lunedì 31 gennaio 2011

Pd e Terzo polo bocciano Berlusconi "Lavoro comune? E' un inganno"

GOVERNO

Pd e Terzo polo bocciano Berlusconi
"Lavoro comune? E' un inganno"

Rutelli dice no alle aperture al dialogo lanciate dal premier.  Letta: "Tempo scaduto". Bocchino a D'Alema: "Non siamo ancora all'emergenza democratica, ma il Cavaliere cadrà. Come Ben Alì"

ROMA - "E' un inganno". La proposta di "lavoro comune" lanciata da Silvio Berlusconi sul Corriere della Sera trova il secco no delle opposizioni.  Dal Terzo polo, al Pd, all'Idv. Francesco Rutelli lo dice chiaro e tondo: "Un presidente del consiglio, se è in carica, presenta delle proposte di legge per la crescita e le liberalizzazioni, non scrive articoli. E' un inganno, Berlusconi è al potere da 8 degli ultimi dieci anni, perchè non ha fatto le riforme?". Per il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa se oggi Berlusconi "è pronto all'autocritica "non possiamo che prenderne atto con soddisfazione: meglio tardi che mai". Tocca ai finiani: "'Poco credibile e molto confuso" dice il coordinatore Adolfo Urso.

Negativa la reazione del Pd. "Berlusconi arriva a tempo scaduto. Noi chiediamo il confronto da due anni, ma lui ci ha sempre risposto che andava tutto bene. Ora il confronto sulle riforme noi lo vogliamo ma o con un nuovo premier di centrodestra, oppure con berlusconi ma in campagna elettorale" dice il vicesegretario democratico Enrico Letta (che boccia la patrimoniale proposta da Walter Veltroni). E a chi gli fa notare che il premier, dopo tante critiche, ora arriva a parlare bene del segretario nazionale Pier Luigi Bersani, Letta risponde: "E' il segno della disperazione nella quale si trova Berlsconi. Fa un cambio di discorso per evitare disperatamente il voto. Noi diciamo che si deve voltare pagina con un nuovo premier di centrodestra oppure andare a votare. In questo caso il confronto ci sarà in campagna elettorale". E il confronto con Bersani? "Vada a farlo in televisione".  "Quella di Berlusconi è pura propaganda e anche di pessima qualità, perchè ormai il personaggio ha perso ogni credibilità. Abbiamo chiesto le sue dimissioni prima di questo appello e continuiamo a chiederle anche adesso" commenta Stefano fassina, responsabile economico dei democratici intervistato da Affaritaliani. E porte chiuse anche dall'Idv: "Fuori tempo massimo") e dai Verdi ("la provocazione di un potente disperato"). Mentre Nichi Vendola bolla l'appello del Cavaliere come "patetico e tardivo". Stizzita la reazione di Sandro Bondi, ministro e coordinatore del Pdl: "Non c'è niente da fare, la sinistra è incapace di intendere il valore del dialogo rispettoso, del confronto sui contenuti, della collaborazione nell'interesse del Paese".

Reagisce anche il mondo dell'economia. A partire dalla presidente di Confindustria che, nei giorni scorsi, aveva bacchettato il governo 1: "'E' positivo che si parli di crescita e si facciano cose per la crescita".

E tiene banco anche l'idea lanciata da Massimo D'Alema dalle colonne di Repubblica. Quell'alleanza costituente 2 "per salvare l'Italia" che dovrebbe comprendere tutte le forze politiche opposte a Berlusconi. Una proposta che, però, trova il plauso del centrista Casini ma non di Fli. "Potrebbe scattare solo in caso di emergenza democratica, ma non ci siamo ancora" spiega Italo Bocchino a Repubblica. Che su Berlusconi taglia corto: "Tra poco dovrà dimettersi: anche Bel Alì (il deposto presidente tunisino ndr) all'inizio non voleva".  Disco rosso anche da Nichi Vendola: "Il ricorso alle urne è indispensabile, ma le alchimie alla D'Alema non servono". Infine tocca a Berlusconi che, stando alle indiscrezioni, avrebbe bollato l'apertura dalemiana come un "bluff": "Sono loro ad aver paura del voto". 

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