Dettagli di un sorriso

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romanzo di Gianni Zanata

giovedì 19 maggio 2011

Come topi dalla nave

Come topi dalla nave

L’epitaffio di questo governo lo scriverà Bossi, lo sappiamo da sempre e ora sappiamo con certezza che lo scriverà comunque, la decisione è presa, non dipende più nemmeno solo da Milano: quando con voce di caverna ha detto “non ci faremo trascinare a fondo dal Pdl” non parlava più nè soltanto di elezioni amministrative, guardava oltre. La data del 19 giugno, lo scrivevamo giorni fa, sarà quella dell’annuncio. Il dopo Berlusconi è già qui, lo spettacolo consueto e sempre penoso dei topi che lasciano la nave è cominciato.
Ma non basterà: non basteranno gli “amici” che se ne vanno, ne comprerà altri. Non basteranno le sconfitte elettorali e non basterebbe neppure perdere Milano, che i leghisti e non solo prevedono ma addirittura auspicano, come spiega qui accanto molto bene il Congiurato. Non basterà che il centrosinistra esca forte dalle urne e che si vinca il referendum di giugno. Nulla, neppure qualcosa di simile alle manifestazioni di piazza spagnole potrebbe ormai convincerlo alle dimissioni. Del resto abbiamo avuto milioni di manifestanti in strada, negli ultimi mesi, a cominciare dalle donne. Nessuno, neppure Letta, né l’osteopata o il chirurgo di fiducia possono indurre il Nostro alla constatazione dei fatti e del suo personale tramonto. Non è una vicenda politica, questa: è molto di meno e molto di peggio. Solo Bossi può rompere l’incantesimo - certo non a beneficio del Paese, perché conviene a se medesimo - e si prepara a farlo: elezioni anticipate nella primavera del 2012, intanto fuori Berlusconi e dentro Tremonti, Maroni candidato premier al prossimo giro.
Guardatevi attorno. I Responsabili in rotta, già pronti a dividersi e formare nuovi gruppi con nuovi nomi, a fiutare l’aria seguendo l’aroma (la speranza) di un pezzo di grana da metter via per i tempi di magra. Se è vero che questo voto dice anche che i cittadini ne hanno abbastanza di controfigure - personaggi da isola dei famosi vecchie celebrità amici di qualcuno - per molti, anche a Roma, il futuro si annuncia assai incerto. Il governo sconfitto in aula cinque volte. L’ennesima vergogna davanti all’Europa del no ad una legge moderatissima contro l’omofobia, con Mara Carfagna - proprio lei, proprio la donna all’origine dei dispiaceri di Veronica Lario e dunque di tutto il rutilante seguito di scandali con coda di processi - che dice: è un errore, voterò con l’opposizione. L’eterno enfant prodige Formigoni, che persa la patente di delfino la cerca nelle magliette di Paperino e cavalca con Cielle una guerra interna al partito del premier: meglio uscirne vivi con Tremonti e Bossi che restare sotto le macerie di Berlusconi Lassini e Santanchè. Ne scrive oggi Oresta Pivetta, leggete i commenti raccolti dal sito di Comunione e Liberazione. Questo, per esempio: «Se la Moratti ha perso è perché dietro c'è Berlusconi. Se il Pdl vuole sopravvivere deve smettere di difendere l'indifendibile. Se Berlusconi vuol bene al Pdl, deve ritirarsi. Altrimenti lo trascinerà nel baratro…». Persino Renata Polverini, un tempo donna forte di Fini poi candidata vincente di Berlusconi nel Lazio, ai ballottaggi in regione corre con candidati propri e invita a votare contro quelli del Pdl, in qualche caso in accordo con la sinistra.
La fuga è sotto gli occhi di tutti. Ma, avverte di nuovo oggi Franceschini, “chi ha pulsioni autoritarie è più pericoloso nel momento del declino”. Attenzione ai colpi di coda: del Caimano e dei tanti che senza di lui hanno solo da perdere.
18 maggio 2011
 
da l' Unita'

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