giovedì 20 gennaio 2011

Riaprire i manicomi per internare il cavaliere

Riaprire i manicomi per internare il cavaliere

"I magistrati cercano di sovvertire il voto popolare", con una "procedura irrituale e violenta indegna di uno stato di diritto che non può rimanere senza una adeguata punizione". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un messaggio video ai Promotori della Libertà sul caso Ruby.
Berlusconi conclude il suo messaggio ostentando serenità e promettendo una reazione: "Non c'è stata nessuna concussione, non c'è stata nessuna induzione alla prostituzione, meno che meno di minorenni. Non c'è stato nulla di cui mi debba vergognare", afferma. "C'è solo un attacco gravissimo di alcuni pubblici ministeri che hanno calpestato le leggi a fini politici con grande risonanza mediatica. Io sono sereno, state sereni anche voi perché la verità vince sempre. Il Governo continuerà a lavorare", garantisce in conclusione "e il Parlamento farà le riforme necessarie per garantire che qualche magistrato non possa più cercare di far fuori illegittimamente chi è stato eletto dai cittadini".
Minacciare ritorsioni contro la magistratura e’ un fatto inaudito e queste frasi da sole meriterebbero la riapertura dei manicomi per  internare un pazzo furioso. 
Berlupazzo
Le sue folli parole sono eversive e anche grottesche  e, inoltre, l’ attacco alle Istituzioni umilia l’ Italia. Mettono in mostra un potere neoautoritario, una proposizione dittatoriale da neofascismo, perché Berlusconi è stato esplicito: "la magistratura sarà punita".  All’ estero si chiedono come sia  possibile che questa situazione non produca immediate conseguenze. Non sanno spiegarsi come a capo del Governo ci sia un uomo che nella sua residenza privata organizza festini con escort  travestite da agenti, che ci siano sale del bunga bunga nei palazzi del potere, consiglieri regionali che "smistano" veline nella affollata agenda del premier. E ancora direttori di Tg che selezionano personale per il "relax" del Cavaliere, press agent che accompagnano minorenni ai cancelli di Arcore, pali da lap dance e grembiulini da sexy-infermiera.
Eppure Veronica Lario, moglie del premier, il 3 maggio del 2009 aveva denunciato tutto e aveva invitato gli amici del marito a convincerlo a farsi da parte e curarsi: ‘’La strada del mio matrimonio e’ segnata. Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni. Chiudo il sipario sulla mia vita coniugale. Io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione (…) Figure di vergini che si offrono al drago. Qualcuno ha scritto che tutto questo e’ a sostegno del divertimento dell’ imperatore. Condivido. Quello che emerge dai giornali e’ un ciarpame senza pudore (…) Ho cercato di aiutarlo… ho implorato le persone che gli stanno vicino di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene’’.
Nessuno ha accolto l’ appello della moglie. Non i magistrati che avrebbero dovuto vedere gia’ allora in quella lettera scritta dalla ‘’velina ingrata’’ (cosi’ l’ aveva definita il Giornale di famiglia) la cosiddetta notizia criminis, ne’ gli avvocati difensori che parlarono del premier come ‘’utilizzatore finale’’, ne’ l’ ineffabile ministro della Giustizia (sic! in veste piu’ che altro di avvocato difensore aggiunto), Angelino Alfano, che propose il famoso lodo, poi bocciato, che avrebbe consentito al cavaliere ogni impunita’. Il  lodo prevedeva che non potesse  essere processato mai: né per alto tradimento, né per reati commessi nell’ esercizio delle sue  funzioni né per reati commessi fuori dall’ esercizio di queste funzioni. La verità è che sarebbe stato  meglio di 007; licenza assoluta (anche di uccidere, proprio così, non c’ era eccezione per nessun reato).
Anche oggi gli ineffabili difensori dell’ ‘’imperatore’’, tutti i berluscones hanno risposto all'appello o lo faranno nelle prossime ore, ognuno per la sua parte, dichiarazioni alle agenzie, giornali di famiglia, tutto quello che c'è. ‘’Mentre i Tg di Fede, scrive Antonio di Pollina nella Repubblica,  sono ormai delle rappresentazioni alla Francesca Bertini dove il dramma si tocca con mano (e dove l'affabulazione del direttore arriva a notevoli sentenze: "Le intercettazioni telefoniche devo rispettare la privacy"), gli uomini sguinzagliati nei vari programmi si battono come leoni, più o meno. L'altra sera a Porta a Porta Bruno Vespa è dovuto intervenire di persona per far notare a Maria Stella Gelmini che nella sua cantilena monocorde a favore del Premier le stava sfuggendo di tutto, compreso il fatto che non c'è niente di male in una villa di Arcore aperta e disponibile a chiunque si presenti al cancello (e che ha parlato spericolatamente di "cene da Berlusconi in cui si è discusso della salvezza dell'Alitalia"). Angelino Alfano a Ballarò ha fatto quello che ha potuto, ma proprio a Ballarò è successo l'inverosimile. Berlusconi sta procedendo con videomessaggi senza contraddittorio e tale voleva essere anche la telefonata chiesta a Floris: astutamente prevista negli ultimi minuti del programma, una cosuccia finale per parlare solo lui. A Ballarò, dopo l'ultima esperienza, erano però pronti e hanno risposto picche. Al Premier peraltro manca un luogo in prima serata dove esporre tutto se stesso e stasera AnnoZero non è precisamente l'occasione più propizia. Ma è anche per questo che ormai dal Premier ci si può aspettare mediaticamente davvero di tutto’’. 
Gli amici del cavaliere anziche’ dirgli di dimettersi per potersi difendere in tribunale e liberare questa sfortunata Italia dai suoi comportamenti, che la mettono alla berlina internazionale, gridano di ‘’magistrati che cercano di sovvertire la democrazia’’. Quello che vogliono gli amici di B.  è che non vi sia una sentenza che dica che B. ha commesso l’ennesimo reato. Ma questo che c’entra con la sovranità popolare, da loro sempre evidenziata, e con la democrazia? B. si è beccato numerose “assoluzioni” per prescrizione; che vuol dire che era colpevole ma che non poteva essere condannato perché era passato troppo tempo.

Chi ha tentato di sovvertire la democrazia, e’ bene dirlo, e’ stato il cavaliere, che in ogni momento cerca di fare strame della Costituzione.
Credo, come scrive Giuseppe D’ Avanzo nella Repubblica che ‘’Il berlusconismo arriva al suo compimento. Ci dovevamo arrivare prima o poi e ora - ecco - ci siamo. Quel che si scorge è l'inizio di un lungo tormento. Sapevamo di vivere in un Paese dove al governo c'è un uomo solo - un grottesco Egoarca - che altrove sarebbe già stato allontanato per la sua evidente inadeguatezza politica e insufficienza etica. Sapevamo che quell'uomo solo, che stringe nelle sue mani il filo del potere economico, politico e mediatico, non può permettersi di allontanarsi dal governo perché è il governare, è il potere, sono i dispositivi di dominio che proteggono l'opacità della sua storia, l'irresponsabilità dei suoi comportamenti, il suo futuro. Buona parte dei disordini istituzionali che hanno accompagnato la vita pubblica degli ultimi quindici anni - lo sappiamo - è figlia di questa anomala e umiliante condizione in cui viviamo; una condizione che sollecita in tanti o la rassegnazione o una depressione cinica. Ci aspettavamo giorni difficili, ci attendono lacrime e sangue. Non bisogna nasconderselo perché, dopo il videomessaggio di Berlusconi, c'è una circostanza che è diventata chiara come acqua di fonte: quell'uomo non vorrà mai lasciare il Palazzo, qualsiasi cosa accada, qualsiasi siano le sue responsabilità accertate, qualsiasi siano le urgenze del Paese’’.
Berlusconi, ormai, come afferma, in una intervista ad ‘’alfabeta2’’, il filosofo e psicanalista sloveno Slavoj Zizek ‘’e’  l’ epitome dell’ ubuizzazione del potere, della perdita della dignita’ classica del leader’’
Come liberarsi di Berlusconi, che non e’ possibile rinchiudere per gli effetti della legge Basaglia e che non vuole andare in Tribunale perche’ i giudici, a suo dire, sono ‘’comunisti’’, non super partes e lo vogliono far fuori politicamente in maniera illegittima?
Zizek , nell’ intervista rilasciata ad Antonio Gnoli, invita a non concentrarsi sulla sua vita sessuale ne’ su altri temi che possono generare la pur minima identificazione: evasione fiscale, per esempio, corruzione, che puo’ essere vista come forma estremizzata di piccoli comportamenti di saper vivere quotidiano.  Sostiene che ‘’Bisogna forse presentare le decisioni politiche di Berlusconi come direttamente legate ai loro effetti gravemente negativi. Dire: Berlusconi ha fatto questo, e di conseguenza queste persone, con nomi e cognomi e storie, sono morte, queste altre hanno perso il lavoro. Se gli elettori rimangono indifferenti davanti a questo, beh, siamo fottuti. E Berlusconi, certo, sta attivamente cercando di creare una simile indifferenza. Ma dev’ esserci un modo di reinventare le domande centrali della politica, riformulando le questioni politiche ed economiche in termini piu’ personali, anche chiaramente manipolatori, se ce ne’ bisogno. Sarebbe un bene ripensare la strategia per combattere Berlusconi: troppe volte l’ abbiamo aiutato’’.
Fino a quando si continuera’ a sopportare un premier di tal fatta?  Il problema non e’ solo giudiziario, ma anche politico. L’ Italia e‘ governata da un premier che non solo si fa gli affari suoi, vedasi  i rapporti con Putin e Gheddafi,  ma e’ ricattabile e forse gia’ ricattato, da un presidente del consiglio che manda nelle istituzioni personaggi che hanno una sola competenza: gestire le ragazze a pagamento per le feste e  i festini dell’ ‘’imperatore’’.
Bisognerebbe sfiduciarlo in pubblico come afferma nel Fatto Quotidiano Maurizio Viroli, professore di Teoria Politica all'Università di Princeton: ‘’ritengo sia piu’ efficace rispondere con una mozione di sfiducia sostenuta da un moto, finalmente, di genuino sdegno civile nell’ opinione pubblica. Non credo che il Parlamento la voterebbe, ne’ che il premier rispondera’ davanti ai giudici delle proprie azioni. Ciononostante la mozione ridarebbe al Parlamento il ruolo che gli spetta e avrebbe l’ effetto di svolgere un’ opera di educazione civile. Il contenuto della mozione, infatti, non dovrebbe essere lo scandalo sessuale, ma la riaffermazione del principio che non si puo’ affidare il Paese a un uomo inaffidabile perche’ ricattabile. Una buona occasione per far capire agli italiani che lasciar governare un uomo che non sa governare le proprie passioni e’ tanto saggio quanto affidare i propri risparmi a un truffatore incallito’’.


Oggi si possono trovare i mezzi, mai cercati, per fermare quest’ uomo che considera la politica uno scantinato o peggio un salone per il bunga.bunga.
‘’…Cosi’ e’ se mi pare!’’

Basta mafalda

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