lunedì 23 aprile 2012

Caso Formigoni, le paure del Pdl "Così non ci aiuta per le elezioni"

POLITICA

Caso Formigoni, le paure del Pdl
"Così non ci aiuta per le elezioni"

Timori in vista del voto amministrativo. Mantovani: "Dispiace che il governatore si trovi in difficoltà". Il Pd: cadrà dopo le amministrative. Stasera a Sesto la prima uscita politica

di ANDREA MONTANARI
Il caso Formigoni entra di prepotenza nella campagna per le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio. Le ultime vicende che hanno coinvolto il governatore preoccupano il Pdl lombardo. «Mi dispiace che Formigoni sia in difficoltà  commenta il coordinatore regionale Mario Mantovani  Gli attacchi contro di lui sono strumentali, ma in un periodo elettorale questi attacchi non aiutano». La pensa in modo opposto il capogruppo della Lega in Regione, Stefano Galli, che ostenta sicurezza: «La preoccupazione la vede solo il centrosinistra che vuole andare al voto».

È in questo scenario che Roberto Formigoni, dopo le polemiche sulle nuove inchieste giudiziarie e le rivelazioni sulle sue vacanze pagate dal faccendiere Piero Daccò e il gelo del segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano, riparte da Sesto San Giovanni. L’occasione è un appuntamento elettorale organizzato da tempo, per stasera, a sostegno della candidata sindaco pidiellina Franca Landucci, ciellina come Formigoni. Un primo banco di prova  nella città nota anche per l’inchiesta sulla riqualificazione delle ex aree Falck, dove è indagato l’ex Pd Filippo Penati  per verificare se, come ha sostenuto il governatore, «quando ti tirano vagonate di fango ti sale l’adrenalina». A confermare il gelo nel Pdl verso le ultime vicende di Formigoni è l’ex ministro Giulio Tremonti che ieri, a “In mezz’ora”, alla domanda se il governatore si dovrebbe dimettere ha risposto: «L’etica
è un fatto individuale, personale. Esiste la legge, che viene applicata dai magistrati. L’etica è un fatto di coscienza. Il vero giudizio lo darà il popolo quando andrà a votare».

Tanto per rimanere in argomento, il coordinatore pidiellino Mario Mantovani annuncia che Silvio Berlusconi chiuderà la campagna elettorale delle elezioni amministrative non a Sesto ma a Monza: dove la Lega ha ricandidato Marco Mariani e il Pdl Andrea Mandelli, ma gira voce che i ciellini faranno voto disgiunto a favore del sindaco del Carroccio. Il centrosinistra, invece, è convinto che la spallata a Formigoni possa aprire una fase nuova proprio dopo il voto del 6 e 7 maggio. Dopo Rosy Bindi del Pd, a sparare a zero su Formigoni è il leader di Italia dei valori, Antonio Di Pietro: «Credo che dignità personale e opportunità politica impongano le dimissioni del governo della Lombardia. Non c’entra l’attesa per l’esito processuale, ma piuttosto un sistema collaterale per un uso strumentale della politica e un affarismo che va contrastato». Replica della Regione: «Di Pietro è solo un ipocrita e un fariseo».

Nel frattempo si lavora per coinvolgere l’Udc nella mozione di sfiducia contro Formigoni che sarà discussa in aula dopo la pausa elettorale del consiglio regionale: il partito di Casini ci sta riflettendo. E oggi la direzione del Pd farà il punto sulle prossime mosse dopo gli scandali della Lega e l’escalation del caso Formigoni. «Se le elezioni amministrative andranno come speriamo  anticipa il segretario regionale del Pd, Maurizio Martina  In Lombardia potrebbero cambiare gli equilibri. Dobbiamo farci trovare pronti». Il primo obiettivo, conferma anche il consigliere Franco Mirabelli, «è costruire insieme le proposte per l’alternativa». Ovvero: «Mettere insieme idee e costruire la coalizione con i pezzi della società civile che vogliono il cambiamento». La parola d’ordine, anche nel Pd, è «d’ora in poi scelte condivise». Un compromesso per andare incontro ai mal di pancia di alcuni esponenti dell’ala cattolica.

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