martedì 18 gennaio 2011

Quando Fede disse: "Io commosso dalla storia dell'egiziana tredicenne"

Quando Fede disse: "Io commosso
dalla storia dell'egiziana tredicenne"

I documenti citati negli atti spediti al Parlamento dai pm sembrano confermare che il direttore del Tg4 sapeva che Ruby era minorenne. Un'intercettazione del prefetto Ferrigno: "Anche la puttanella è rimasta esterrefatta"

ROMA - Il coinvolgimento di Emilio Fede nello scandalo Ruby assume contorni più chiari alla luce della nuova ondata di rivelazioni sui contenti delle intercettazioni telefoniche e degli atti giudiziari citati nell'invito a comparire spedito dalla procura della Repubblica di Milano al presidente del Consiglio Berlusconi. Nel documento, da ieri a disposizione dei parlamentari della giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio, ci sarebbero infatti diversi elementi riconducibili al ruolo svolto nella vicenda dal direttore del Tg di Rete4.

La questione dell'età. Pesanti sono in particolare le dichiarazioni rese il 17 dicembre scorso da Claudio Zagaw relative alla partecipazione di Ruby al concorso "Una ragazza per il cinema" svoltosi a Sant'Alessio Siculo (ME) dal 3 al 7 settembre2009. "Per quanto riguarda la presenza di tale " Ruhy", preciso che la stessa si è presentata la sera del 3 settembre, in ritardo rispetto all'arrivo delle altre ragazze. La ragazza sicuramente era accompagnata da qualcuno, ma non ricordo da chi (...) non sono a conoscenza se la stessa divideva la camera con altre persone. Ricordo che si è presentata con un nome diverso da "Ruhy", dichiarando di avere15 anni di età".

Presidente della giuria del concorso era proprio Fede e appare quindi difficile immaginare che in quell'occasione non abbia avuto modo di conoscere la sua reale età. Anche perché, prosegue nel suo racconto Zagaw, "nel corso della
premiazione (...) invitava spontaneamente la ragazza a nome "Ruhy" a farsi avanti, poiché questi rimasto particolarmente colpito dalla sua storia personale narrata dalla stessa nel corso della selezione decideva di parteciparla al pubblico presente.... ".

La commozione del direttore. I magistrati sono andati quindi a cercare le registrazioni dell'evento, scoprendo le riprese dell'intervento del presidente di giuria Emlio Fede. Ecco la trascrizione dello stralcio che sembra inchiodare il direttore del Tg4: "...Sottolineo c'era una ragazza di 13 anni, se non sbaglio, egiziana, mi sono commosso, ho solidarizzato, ma non soltanto a parole perché poi bisogna seguire con i fatti. Sta ragazza non ha più i suoi genitori, tenta una via, che cosa? Non è certamente quella della bellezza. E allora mi sono impegnato (fonetico) e lofarò, senza bisogno di pubblicizzarlo, che...". Fede parlerebbe insomma di Ruby (anche se qui viene chiamata Ruhy) addirittura come di una ragazza di 13 anni.

"Hai una ragazza che ne valga la pena?".
Agli atti c'è anche una telefonata di Emilio Fede a Lele Mora, nella quale il direttore del Tg4 chiede al press agent una donna per la serata ad Arcore. "Servirebbe una che valga la pena.. che non gli voglio portare troppe persone, una sola!".

La difesa di Fede.
Chiamato a fare chiarezza non solo dalla magistratura, ma anche dall'Ordine dei giornalisti del Lazio, Fede continua comunque a ribadire la sua totale estraneità all'intera vicenda.  "Il presidente del mio ordine Tucci - ha spiegato - ha perfettamente ragione: io sono il primo a voler chiarire tutto e rivolgo per questo un appello ai magistrati perché mi ascoltino al più presto". "Da tutta questa storia io ne risento moltissimo, e non solo per me, ma anche per la mia famiglia e i miei colleghi - ha aggiunto il direttore - Con il caso Ruby non ho assolutamente nulla a che fare, così come è assurdo che io venga accusato di favoreggiamento della prostituzione".

Niente "cresta". Il giornalista della rete Mediaset ha negato quindi anche quanto emerge dalle intercettazioni divulgate ieri. In una di queste Fede spiega al telefono di aver dato 10 mila euro a una ragazza reduce da una festa ad Arcore e in possesso di alcune foto scattate con il cellulare. "Ripeto per la milionesima volta - ha replicato - che io non ho mai pagato nessuno". Smentita, da parte di Fede, anche la presunta "cresta" fatta su un prestito elargito dal premier a Lele Mora. "Lele Mora mi ha restituito una piccola somma  che gli avevo prestato, tutto il resto sono solo cattive interpretazioni di battute scherzose".

Ferrigno sconvolto. Non c'è però solo Fede al centro delle nuove rivelazioni che trapelano dagli atti dell'inchiesta. Inquitenate, tra le altre, un'intercettazione eseguita sull'utenza dell'ex prefetto Carlo Ferrigno. "Pensavo fosse una cena pulita - dice - no invece, quella mi chiamava, pur essendo lei una puttanella (il riferimento è Maria Makdoum, ndr) è rimasta esterrefatta quando stavano tutte discinte con le mutande, mezze ubriache, in braccio a Berlusconi e se le baciava tutte, queste venti, tra cui la Minetti". "L'avevo fatta andare lì da Lele Mora", spiega Ferrigno e poiché è "mezza araba" le hanno fatto fare la danza del ventre". "Pensa un po' - aggiunge Ferrigno al suo interlocutore - che fa questo signore...".

Gli inviti del premier. Sempre stando alla documentazione fornita dalla procura, gli inviti per partecipare ad alcune di queste feste li avrebbe fatti direttamente Berlusconi. E' il caso della serata del 26 settembre scorso a Villa San Martino alla quale hanno partecipato 12 ragazze e un giornalista di Mediaset. "L'invito a partecipare alla cena - si legge nel documento -  è giunto da Silvio Berlusconi che contatta o viene contattato dalle ragazze, invitandole direttamente o tramite alcune di loro (nel caso specifico gli 'inviti' sono stati formalizzati nel corso di una cena svoltasi il 25.09.2010 ad Arcore)".

Le bollette pagate da Nicole. Negli atti inviati in Parlamento dalla procura di Milano si deduce poi che i pm sono convinti che le bollette della luce, del gas e del telefono degli appartamenti dati in uso o regalati alle ragazze su ordine del premier venivano pagate o dalla consigliera regionale Nicole Minetti o da "un uomo che pagava anche in contanti" per le utenze riconducibili a Berlusconi.

Il sesso tra Ruby e il premier. Altri documenti contribuiscono poi a sostenere la tesi dell'accusa secondo cui Ruby avrebbe avuto rapporti carnali con il premier. "Mi disse di aver fatto sesso" con Silvio Berlusconi si legge in uno dei verbali con le dichiarazioni di Caterina Pasquino, la donna che ha denunciato la giovane marocchina per il furto di 3mila euro e di alcuni oggetti in oro. "Ricordo che diceva - risponde la donna agli inquirenti - di essere molto amica del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il quale, a suo dire, è stata spesso a casa del premier dove ha cenato, ballato e fatto sesso con lui, il quale le dava molto denaro".

Le buste con i soldi. Sul capitolo pagamenti delle ragazze, la procura cita poi intercettazioni dalle quali si deduce che il compenso era costituito da "buste da cinque e da di più". Le conversazioni telefoniche intercettate rivelano che Francesca Cipriani dice a Giovanna Rigato di aver ricevuto un braccialetto e 2.000 euro. Aris Espinosa racconta a Iris Bernardi che la mattina dopo ha avuto ancora "una, una da cinque divisa in due" e che l'altra metà l'ha avuta una ragazza, di cui non fa il nome, che si trovata con lei in quel momento. La Espinosa precisa "due e cinque e due e cinque". Imma De Vivo manda un sms alla sorella dicendo che "Aris ha avuto 6,5, ok?" La Cipriani dice alla Faggio che "lui" aveva anche "delle buste da cinque e da piu". Iris Bernardi dice alla madre di aver ricevuto "sette" e la madre di Francesca Cipriani (usando il telefono di Francesca) comunica all'altra figlia, Elena, che Francesca ha ricevuto un braccialetto d'oro con un diamantino e la lettera "F" incisa e che a tutte le ragazze è stata data una busta con 2.000 euro.

Anche una settimana ad Arcore. I rilevamenti sulla presenza delle utenze di cellulare nei pressi della residenza di Arcore svelerebbero poi la durata della permanenza delle invitate. Le ragazze si trattenevano ad Arcore una sera, tutta la notte, ma anche un'intera settimana. E' il caso di Ioana Visan, tra le giovani domiciliate a Milano 2 in via dell'Olgettina 65, il cui appartamento è stato perquisito nei giorni scorsi. La sua utenza, scrivono i pm negli atti allegati all'invito a comparire a Silvio Berlusconi, "sia nell'anno 2009 che nel 2010 spesso e per consistenti periodi di tempo ha attinto a celle dislocate a Arcore". Nel 2010, per esempio, il suo cellulare viene rilevato ad Arcore per un'intera settimana "dal primo all'8 gennaio". Poi "dal 6 al 7 febbraio, l'8 e il 9 febbraio; il 15 , il 20 e il 21 febbraio; il 7 e l'8 marzo; dal 13 al 15 marzo; il 21 e 22 marzo; il 28 e il 29 marzo; dal 4 al 6 aprile; il 10 e l'11 aprile; il 18 aprile; il 25 aprile; il 2 e 3 maggio; il 9 e 10 maggio, il 15 e 16 maggio; il 18 maggio, il 30 maggio; il 4 e il 5 luglio; il 12 e 13 luglio; 8 e 9 agosto; dal 10 al 14 agosto; dal 23 al 25 agosto; il 19 settembre e il 26 settembre".

La replica di Melania Tumini. Sull'intera vicenda è intervenuta inoltre oggi Melania Tumini, l'amica riminese di Nicole Minetti, intercettata al telefono mentre raccontava a un'amica di una serata passata ad Arcore assieme a Berlusconi. Per ora non intende prendere posizione, ma sottolinea di non vuole essere strumentalizzata. "Parlerò nelle sedi opportune. Aspetto anche di vedere come si porrà Berlusconi. Io ho solo partecipato a una cena, non sapevo nemmeno fosse una festa".

fonte la Repubblica

Nessun commento:

Posta un commento