martedì 25 gennaio 2011

Ruby, Bagnasco: il Paese sgomento c'è bisogno di sobrietà

Ruby, Bagnasco: il Paese sgomento
c'è bisogno di sobrietà

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''Si moltiplicano notizie che riferiscono di comportamenti contrari al pubblico decoro e si esibiscono squarci - veri o presunti - di stili non compatibili con la sobrieta' e la correttezza, mentre qualcuno si chiede a che cosa sia dovuta l'ingente mole di strumenti di indagine''. Lo afferma il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, nella prolusione al Consiglio episcopale permanente, in uno dei passaggi in cui, pur senza citarlo, fa riferimento in modo piu' diretto al caso Ruby. ''In tale modo, passando da una situazione abnorme all'altra - avverte Bagnasco - e' l'equilibrio generale che ne risente in maniera progressiva, nonche' l'immagine generale del Paese''.


''Bisogna che il nostro Paese superi, in modo rapido e definitivo, la convulsa fase che vede miscelarsi in modo sempre piu' minaccioso la debolezza etica con la fibrillazione politica e istituzionale, per la quale i poteri non solo si guardano con diffidenza ma si tendono tranelli, in una logica conflittuale che perdura ormai da troppi anni''. Lo ha detto il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nella prolusione pronunciata al Consiglio Episcopale Permanente. Nella prolusione che ha aperto il Consiglio episcopale permanente, il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, e' tornato oggi a citare l'articolo 54 della Costituzione, come aveva fatto nella Prolusione al Consiglio Permanente del 21-24 settembre 2009. ''Come ho gia' avuto modo di dire - ha ribadito - 'chiunque accetta di assumere un mandato politico deve essere consapevole della misura e della sobrieta', della disciplina e dell'onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda''. ''Nubi ancora una volta preoccupanti si addensano sul nostro Paese''. Sono le parole d'apertura scelte dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nella prolusione pronunciata per l'avvio del Consiglio Episcopale Permanente in corso ad Ancona. ''Un Paese complesso - ha aggiunto poi nelle battute finali del suo intervento - richiede saggezza e virtu' ''.


Intanto, continuano le indagini degli inquirenti. La escort Nadia Macrì è stata ad Arcore, per partecipare ad una festa, ma non insieme a Ruby. La ex cubista di Reggio Emilia, dall'analisi delle celle telefoniche, è stata a Villa San Martino non nella notte tra il 24 ed il 25 aprile come come aveva affermato, ma attorno alla metà di maggio. Nadia Macrì non avrebbe dunque incontrato ad Arcore Ruby, la cui presenza in villa, sempre dalle analisi tecniche, risulta nel week end del 25 aprile e nel ponte del primo maggio.

La Macrì è tornata in procura a Milano per portare ''nuove prove'' che confermerebbero i suoi racconti sui soldi e sui regali che avrebbe ricevuto dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi dopo avere fatto sesso con lui. Lo sostiene Francesco Cagliari, l'erede dell'omonima impresa di torrefazione che da qualche settimana ospita a Modena l'ex escort.

L'uomo, che afferma di essere il nuovo fidanzato di Nadia Macri', sabato aveva detto che, al contrario di quello che ha sostenuto Berlusconi (''Il presidente ha dichiarato al Consiglio dei ministri che senza dubbio qualcuno l'avra' pagata. Smentisco''), per l'intervista a Annozero ''ne' lei ne' io abbiamo preso soldi''. La donna - ha aggiunto oggi Cagliari - portera' ai Pm di Milano Pietro Forno, Ilda Bocassini e Antonio Sangermano una borsa lussuosa, che non riuscivano piu' ''a trovare perche' l'aveva presa per sbaglio sua sorella e che e' stata riconsegnata solo ieri in tarda serata''.

Cagliari non ha voluto chiarire come, ma questa borsa sarebbe in qualche modo legata ai 5.000 euro che Macri' asserisce di avere ricevuto da Berlusconi in una busta dopo una notte con lui. Portera' anche ''la domanda di separazione dall'ex marito'', datata 2007, e che ''dunque - ha concluso Cagliari - smentisce la smentita dell'uomo, che sabato aveva detto di avere regalato lui i gioielli che Nadia invece ha ricevuto dal premier''.

Nadia Macrì è entrata alle 13.40 nella sede della polizia giudiziaria in piazzetta Umanitaria dietro il tribunale, ma poi è stata trasferita altrove per la deposizione.


Fini: serve senso dello Stato e rispetto per le istituzioni

L'Italia ha bisogno di un altro centrodestra che abbia «senso dello Stato e rispetto per le istituzioni». Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, partecipando a Portonovo a una convention di Fli. «Io credo che sia profondamente sbagliato come in molte circostanze fa il presidente del consiglio scagliarsi contro tutte quelle istituzioni che in ragione dell'autonomia di cui godono non sempre si trovano ad avere posizioni coincidenti con quelle dell'esecutivo».

Nessuno contesta la presunzione di innocenza ma non può essere presunzione di immunità o addirittura di impunità, abbiamo contrastato e contrastiamo una riforma della giustizia che serve solo per chiudere i conti e mette chi ha subito un torto nelle condizioni di rimanere con un pugno di mosche in mano«: così Gianfranco Fini nel corso di una incontro pubblico ad Ancona.

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