giovedì 24 febbraio 2011

Più democrazia

Più democrazia

di Michele Brunati
Già da tempo mi sono reso conto che l'Occidente è ormai decotto e che l'attuale demenza diffusa nel Belpaese anticipa solo di poco l'implosione dell'intero sistema. A volte, scherzosamente, mi chiedo se questa paranoia diffusa a tutti i livelli non abbia le sue origini nella contaminazione dell'acqua che si beve o nell'inquinamento dell'aria che si respira.
Fatto sta che il trovare una persona obiettiva e coerente che pensa e che parla senza condizionamenti politici e senza sotterranei interessi personali è diventata un'impresa talmente ardua che a volte mi faccio prendere dallo scoramento. I tradizionali mezzi d'informazione saranno sì condizionati dai veri padroni del vapore, cosa ormai conclamata, ma io penso che anche la qualità dei giornalisti stessi si sia abbassata di molto. L'assenza di grosse preoccupazioni di sopravvivenza e l'abbondanza dei beni disponibili ha "consumato" anche le capacità logiche e la profondità di pensiero della gente. L'incoerenza regna sovrana e la futilità delle attrattive le fa da corteggio.
Tempo addietro, nelle civiltà che ora definiamo "incivili", i traditori venivano passati per le armi. Anche i beneficiati dal loro tradimento li trattavano con sospetto perché sapevano per esperienza che chi tradisce una volta tende a tradire di nuovo. In questa nostra società in declino invece i traditori godono della simpatia non solo dei mass media che ne esaltano le gesta, ma anche da quegli schieramenti politici che, pur avendoli odiati da sempre, ora li considerano dei ravveduti.....


Non parlo solo di ciò che è avvenuto recentemente da noi dove chi è stato eletto dai cittadini sotto l'insegna di una coalizione, una volta raggiunto il cadreghino, ha rinnegato il mandato e si è dedicata alla più accanita opposizione, ma anche dei capi di stato dell'Occidente anch'essi abili nell'imbroglio dei popoli. Quelli che ci vengono a raccontare la bontà delle "guerre esportatrici di democrazia" e a parlare della delegittimazione dei governi fino a ieri incensati come nostri amici.

Ma la vera miopia dei nostri governanti sta nel non capire i danni irreparabili delle crescite esponenziali quali il Pil e l'esplosione demografica. Qualche settimana fa ho letto che dagli anni '70 ad oggi le diverse offerte dei prodotti di largo consumo si sono quintuplicate. Basta fare un giro al supermercato per constatare che è proprio così. Il che vuol dire che se allora potevamo scegliere fra tre prodotti, per esempio tre differenti marche di spaghetti, ora sugli scaffali ce ne sono quindici che si contendono la nostra preferenza. La famosa "emicrania da supermercato" è dovuta proprio a questa eccessiva varietà di scelta che, con l'aggressivo bombardamento visivo e sonoro, ci offusca la capacità di giudizio e ci mette l'angoscia nel dover dedicare molto più tempo del necessario per prendere una decisione priva di ripensamenti. Tornati a casa ed accesa la Tv, vediamo i nostri blasonati economisti piangere al pensiero che i consumi non crescono abbastanza.

Ci dicono che c'è stata recessione se il Pil non è aumentato o, peggio ancora, se ha perso mezzo punto percentuale. La gente crede ciecamente nelle loro panzane senza rendersi conto che ciò vuol dire che nell'anno di riferimento si è prodotto e comprato il 99,5% dei beni prodotti e comprati l'anno prima. Questa è pazzia allo stato puro! Quel che più meraviglia è la comunanza di intenti che unisce i sindacati agli imprenditori, o se vogliamo vederla più in grande, il marxismo al capitalismo. Entrambi parlano della necessità di produrre e di consumare. Ci lamentiamo quando non troviamo il posto dove parcheggiare l'automobile e poi, secondo loro, dovremmo strapparci le vesti se il mercato dell'auto è in flessione...!

La questione dell'esplosione demografica è la madre di tutte le catastrofi che stanno per annientarci, e nel contempo è anche l'argomento più trascurato di tutti. La chiusura mentale dei governanti di tutto il mondo, ed in particolare dell'Occidente, è la peggiore delle nostre disgrazie. Però bisogna dire che anche i popoli, specialmente nei regimi democratici, hanno le loro gravissime colpe nello scegliere dei governanti di tale bassezza. Il conto è presto fatto. L'Africa è popolata da circa un miliardo di individui. Una donna africana, nella sua vita fertile partorisce in media 5 figli. La crescita netta di tutto continente si aggira sul tasso del 2,5% l'anno. Se i governanti avessero almeno le conoscenze matematiche delle medie inferiori potrebbero calcolare che fra meno di 20 anni ci saranno 500 milioni di africani in più! Un'alta percentuale di questi premerà sul Magreb fino a farlo scoppiare. Le attuali richieste d'aiuto da parte del nostro ministro degli interni nei confronti della sorda Europa per il contenimento degli sbarchi ci appariranno come ridicole istanze. Di fronte allo tsunami antropico prossimo venturo non ci sarà Frontex che possa tenere. Civiltà ben più nobili e forti della nostra sono cadute miseramente di fronte alla pressione dei popoli affamati. La differenza sta nel fatto che allora c'era spazio e "ambiente" per tutti, mentre ora non ce n'é più.

Le attuali ondate di profughi non sono altro che delle "prove tecniche di immigrazione", delle timidi avvisaglie di ciò che ci travolgerà fra non molto. Purtroppo questa invasione di massa non potrà più essere arrestata perché ormai è troppo tardi. Mica si può andare laggiù adesso per dire loro che devono applicare la contraccezione!
Se non fosse per le nefaste conseguenze dirette sulla vita di tutti noi, oltre che sulla loro, potremmo consolarci pensando che i nuovi arrivati ci costringeranno a fare i conti con la realtà "vera" e non con gli intrighi politici di basso rango e con la crescita infinita.

Quanto sopra sta a dimostrare il rimarchevole livello di balordaggine raggiunto dai nostri politici quando ci vengono a dire che laggiù nel Magreb la gente si sta ribellando perché vuole più "democrazia". Questo è il chiodo fisso degli occidentali: tirano fuori la retorica della democrazia quando hanno qualcosa da nascondere o non sanno più che pesci pigliare. Il che capita più spesso di quanto si possa immaginare.

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