sabato 28 aprile 2012

INTERCETTAZIONI. La Guardasigilli al Festival del Giornalismo di Perugia Il ministro Severino: “Filtro durante le indagini Siano i magistrati a escludere le parti non rilevanti'

INTERCETTAZIONI.
La Guardasigilli al Festival
del Giornalismo di Perugia
Il ministro Severino:
“Filtro durante le indagini
Siano i magistrati a escludere
le parti non rilevanti'


Perugia,  26 aprile 2012. In tema di pubblicazione delle intercettazioni, il ministro della Giustizia Paola Severino pensa a un ''filtro'' durante le indagini. ''L'idea di base è di assegnare al magistrato il compito di escludere le notizie che non sono rilevanti e attengono esclusivamente alla sfera personale del provvedimento, anche in quelle fasi nelle quali il provvedimento viene consegnato alle parti'' ha spiegato. Rispondendo a una domanda del presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, il ministro ha ricordato che in tema di intercettazioni ''non c'è ancora un testo definitivo ma ci sono più che delle idee''. ''Anzitutto - ha aggiunto - quella di utilizzare al massimo ciò che in Parlamento è andato in doppia lettura e quindi approvato. Si pensa di intervenire poi su alcuni punti non regolamentati perché non si era raggiunto un accordo''.

La Severino si è quindi soffermata sui ''punti fermi'' della normativa che ''deve conciliare gli interessi di tutti ed estremamente rilevanti''. ''Il diritto-dovere del giornalista di informare su fatti che hanno una rilevanza sociale - ha detto - quello del magistrato di portare avanti le proprie indagini in una tutela della riservatezza indispensabile in alcune fasi (perché non venga spezzata sul nascere e si crei l'occasione di sfuggire alle maglie del controllo), il diritto del cittadino, anche sotto indagine, di vedere pubblicate notizie che attengano all'inchiesta ma non esclusivamente la sua vita privata e anche di non vedere sui mezzi d'informazione contenuti di intercettazioni non rilevanti per il procedimento''.

Ecco quindi l'idea del guardasigilli di un filtro affidato allo stesso magistrato in occasione di provvedimenti quali ordinanze cautelari, sequestri o perquisizioni. Il ministro ha quindi sostenuto che è nelle fasi interlocutorie delle indagini che ''più di frequente avviene la comunicazione e la diffusione della notizia''. ''Bisogna quindi affidare al pubblico ministero o al giudice, a seconda dei momenti, questo compito di selezione'' ha concluso Severino. (ANSA)


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