrati si qualifica da sola. E gli attacchi ai magistratrati sono un problema per chi i fa". Lo afferma in un comunicato il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati. Il riferimento è all'articolo pubblicato oggi dal quotidiano Il Giornale, che in prima pagina, sotto al titolo "Amori privati della Boccassini", scrive che "la pm finì sotto processo al Csm perché sorpresa in atteggiamenti sconvenienti con un giornalista di sinistra. Si difese invocando la privacy". E contro il quotidiano berlusconiano si scaglia anche l'Anm: "Questa barbarie non ci fermerà. Il metodo 'Mesiano' 1 (il riferimento è al giudice civile che impose alla Fininvest un mega risarcimento nella causa Imi-Sir, ndr) non ci intimidisce e non ci intimidirà: come Anm esprimiamo solidarietà ai colleghi di Milano e alla Boccassini che ha ricevuto un attacco di inaudita gravità da 'Il Giornale' per la sola 'colpa' di applicare la legge come prevede la Costituzione. Se il prezzo di poter svolgere un'indagine è quello di subire ritorsioni, diciamo, a chi si serve di questi metodi denigratori, che non faremo un solo passo indietro"

DOSSIER I protagoinisti del Rubygate 2

Bruti Liberati.
"Ogni attività della magistratura, e dunque anche quella della Procura della Repubblica di Milano, in un ordinamento democratico è soggetta alla valutazione e alla critica della libera stampa; le campagne di denigrazione e l'attacco personale ai magistrati si qualificano da soli e in un sistema di civile convivenza devono essere un problema per chi ne è autore e non per chi ne è vittima", continua Bruti LIberati, che ricorda come tutti gli atti dell'inchiesta svolta da due procuratori aggiunti, Boccassini e Forno, e dal sostituto Sangermano siano stati vistati da lui. Ed esprime "pieno sostegno e apprezzamento nei confronti dei colleghi coassegnatari del procedimento i quali, senza esenzione alcuna dai turni e dall'attivotà ordinaria, hanno compuiuto e stanno compiendo con tempestività e rigore professionale attività d'indagine ai sensi dell'articoli 326 e 358 cp".

Infine, considerando "la delicatezza della vicenda", "il procuratore segue costantemente e compiutamente tutta l'attività d'indagine, di cui ha assunto personalmente il coordinamento e conseguentemente piena responsabilità. Le richieste e le note di trasmissione degli atti, dirette alla Camera dei Deputati - conclude il capo della Procura di Milano - sono state firmate dal procuratore della Repubblica. I due inviti a comparire, firmati dai magistrati coassegnatari, sono stati vistati dal procuratore, pur non essendo richiesto il visto per tali tipo di atti".

Anm. Secondo i vertici dell'Anm, Luca Palamara e Giuseppe Cascini, l'attacco portato avanti dal 'Giornale' è "ancor più grave e inaudito perchè i magistrati titolari dell'inchiesta non sono uno ma tre, per cui non si tratta di difendere un magistrato ma un'intera categoria". Palamara ricorda che "se questo è l'obiettivo di un giornale non nuovo a questi tipi di attacchi, sappia che questo metodo intimidatorio non ci scalfirà, non arretreremo di un millimetro". Un modo di procedere che, a detta del sindacato delle toghe, rappresenta "un sistema pericoloso per la democrazia e per lo Stato perchè mette in discussione un ruolo che la Costituzione assegna ai magistrati". Inoltre dicono Palamara e Cascini: "Tirare fuori storie di trent'anni fa e chiuse con un'assoluzione per gettare fango è un atto di aggressione del tutto scollegato da fatti relativi all'inchiesta". Insiste il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini: "La denigrazione del magistrato è una barbarie inaccettabile".

Mail di minaccia a Palamara. Sulla posta elettronica dell'Anm presso la Corte di Cassazione è arrivata una minaccia indirizzata al presidente Luca Palamara nella quale, tra l'altro, si dice "sta per arrivare la vostra ora". Le frasi di minaccia, a quanto si è appreso, si riferiscono alla posizione di Palamara e dell'Anm che ha detto che non subirà intimidazioni per quanto riguarda la difesa della magistratura tutta e in particolare dei magistrati della Procura di Milano e di Ilda Boccassini attaccata oggi da il quotidiano milanese il Giornale. Gli inquirenti stanno indagando.

da la Repubblica

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