martedì 18 gennaio 2011

"Le pagherò il prezzo che vuole ma non dica che incontro minorenni"

I VERBALI

"Le pagherò il prezzo che vuole
ma non dica che incontro minorenni"

Ruby: "Lo ha detto Berlusconi all'avvocato, io ho chiesto 5 milioni. Adesso sanno che vado da Silvio in forma di amica, ma ho negato il fatto che lui sa che io sono minorenne" di EMILIO RANDACIO

MILANO - "Adesso praticamente sanno che io vado da Silvio e conosco Silvio". Il 7 settembre scorso, Ruby Rubacuori, dopo cinque faccia a faccia tenuti segretissimi con i magistrati di Milano, ha saputo che anche il Cavaliere era a conoscenza dell'inchiesta. Ma al telefono con una amica rassicura tutti sulle conseguenze delle sue rivelazioni. "Io ho negato il fatto che Silvio sa che sono minorenne - rabbonisce la sua interlocutrice - le ho detto che lui sa che sono maggiorenne...". E ancora: "Io ci vado in forma di amica, non è che tra noi c'è niente". Per finire: "Perché io non voglio metterlo nei casini". Anzi, Ruby è convinta che "alla fine siamo riusciti a smentire il tutto".

Ruby, oltre un mese e mezzo prima che il suo nome finisse per la prima volta sui giornali, tentava disperatamente di non svelare il suo segreto, senza però sapere che quella conversazione con la mamma di un amico veniva registrata passo passo dagli uomini della sezione di polizia giudiziaria della procura di Milano.

"Lo chiamo Papi". Al telefono c'è un amico napoletano che è a conoscenza dei suoi reali rapporti con il premier e le chiede: "Ma tu, come lo chiami, zio, nonno?" La giovane marocchina, quasi divertita risponde: "E no, Papi". A. P., a questo punto, sembra sorpreso: "E siamo messi bene, fai come la napoletana (Noemi Letizia, ndr), il papi lo chiamava". Ma Ruby, con una punta di orgoglio, tiene a precisare: "No, no, la napoletana è un'altra cosa, io sono un'altra... quella è la pupilla, io sono il c... (ride)".

Sempre il 7 ottobre scorso, poco dopo le 19, Ruby al telefono con il suo fidanzato genovese, Luca Risso, spiega le novità: "Mi ha chiamata proprio tre minuti fa", riferendosi, sembra, proprio al presidente del Consiglio. "Mi ha detto  -  continua Ruby nel suo racconto quasi divertita  -  con Lele (Mora), e che ha saputo che ho detto tante cose. Io gli ho detto che ho detto tante cose, ma ne ho nascoste tantissime. Quelle cose le ho dette perché mi hanno messo davanti all'evidenza e non potevo negare". Berlusconi, dal racconto telefonico della ragazza marocchina, non nasconde le sue preoccupazioni. ""Ma noi non siamo in pericolo, noi siamo in difficoltà", mi fa, "però sono cose da superare"". Di fronte all'evidente difficoltà dell'amico altolocato, Ruby non ha scrupoli e spera di passare all'incasso, di sfruttare l'occasione. E, sempre al fidanzato, rivela tutt'altro che timorosa: "Gli ho detto che io voglio almeno, da tutta questa situazione cioè, sinceramente, che ne esca qualche cosa, perché di tutta la situazione non me ne frega niente".

Il 26 ottobre, il giorno della prima pubblicazione della notizia sul coinvolgimento nel "Rubygate", l'allora minorenne rivela anche di aver fissato un prezzo. È sera, al telefono c'è la madre del suo amico Sergio. "Il mio caso  -  esordisce la ragazza  -  è quello che spaventa più di tutti perché Silvio mi chiama di continuo". E ancora. "Sta superando il caso di Letizia (Noemi, ndr), della D'Addario, di tutte e diciamo che adesso siamo preoccupati, il mio avvocato se n'è appena andato, ero con lui, con Lele (Mora, ndr). Loro mi stanno comunque vicini in effetti... Cioè, tornando al discorso di prima, gli ho detto, eh, Lele io ho parlato con Silvio e gli ho detto che ne voglio uscire almeno con almeno con qualcosa cioè, mi dà... 5 milioni, 5 milioni a confronto del "macchiamento" (sputtanamento, ndr) del mio nome...."

"A casa sua quando avevo 16 anni". La frequentazione di Ruby con il Cavaliere? Una intercettazione dello stesso 26 ottobre, sembra addirittura farla risalire al 2008. "Il mio caso  -  continua la ragazza  -  invece, io frequento casa sua da quando c'avevo 16 anni... Ma io ho negato tutto, ho detto no, sono andata a casa sua ma lui pensava fossi maggiorenne, pensava che avessi 24 anni, anche perché non li dimostro, poi dopo che ha scoperto che ero minorenne mi ha buttato fuori casa perché io sto cercando di salvaguardare lui così e a me mi torna in tasca qualcosa".

Ma la pubblicazione della notizia sulle frequentazioni di una minorenne ad Arcore si dimostra un vero spartiacque per l'inchiesta. La giovane, infatti, sembra diventare improvvisamente il bersaglio di chiamate, richieste di aiuto, preghiere di non raccontare nulla sulle sue visite alla residenza brianzola. Secondo il racconto della protagonista di questa storia, un vero e proprio martellamento senza fine messo in moto direttamente dagli uomini più vicini al presidente. Al telefono con tale Poliana, Ruby confessa: "È venuto da me... mi ha chiamato oggi lui... mi ha chiamato la sua segreteria due volte... mi ha chiamato il mio avvocato, Lele (Mora, ndr)... è venuto il mio avvocato, è venuto adesso (sono le 21 e 29 di sera, ndr) ha fatto la strada da Milano e ha detto "Ruby, dobbiamo trovare una soluzione... è un caso che supera quello della D'Addario e della Letizia, perché tu eri proprio minorenne... adesso siamo tutti preoccupatissimi".

La giovane marocchina, lo stesso 26 ottobre, sembra anche agitarsi al telefono con il padre. "Ora è venuto l'avvocato  -  spiega la giovane  -  sono con l'avvocato che stiamo parlando di queste cose e dobbiamo trovare una soluzione. Silvio gli ha detto "dille che le pagherò il prezzo che lei vuole, l'importante è che chiuda la bocca, che neghi tutto, e che dica che lei, dica pure che lei è pazza, ma l'importante è che lei mi tiri fuori da tutte queste questioni, che io non ho mai visto una ragazza che ha diciassette anni, o che non è mai venuta a casa mia"". Ruby, a differenza di quanto emerso fino adesso, al telefono sembra in ottimi rapporti con il padre, che pare anche al corrente di tutto quanto è capitato alla figlia. "Oggi sono uscita di nuovo su un giornale importante che gira in tutta Italia  -  spiega al padre che vive a Messina  -  almeno non è riportato il cognome né niente".
Al vecchio padre, la figlia sembra anche aver confidato le sue frequentazioni. Anche riguardo al "mio incontro con Berlusconi, hai capito? Non è uscito niente". "Stiamo parlando di queste cose adesso  -  gli spiega ancora Ruby  -  dopo ti richiamo, quando avrò finito con lui (l'avvocato, ndr), ti chiamerò".

"Ti do quanti soldi vuoi. Ma anche a scandalo ampiamente pubblico, i contatti con Ruby Rubacuori e il premier, secondo le intercettazioni in mano alla procura, sarebbero continuati (eventuali telefonate del premier non sono comunque utilizzabili perché coperte dall'immunità parlamentare). Con la sua amica Antonella, alle 10 e 30 del mattino, continua con le confidenze imbarazzanti  -  "Lui (Silvio, ndr), mi ha chiamato dicendomi "Ruby, ti do quanti soldi vuoi, ti pago, ti metto tutta in oro ma l'importante è che nascondi il tutto, non dire niente a nessuno". Può essere quello che vuole, l'importante è che a me mi riempia di soldi, sta cambiando la mia vita, cazzo, guarda Antonella. Ti faccio una domanda, però rispondimi sincera: se a te Silvio ti mettesse nelle tue mani 6 milioni di euro..."

In una delle ultime conversazioni intercettate sulle utenze della marocchina, la ragazza ha un'ultima preoccupazione. "Finché ci sta lui io mangio, se lui se ne va che cazzo mangio più?", si chiede la ragazza riferendosi al destino del presidente del Consiglio. Lo dice ridendo, come sottolineano gli investigatori nel loro rapporto del 15 dicembre scorso.

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