sabato 22 gennaio 2011

A Piero Ostellino il premio ''Leccaculo 2011''

A Piero Ostellino il premio ''Leccaculo 2011''

Piero ostellino
L'immagine e la dignità del Paese

Anche nel caso in cui le accuse si rivelassero infondate
le conseguenze sarebbero inquietanti

LE INDAGINI SUL CASO RUBY
L'immagine e la dignità del Paese
Anche nel caso in cui le accuse si rivelassero infondate
le conseguenze sarebbero inquietanti
Chi ha a cuore la dignità del Paese e delle sue istituzioni auspica che - a salvaguardia della presunzione di innocenza che deve presiedere a ogni vicenda giudiziaria e a tutela delle garanzie di cui deve godere ogni inquisito - Berlusconi si difenda davanti ai magistrati. È la sola sede in cui le accuse che gli sono contestate devono essere verificate. Non lo sono i media, sui quali la partita è giocata in funzione delle «delegittimazioni contrapposte»: della magistratura, da parte dei difensori del capo del governo; del capo del governo, da parte dei suoi avversari. Non lo può essere l'opinione pubblica, frastornata dalle troppe notizie, spesso non sufficientemente controllate.

È sulla base di tali considerazioni che mi chiedo, però, contemporaneamente, come ne usciranno le istituzioni quale sia l'esito della vicenda in sede giudiziaria. Nel caso in cui le accuse di natura penale si rivelassero fondate, le conseguenze, per il capo del governo, sarebbero devastanti. Ma anche nel caso in cui le accuse si rivelassero infondate, le conseguenze sarebbero inquietanti. Su Berlusconi peserebbe pur sempre il giudizio politico e morale; sulla magistratura, l'interrogativo se spetti ad essa sollevare, con le proprie inchieste, questioni politiche e morali. Se al capo del governo è legittimo chiedere di fare il proprio mestiere in modo dignitoso per l'istituzione che rappresenta, alla magistratura è lecito chiedere di restare all'interno delle proprie funzioni, che non sono né politiche né morali. Quando, poi, ne sono coinvolte terze persone, la questione - non mi stancherò mai di ripeterlo - diventa non solo di Diritto pubblico, di Dottrina dello Stato, ma di Civiltà. Monitorare chiunque vada a cena ad Arcore - trasformandolo automaticamente in un complice del «vecchio porco» - non è cercare, ma «fare» giustizia.

Una donna che sia consapevole di essere seduta sulla propria fortuna e ne faccia - diciamo così - partecipe chi può concretarla non è automaticamente una prostituta. Il mondo è pieno di ragazze che si concedono al professore per goderne l'indulgenza all'esame o al capo ufficio per fare carriera. Avere trasformato in prostitute - dopo averne intercettato le telefonate e fatto perquisire le abitazioni - le ragazze che frequentavano casa Berlusconi, non è stata (solo) un'operazione giudiziaria, bensì (anche) una violazione della dignità di donne la cui sola colpa era quella di aver fatto, eventualmente, uso del proprio corpo. La pubblicazione delle loro fotografie - che corredate di nomi e cognomi sono adesso vere e proprie foto segnaletiche - da parte dei media, non è stata (solo) un fatto di cronaca; è stata (anche) una barbarie. Non di quella di Berlusconi, ma «delle vite degli altri», che rischiano di fare le spese di questa guerra di tutti contro tutti, Berlusconi stesso, il Pdl, le opposizioni e, perché no?, il Consiglio superiore della magistratura, dovrebbero, ora, preoccuparsi. Sarebbe il solo modo di (ri)conferire alla politica e alle istituzioni quella dignità che hanno perduto.
Piero Ostellino (ex direttore della testata all’ indomani del ciclone P2, ndr)
Questo articolo e' stato pubblicato nel ''Corriere della Sera'' mercoledi' 19 gennaio e ha provocato numerose polemiche, anche all' interno del quotidiano.
Immediata, infatti,  e’ stata la replica di 52 giornalisti della prestigiosa testata.
Gentile Direttore, abbiamo letto il suo fondo di mercoledì scorso, «L’immagine dell’Italia e la dignità delle istituzioni», dove testualmente affermava: «Una donna che sia consapevole di essere seduta sulla propria fortuna e ne faccia - diciamo così - partecipe chi può concretarla non è automaticamente una prostituta. Il mondo è pieno di ragazze che si concedono al professore per goderne l'indulgenza all'esame o al capo ufficio per fare carriera. Avere trasformato in prostitute le ragazze che frequentavano casa Berlusconi, non è stata (solo) un'operazione giudiziaria, bensì (anche) una violazione della dignità di donne la cui sola colpa era quella di aver fatto, eventualmente, uso del proprio corpo». Noi pensiamo che sia inaccettabile pensare che "la fortuna" di una ragazza risieda in una o più parti anatomiche da offrire al potente di turno, sia esso un professore o un politico, e che il mondo sia pieno di persone che s'impegnano per raggiungere risultati e far carriera conservando la propria dignità. Legittime tutte e due le scelte: noi sosteniamo la seconda.
Massimo Alberizzi, Antonella Baccaro, Marco Castoldi, Federico Cella, Alessandra Coppola, Emilia Costantini, Laura Cuppini, Fabio Cutri, Claudio Del Frate, Paola Di Caro, Andrea Fanti, Paolo Foschi, Gianna Fregonara, Federico Fubini, Sara Gandolfi, Marco Imarisio, Mariolina Iossa, Irene Lasalvia, Andrea Laffranchi, Marco Letizia, Giuseppina Manin, Michele Manno, Paolo Mereghetti, Alessandra Muglia, Carlotta Niccolini, Manuela Pelati, Gaia Piccardi, Carmen Plotino, Franca Porciani, Luisa Pronzato, Paolo Rastelli, Simona Ravizza, Sara Regina, Monica Ricci Sargentini, Orsola Riva, Maria Laura Rodotà, Ilaria Sacchettoni, Annachiara Sacchi, Fiorenza Sarzanini, Edoardo Sassi, Elisabetta Soglio, Paolo Tomaselli, Giuseppe Toti, Stefania Ulivi, Luca Valdiserri, Silvia Vedani, Rossella Verga, Paolo Virtuani, Luca Zanini, Cecilia Zecchinelli.
Curiosando nel web ho trovato una
Lettera di un papà dubbioso a Piero Ostellino
Un papà italiano, leggendo l’articolo di Ostellino di mercoledì, non capendo alcuni passaggi, gli pone alcune domande. Ecco la lettera.

Egregio Ostellino, sono un papà che sta cercando di educare al meglio la propria figlia. Ho letto il suo editoriale e sto provando a spiegarlo in maniera più facile alla mia bambina.
Lei usa certi paroloni che magari ai più giovani risultano difficili. Vediamo se ho capito bene. Lei scrive:
Una donna che sia consapevole di essere seduta sulla propria fortuna e ne faccia - diciamo così - partecipe chi può concretarla non è automaticamente una prostituta.
Ecco, questa frase a mia figlia la spiego cosÌ: allora, bambina mia, hai visto che sei tra le più carine della classe e hai un culo che anche i grandi si voltano a guardarlo? Bene, allora sappi che con quel culo puoi fare successo. L'importante - diciamo così - è che tu lo dia alle persone giuste. Non a tutti, ma solo a chi può davvero poi fare qualcosa per te.
Non aver paura di cosa diranno le tue compagne di classe invidiose, non sarai automaticamente una mignotta. Ho capito bene, Ostellino?
E ancora:
Il mondo è pieno di ragazze che si concedono al professore per goderne l'indulgenza all'esame o al capo ufficio per fare carriera.
Sul farsi sbattere dal capo ufficio per far carriera non c'è problema, glielo ho spiegato e ha capito al volo. Però alcune frasi tipo "Concedersi per goderne l'indulgenza" risultano ancora ostiche. Mi aiuti, la prego: io l'ho spiegato a mia figlia dicendo che non c'è problema a farsi scopare dal professore per passare gli esami; ho riassunto bene? Però non ho ben capito dall'articolo se parliamo dell'esame di maturità o se ci immaginiamo mia figlia già all'università. Vede, adesso frequenta la secondaria, le medie di una volta, però a fine anno avrà già un esame. Ha tredici anni, le dico che può iniziare subito a seguire i suoi consigli? O è meglio che inizi prima a fare un po' di esperienza con i compagni di scuola? Sa, è ancora giovane e non sia mai me la bocciano per un pompino mal fatto! E i professori in questo caso sono più d'uno! Cosa le devo suggerire: amplessi separati o orgia? Ostellino, mi può illuminare? Lei a sua figlia cosa ha consigliato?
Resto in attesa di suoi consigli più precisi e nel frattempo ringrazio lei e il Corriere della Sera per il bell'articolo che aiuterà senz'altro molti genitori a spiegare alle proprie figlie la differenza tra "fare uso del proprio corpo per ottenere una promozione o godere indulgenza all'esame" (cosa normalissima e leggittima), e prostituirsi (cosa illeggitima). Si figuri che noi ottusi questa differenza non l'avevamo ancora notata.
http://www.agoravox.it/Lettera-di-un-papa-dubbioso-a.html
Dispiace vedere una prestigiosa firma del giornalismo italiano come quella di Piero Ostellino prestarsi alla disinformazione di regime . Ci sarebbe da chiedersi se l’ex direttore del “Corriere della Sera” è almeno minimante informato sulla reale situazione del caso Ruby?
A leggere il suo articolo apparso sul prestigioso quotidiano milanese sembrerebbe di no! Anzi, nei toni e nelle argomentazioni si ritrovano gli stessi temi triti e ritriti utilizzati dalla stampa di destra fiancheggiatrice dell’attuale maggioranza reazionaria al potere.
Pur di stroncare e delegittimare la preziosa inchiesta della Procura di  Milano, Ostellino si cimenta in un panegirico verbale che dimostra quanto l’influenza della logica della destra reazionaria abbia ormai fatto breccia anche tra le firme autorevoli del giornalismo nostrano. Purtroppo in Italia abbiamo una lunga e “solida” tradizione di giornalismo di comodo e di maniera, buono per tutte le stagioni e mai ostile a chi in un dato momento manovra le leve del potere.
Insomma, da Ostellino l’ennesima lezione su come su “rigira una frittata”, in modo che chi ha torto “ha ragione” e chi ha ragione “ha torto”.
Ormai non ci si deve più stupire di niente…
Piero Ostellino, anche lui, come molti altri colleghi (sic!) rappresenta ‘’ L' uomo di Corte ‘’. E l’ uomo di corte, scrive Paul H.D. d' Holbach (1723-1789) nel suo ‘’ Essai sull' art de ramper, à  l' usage des courtisans - Saggio sull' arte di strisciare, il Melangolo, 2009, e' senza ombra di dubbio il prodotto piu' bizzarro di cui dispone la specie umana. Si tratta di un animale anfibio, che spesso assomma in se' ogni sorta di contraddizione. Un filosofo danese dice: ''la testa del cortigiano e' di vetro, i capelli sono d' oro, le mani di peceresina, il corpo di gesso, il cuore e' meta' di ferro e meta' di fango, i piedi di paglia e il sangue c omposto da acqua e argento vivo''.
Bisogna ammettere che un animale cosi' bizzarro risulta difficile da definire; ben lungi dall' essere capito dagli altri, a malapena egli capisce se stesso; tuttavia sembrerebbe lecito classificarlo grosso modo nella categoria degli esseri umani, fermo restando che gli uomini ordinari hanno soltanto un' anima mentre l' uomo di Corte pare ne abbia diverse. Infatti un cortigiano e' a volte insolente e a volte vile; puo' dar prova della piu' squallida avarizia e della piu' insaziabile avidita' cosi come di un' estrema magnanimita', di una grande audacia come di una codardia vergognosa, di una impertinente arroganza e della correttezza piu' calcolata; in poche parole egli e' un Proteo, un Giano o ancor meglio un dio indiano raffigurato con sette volti differenti.
[...]
Se un monarca riscuote le imposte, dichiara la pace o la guerra, studia migliaia di ingegnose trovate per tormentare e tassare il popolo, lo fa nell' interesse esclusivo  di tali individui (i cortigiani, ndr). In cambio di queste attenzioni i cortigiani riconoscenti ripagano il  Monarca con la condiscendenza, l' assiduita', l' adulazione, la vigliaccheria; il saper barattare tali mercanzie di benevolenza e' probabilmente il talento piu' utile a corte.
[...]
La nobile arte del cortigiano, l' oggetto essenziale della sua cura, consiste nel tenersi informato sulle passioni e i vizi del padrone.
Gli piacciono le donne? Bisogna procurargliene. E' devoto? Bisogna diventarlo o fare l' ipocrita. E' di temperamento ombroso? Bisogna insdtillargli sospetti riguardo a tutti coloro che lo circondano. E' pigro? Non bisogna parlargli di lavoro; in poche parole, lo si deve servire secondo i suoi desideri e soprattutto adularlo continuamente. Se e' uno stupido non si rischia nulla a prodigargli lusinghe anche del tutto ingiustificate...
[...]
Il cortigiano deve ingegnarsi per essere affabile, affettuoso e educato con tutti coloro che possono aiutarlo o nuocergli; deve mostrarsi arrogante soltanto con chi non gli serve a niente. Deve conoscere a memoria il prezzo di tutti quelli che incontra...
Piero Ostellino ha ricevuto diversi premi: il Premio Saint-Vincent, il Premio Pannunzio 2010, il premio ‘’controcorrente Luca Hasda’’ con la seguente motivazione: ‘’Assieme a pochissimi altri nel mondo della cultura e del giornalismo può oggi fregiarsi del titolo di "uomo libero" che esprime opinioni non per spirito di fazione, ma per riflessione e giudizio personale, sempre improntato a quei principi liberali che è tra i non molti oggi a conoscere davvero, e per di più a praticare’’.
Non voglio essere da meno e attribuisco a Piero Ostellino il premio ‘’Leccaculo 2011’’ con la seguente motivazione: ‘’per aver dimostrato che ‘’ l'adulazione è parte del suo patrimonio genetico ed è un comportamento che lo ha aiutato a sopravvivere’’.
Manuale leccaculo

Con il premio e la motivazione gli inviero’ anche  il celebre saggio di Richard Stengel, il "manuale del leccaculo", nel quale l’ autore  illustra questa arte con ironia e ricchezza di documentazione, partendo dai nostri progenitori e attraversando la storia di religioni e civiltà.
La filosofia di  Stengel e’ racchiusa in queste frasi:“La società non è resa più decente e vivibile dalla trasparenza, né dall’adulazione sfrenata ed ipocrita, ma esiste certamente un giusto mezzo: le omissioni tattiche della vita quotidiana, quelle che rendono possibile la convivenza. In fondo, per compassione o convenienza, non mettiamo in discussione il modo in cui gli altri presentano se stessi. Si tratta di una forma di adulazione? Ritengo di sì. Fa male a qualcuno? Credo di no. Come disse Lord Chesterfield, se le donne o gli uomini vogliono credersi un po’ più intelligenti o affascinanti di quanto siano in realtà, cosa c’è di male? I vantaggi superano i costi. Se dire a una persona che è più bella o intelligente di quello che è la fa sentire tale, ciò la renderà probabilmente più bella e intelligente. E più gentile. E’ un miglioramento sociale; significa rendere la vita piacevole.”

‘’…Cosi’ e’ se mi pare!’’

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