martedì 24 aprile 2012

25 aprile, corteo Anpi a Roma

l’Unità 23.4.12
Il partigiano Bottazzi: «Non abbiamo invitato Alemanno e Polverini per evitare proteste»
Via Rasella Ieri il presidio dei giovani Democratici: questo è il luogo simbolo della Resistenza
25 aprile: l’Anpi torna a sfilare a Roma. In memoria di Sasà
Le parole di Gramsci su uno striscione: «Odio gli indifferenti, vivo, sono partigiano»
«A Roma si respira un clima degenerato». Dopo l’ultima provocazione nei confronti del partigiano Bottazzi, contestato in un liceo, l’Anpi torna a sfilare il 25 aprile. In memoria di Sasà Bentivegna
di Riccardo Valdesi


Dopo due anni di manifestazione stanziale a Porta San Paolo quest' anno torna il corteo dell'Anpi che, il 25 aprile, sfilerà a Roma a partire dalle 9.30. Lo annuncia il vicepresidente vicario dell'Anpi Roma Ernesto Nassi, sottolineando che il 25 aprile 2012 «sarà dedicato in particolare ai partigiani recentemente scomparsi: dal compianto Sasà Bentivegna a Mario Bianchi, da Ferdinando De Leoni a Alba Meloni». Il «problema sostiene è che l'Italia ha dimenticato troppo in fretta la guerra per la liberazione. Noi sfileremo per ricordarla. L'invito è esteso a tutti coloro che si sentono democratici e antifascisti, poi chi vuole venire è benvenuto».
STORIE DI RESISTENZA
«Negli scorsi anni non abbiamo fatto il corteo perché volevamo valorizzare Porta San Paolo, la piazza dove è nata la Resistenza. Ora che il messaggio è arrivato alla città, riprendiamo l'abitudine del nostro corteo che speriamo sia grande e partecipato prosegue Nassi -. Soprattutto in questo momento storico, in cui la situazione a Roma sta degenerando, è bene che si veda che nella città medaglia d'oro per la Resistenza, ci sono moltissimi democratici che ricordano il sacrificio dei partigiani». La «degenerazione» di cui parla Nessi permea purtroppo le città d’Italia, e a Roma spesso assume tratti preoccupanti. Aggressioni, provocazioni, scritte e insulti sui muri. Ed è proprio di venerdì il caso di Mario Bottazzi, divenuto partigiano a 16 anni, che dopo essere stato invitato a parlare della sua esperienza al liceo romano Avogadro è stato violentemente contestato da un gruppo di fascistelli. Proprio Bottazzi, che fa parte del direttivo provinciale dell’Anpi, ha comunicato che al corteo non sono stati invitati né il sindaco di Roma Alemanno, né il presidente della Regione Lazio Renata Polverini. «Questo ha spiegato Bottazzi per evitare le contestazioni che già ci sono state negli anni passati». Il corteo che partirà da Arco di Costantino percorrendo viale Aventino si concludera a Porta San Paolo, interverranno i partigiani, alcuni studenti, tra cui quelli recentemente aggrediti al liceo Righi, lavoratori in lotta per il posto di lavoro, sindacalisti e il Coordinamento Antifascista a difesa dell'ordine democratico e della Costituzione.
IL PRESIDIO IN VIA RASELLA
Intanto ieri i giovani Democratici si sono riuniti in via Rasella, a Roma, in vista delle celebrazioni del 25 Aprile, per manifestare e ribadire «il valore della Resistenza». «Odio gli indifferenti, vivo, sono partigiano». Questa frase di Gramsci campeggiava su uno striscione esposto nella strada. «È il nostro omaggio anche alla memoria di Bentivegna e di Bottazzi, il partigiano contestato al liceo Avogadro di Roma da Lotta studentesca», ha spiegato il segretario dei giovani Democratici di Roma, Domenico Romano. «Perché via Rasella? continua Romano -. È il primo luogo della Resistenza romana e nazionale. Vogliamo ricordare quanto accaduto per le generazioni future, per riaffermare i valori dell' antifascismo».
Il presidente dei giovani Democratici romani, quindi, ha ricordato la figura di Rosario Bentivegna, il partigiano di recente scomparso, e ha commentato la contestazione a Bottazzi. «Lotta studentesca è un'organizzazione a impianto neofascista ha detto se possono permettersi di contestare un partigiano, è solo grazie alla Resistenza dei partigiani». Presente alla manifestazione il vicepresidente dell'Anpi di Roma Aldo Pavia che ha letto ai ragazzi un passo di uno scritto di Antonio Gramsci: «Cari compagni e care compagne, amici, fratelli, sorelle, agitatevi perché abbiamo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate, perché abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza». Nel salutarsi i ragazzi, dopo aver cantato Bella Ciao, si sono dati appuntamento al corteo dell’Anpi del 25 aprile.


Corriere 23.4.12
Resistenza, un passato che è finestra sul futuro
di Francesco Alberti


OSIMO (Ancona) — I 120 mila partigiani morti nella lotta contro tedeschi e fascisti. La solidarietà della gente di campagna verso gli sfollati dalle città, ai quali non si negava un pezzo di pane o un giaciglio. Le donne e la Resistenza: primi passi di un inserimento sociale poi sfociato in un processo di graduale emancipazione. Le atrocità della Shoah nella sua versione italiana. Tasselli di una storia che diventa memoria e quindi linfa per un Paese che voglia sentirsi tale, anche se spesso non ci riesce. C'è anche questo, e molto di più, nel Dna del premio nazionale Anpi, giunto alla nona edizione, che, partendo dal ricordo di Renato Benedetto Fabrizi, antifascista osimano condannato, esiliato e infine ucciso in cella dai fascisti a 27 anni, vuole attualizzare e rinnovare i valori che, a dispetto di revisionismi non si sa quanto sinceri, fanno del 25 aprile non una cartolina del passato, ma una finestra sul futuro.
Una sintesi resa bene, ieri sera, al teatro «La Nuova Fenice» di Osimo, dall'alternarsi di parole e filmati su passato e presente dell'Italia. Ognuna delle nove persone che hanno ricevuto il premio per il contributo dato nei rispettivi campi d'azione ai valori nati dalla Resistenza, rappresenta un frammento di una narrazione iniziata più di sessant'anni fa. Un lungo viaggio. Dagli aspetti meno conosciuti della guerra italiana sul fronte dei Balcani attraverso gli scritti di Elena Aga Rossi. Al lavoro storico e divulgativo di Luigi Bizzarri, capostruttura di Rai3, con «La grande storia». Dalla testimonianza di Maria Lisa Cinciari Rodano, partigiana, prima donna a ricoprire la carica di vicepresidente della Camera, quindi europarlamentare, ripresa in un vecchio filmato mentre, al fianco di Nilde Iotti, accoglie nell'agosto del 1964 la salma di Palmiro Togliatti. Il direttore del «Corriere della Sera», Ferruccio de Bortoli, ha ricevuto il premio per l'impegno con il quale, da presidente del Memoriale della Shoah di Milano, si è attivato per fare del Binario 21, situato nei sotterranei della Stazione Centrale milanese, un luogo dedicato alla memoria. Da lì, il 30 gennaio del 1944, 650 ebrei detenuti a San Vittore furono caricati sui treni con destinazione Auschwitz. «Una pagina per lungo tempo non letta» l'ha definita de Bortoli. Il valore dell'unità declinato sul versante della lotta al crimine è stato il tema affrontato da Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria della Dia. Premiati la presidentessa di Actionaid, Orietta Maria Varnelli, il musicista Marino Severini e gli storici Emilio Gentile e Franco Brunetta.

Repubblica 23.4.12
Lettere dai partigiani
Cari ragazzi, ricordatevi del 25 aprile
di Paola Soriga

qui

da spogli.it

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