venerdì 21 gennaio 2011

Quirinale, il monito di Napolitano "Giusto processo garantito dalla legge"

IL CASO

Quirinale, il monito di Napolitano
"Giusto processo garantito dalla legge"

Il presidente della Repubblica chiede che si evitino "ulteriori esasperazioni e tensioni che possono solo aggravare un turbamento largamente avvertito". "Equilibrio e rispetto reciproco appaiono spesso alterati, con grave danno sia per la politica che la giustizia" 

ROMA  - Chiede che si evitino "ulteriori esasperazioni e tensioni che possono solo aggravare un turbamento largamente avvertito". Strappi che suscitano "un effetto di deprimente lontananza dallo sforzo che si richiede per superare le mpolteplici prove cui la comunità nazionale deve fare fronte". Nel pieno della bufera delle feste ad Arcore, Giorgio Napolitano torna a far sentire la sua voce 1. E mentre dal Pdl si alzano voci di complotto della magistratura ai danni del premier, il capo dello Stato ricorda che "nella Costituzione e nella legge possono trovarsi i riferimenti di principio e i canali normativi per far valere insieme le ragioni della legalità nel loro necessario rigore e le garanzie del  giusto processo". Lo stesso equilibrio che il capo dello Stato chiede "tra i valori del diritto-dovere dell'informazione e quelli del rispetto della riservatezza delle indagini nonchè della privacy e dignità delle persone"

Nei giorni scorsi il presidente aveva parlato di "turbamento" davanti alle vicende che chiamano in causa Silvio Berlusconi. Oggi, durante la giornata dell'informazione celebrata al Quirinale, segnala l'allarme per "le tentazioni di conflitti istituzionali e di strappi mediatici che non possono condurre, per nessuno, a conclusioni di verità e di giustizia". Una situazione di scontro durante la quale "equilibrio e rispetto reciproco appaiono spesso alterati, con grave danno sia per la politica che la giustizia".

Secondo il capo dello Stato il nostro Paese ha davanti "ineludibili e sempre più incalzanti le prove da affrontare sul piano interno". In particolare le necessità di "accrescere la salvezza e l'efficienza dello Stato democratico, dare nuovo slancio alla crescita economica e sociale del Paese in un mondo aspramente competitivo, salvaguardare e rilanciare la coesione e la giustizia sociale".

Ed è a questo punto che Napolitano ricorda i suoi numerosi appelli al dialogo rimasti inascoltati. "Troppe sollecitazioni sono cadute nel vuoto, troppe occasioni sono state perdute, e oggi ne paghiamo il prezzo" conclude il presidente.

Nessun commento:

Posta un commento