giovedì 17 febbraio 2011

I segnali della Chiesa e il "mercato" dei voti

La Situazione
di PIETRO VISCONTI

I segnali della Chiesa
e il "mercato" dei voti

Arrivano segnali di inquietudine sempre più acuta dalle gerarchie cattoliche verso Silvio Berlusconi. A far da catalizzatore del disagio provocato dallo scandalo Ruby è l'annuale celebrazione dei Patti Lateranensi, che prevede l'incontro tra presidente del Consiglio e segretario di Stato vaticano cardinal Bertone accompagnati dalle rispettive delegazioni. La preoccupazione delle autorità ecclesiastiche è che l'evento - in programma domani - non sia strumentalizzato dal premier pro domo sua nella campagna di auto-assoluzione dalle accuse - concussione e prostituzione minorile - per le quali il gip di Milano lo ha mandato a processo. Probabilmente per questo, ambienti vaticani hanno voluto precisare che il protocollo non prevede nessun faccia a faccia tra Berlusconi e Bertone. Avvenire anche oggi rilancia con toni forti il disagio del mondo cattolico: il giornale dei vescovi parla di "Italia confusa e amareggiata", di un paese che cerca "una via d'uscita e di riscatto" all'insegna della "credibilità e della saggezza".
È ripartita intanto la migrazione di parlamentari da uno schieramento all'altro, sulla quale gioca il Cavaliere per completare gli "acquisti" necessari ad arrivare - alla Camera - alla tante volte sbandierata quota 325. Nell'occhio del ciclone c'è Futuro e libertà, che a Palazzo Madama nelle ultime ore ha perso due pedine e quindi, non avendo più almeno dieci senatori, vedrà svanire il suo gruppo autonomo. Un colpo che rischia di compromettere seriamente il decollo  della neonata formazione finiana.
Resta l'incognita di quanto, anche una volta arruolato qualche parlamentare in più, il premier "azzoppato" dalle vicende processuali possa garantire all'esecutivo la necessaria carica propulsiva. Il ministro Alfano sostiene che non c'è problema: "Governo e parlamento lavorano senza cedere alle polemiche". Dalle parti della Lega invece qualche dubbio c'è. Se ne fa portavoce la Padania, che domanda e si domanda: "Il presidente del Consiglio dovrà essere in tribunale quattro volte in un mese. Ce la farò ad occuparsi un po' anche dell'incarico conferitogli dal popolo?".

Nessun commento:

Posta un commento