giovedì 24 febbraio 2011

Ddl intercettazioni, il no della Corte dei Conti "Sono essenziali per combattere la corruzione"

IL CASO

Ddl intercettazioni, il no della Corte dei Conti
"Sono essenziali per combattere la corruzione"

La magistratura contabile boccia le iniziative del governo: dalla Cirielli al processo breve. Disco rosso anche per il federalismo. La Lega: "Strumento utile ma vanno riformate"

ROMA - La Corte dei Conti boccia, una dopo l'altra, le iniziative del governo in materia di giustizia. A partire dal ddl intercettazioni "che non combatte la corruzione". Ed gli ascolti sono uno strumento "molto importante" per contrastare il fenomeno. Lo afferma il procuratore generale della magistratura contabile Mario Ristuccia nella sua relazione in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario 2011. Una relazione che punta il dito anche sui rischi del federalismo e sull'espansione della corruzione nella pubblica amministrazione.

Intercettazioni.
"Non appaiono indirizzati a una vera e propria lotta alla corruzione - afferma - il disegno di legge governativo sulle intercettazioni che, costituiscono uno dei più importanti strumenti investigativi utilizzabili allo scopo e neppur l'aver dimezzato con la cd legge Cirielli del 2005 i termini di prescrizione per il reato di corruzione ridotti da 15 a 7 anni e mezzo, con il risultato che molti dei relativi processi si estingueranno poco prima della sentenza finale, sebbene preceduta da una o due sentenze di condanna e con conseguenze ostative per l'esercizio dell'azione contabile sul danno all'immagine".

Processo breve.
"Il disegno di legge in materia di durata dei processi non sia un ulteriore ostacolo alla lotta contro la corruzione". E' questo l'auspicio del pg che sottolinea come "da rispettosi osservanti delle norme varate dal parlamento", i magistrati contabili restano "perplessi di fronte
a recenti leggi che consentono una profonda alterazione di principi di certezza del diritto".

Federalismo.
Il federalismo potrebbe aumentare la corruzione, afferma Ristuccia. "Ci si interroga in termini dubitativi se, in tema di federalismo fiscale, il decentramento della spesa pubblica possa contribuire a ridurre la corruzione" rendendo "più diretta la relazione tra decisioni prese e risultati conseguiti" oppure se, sottolinea il presidente "possa avere l'effetto contrario ed aumentare la corruzione quando la vicinanza a interessi e lobbies locali favorisca uno scambio di favori illeciti in danno della comunità amministrata".

Corruzione. La corruzione e le frodi sono "patologie" che "continuano ad affliggere la pubblica amministrazione". Un fenomeno che riguarda soprattutto aiuti e contributo nazionali e dell'Ue. "I dati al riguardo non consentono ottimismi", spiega il procuratore secondo cui la situazione di "cattiva amministrazione, nonostante i progressi conseguiti in termini di efficienza, a partire dalla legge Brunetta, continua a caratterizzare in negativo l'immagine complessiva dell'apparato amministrativo". Inoltre, prosegue Ristuccia, una "diminuzione delle denunce che potrebbe dare conto fi una certa assuefazione al fenomeno verso una vera e propria 'cultura della corruzione'".

Le cifre.
Nel 2010 i reati corrutivi sono aumentati del 30% rispetto all'anno precedente. In termini complessivi sono stati denunciati 237 casi di corruzione, 137 di concussione e 1090 di abuso d'ufficio, che rispetto a quelli denunciati nel 2009 indicano un incremento del 30,22% dei reati corruttivi, mentre si riscontra un decremento rispettivamente del 14,91% e del 4,89% per i reati concessivi e d'abuso d'ufficio. Le forze di polizia hanno denunciato complessivamente 708 persone per corruzione, 183 per concussione e 2290 per abuso d'ufficio. Cifre che rappresentano un calo,rispetto al 2009, dell'1,39%, dell'18,67% e del 19,99%.

Le reazioni. Cauta la reazione della Lega. "Le intercettazioni sono utili ma vanno regolamentate" dice il capogruppo della Lega Nord, Marco Reguzzoni. Dura invece la posizione dell'Idv: "Ha ragione la Corte dei Conti: le intercettazioni sono uno strumento indispensabile per le indagini. Solo una maggioranza di pazzi o di conniventi con la criminalità può pensare di limitarle..." taglia corto il capogruppo dell'Idv alla Camera Massimo Donadi. 'Sulle intercettazioni non c'è nessuna
possibilità di collaborazione con il governo, vorrei dire perfino a prescindere dal merito" dice Massimo D'Alema.

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