sabato 19 febbraio 2011

Il PD dice non alla candidatura a premier di Rosy Bindi

Il PD dice non alla candidatura a premier di Rosy Bindi

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Rosy Bindi e’ la candidata ideale per palazzo Chigi e per sconfiggere B. e il berlusconismo.  Nichi Vendola, presidente della Puglia e leader di Sinistra Ecologia e Liberta’ (Sel) lo ha  detto in una intervista al collega della Repubblica Goffredo De Marchis.
All’ indicazione di Vendola, Rosy Bindi, subito, si schermisce e le sue affermazioni servono per non creare problemi  all’ interno dei democratici.  E’, a mio giudizio, un passo necessario per disinnescare la bomba.
Ieri Rosy Bindi ha detto no alla proposta di Vendola.
"Bersani è il candidato alla presidenza del consiglio per il Pd ma i democratici devono cominciare a pensare a una leader donna". Rosy Bindi, ieri, al Teatro Capranica, intervenendo alla conferenza delle donne democratiche, sgombera il campo dalle voci di attriti con il segretario sulla candidatura alla premiership. Secondo il presidente democratico bisogna distinguere la vicenda che la riguarda direttamente (per essere stata chiamata in causa da Nichi Vendola ), da quella che attiene invece la possibilità che una donna diventi premier in italia: "Deve cominciare a cadere anche da noi il tabu per cui una donna non può diventare Presidente del consiglio. Bisogna farci i conti".

A Vendola che l'aveva chiamata in causa, Rosy Bindi replica secca: "Bisogna evitare di strumentalizzare le persone, soprattutto le donne e soprattutto una donna la quale vorrebbe ripetere che non si lascia strumentalizzare. Adesso ha capito che deve fare un passo indietro, ma quando si fanno passi così importanti bisogna farlo gratuitamente, evitando di trasferire i problemi in casa d'altri".

Per il presidente del Pd la premiership del segretario "è una regola che sta scritta nel nostro statuto. Io la condivido molto e vorrei che lo facessero tutti". Indicare il leader del partito come candidato premier "è una regola - osserva Rosy Bindi - che rende il partito più forte’’.
Le parole di Rosy Bindi certamente sono sincere. Mi chiedo pero’ quanto hanno pesato le dichiarazioni contrarie dei dirigenti del suo partito, al di la' di qualche voce isolata?
‘’Mi hanno chiesto di fare un passo indietro e io l’ho fatto. Adesso basta, è ora di dare spazio anche alle donne e di smetterla di chiedere sempre a noi un atto di responsabilità’’.  Ipse dixit Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del PD. Bene! Perche’ anziche’ lasciarsi andare  ad uno sfogo, mentre si allontana dalla sala del Capranica per concedersi una sigaretta, affermando che quando dice queste cose pensa a tutte le donne e al prezzo che è costato a ognuno di loro fare un passo indietro, non lancia una campagna a favore della candidatura a premier di Rosy Bindi.
Ritengo che la candidatura della Presidente del PD sia la carta vincente della sinistra italiana, checche’ ne pensi e ne dica l’ arcorianrottamatore Matteo Renzi, il sindaco di Firenze. Con Rosy Bindi si puo’ sconfiggere il cavaliere il berlusconismo e rimuovere le macerie di questa Italia terremotata dal signore di Arcore.  Per  mandare a casa un  governo inefficiente e debole e un premier che con le continue gaffe e la povertà di linguaggio ha offeso gran parte del popolo italiano e molti leader europei. Rispedire al mittente un presidente del Consiglio del quale e’' chiara la sua volontà di anteporre i propri interessi personali a quelli dello Stato e ha una reputazione disgraziatamente comica.
Rosy Bindi  rappresenta la reazione a uno dei punti più dolenti del regresso culturale, ricopre un ruolo istituzionale-chiave come quello di vicepresidente della Camera, e ha il profilo giusto per guidare il Paese  verso la normalità".
La proposta di Vendola e’ stata subito raccolta dall’ ex presidente del Consiglio Romano Prodi, che ha augurato alla presidente del Pd di diventare presidente del Consiglio, ma i dirigenti democratici hanno detto no.
Massimo D'Alema mette in guardia rispetto a iniziative estemporanee. "Voglio ringraziare Vendola per aver indicato una persona di grande valore - dice l'ex premier -. Naturalmente, visto che si parla di grande coalizione, il candidato deve essere concordato e non imposto". La bocciatura netta di Giovanna Melandri racconta l'umore dei veltroniani. "Per una grande alleanza vedo bene Mario Monti. Bindi non può federare un'alleanza da Vendola al Terzo polo". Lo stesso Walter Veltroni, nei suoi colloqui privati, esprime un giudizio negativo. Bersani cerca di tamponare ripetendo le parole della presidente. "Non mettiamo il carro davanti ai buoi - dice -. Prima costruiamo la coalizione, prima ancora arriviamo alle elezioni anticipate. Dopo sceglieremo chi saprà interpretare meglio il progetto". "Vendola bleffa. Non indichi la Bindi, offra soluzioni alla crisi. Il modo migliore per aiutare questa maggioranza allo sfascio è indicare nomi e metodi per scegliere i candidati", dice Fioroni.
Ritengo che il PD abbia perduto una grande occasione: dimostrare che il ruolo della donna non e’ ancillare ma importante.
Come scrive Filippo Ceccarelli nella Repubblica Rosy Bindi ha il  valore aggiunto di scavalcare le sconclusionatissime liturgie oligarchiche del Pd (vedi la freddezza di aspiranti, dignitari e notabili).
Ma soprattutto: in un paese inzaccherato, corrotto e screditato dal bunga bunga si comincia ad avvertire la necessità di modelli culturali e antropologici tali da riequilibrare l'andazzo. (Anche di questa potenziale controspinta, con i suoi possibili eccessi "talebani", si potrà essere grati al Cavaliere e alle sue frenesie!). A un'azione corrisponde una reazione, sono le leggi della fisica. E così, disvelatosi il premier vecchio maschio sporcaccione, un personaggio da Bagaglino (ipsa dixit), ecco che sull'orizzonte di chi vuole levarselo di torno comincia a farsi sentire l'esigenza di una donna. Il passo successivo è: una donna, e cattolica’’.
Il Pd si dimostra immobile e mutevole a parole, mutevole e immobile. La modernita’ e’ sinonimo di rottura  con il passato. La candidatura a premier di Rosy Bindi avrebbe spiazzato il cavaliere, raccolto il parere positivo di quei cattolici che dopo il bunga-bunga hanno abbandonato il cavaliere. Il fatto e’ che, ancora una volta, la rappresentazione teatrale del cambiamento da parte dei protagonisti della politica (indipendentemente dal fatto che vogliano o non vogliano favorirlo) e la sua effettiva realta’, spesso si rivela diversa da quanto vuole sembrare.
La candidatura di  Rosy Bindi e’ una nuova lettura forte della realta’ italiana, ma come spesso accade le menti politiche dei dirigenti del PD hanno di solito la saracinesca abbassata per i messaggi nuovi, alternativi, e l’ abbassano anche molto presto.

 ‘’…Cosi’ e’ se mi pare!’’

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