sabato 28 aprile 2012

Le spese pazze delle Regioni: consulenze, piante rare e cavalli

Le spese pazze delle Regioni: consulenze, piante rare e cavalli

Gli sprechi della Casta non smetteranno mai di stupirci. E di indignarci. Ma su alcune delle spese - letteralmente allucinanti - che sostengono le Regioni italiane c'è da sgranare gli occhi.
Cominciamo dai dati: tra il 2000 e il 2009 le uscite delle Regioni italiane sono passate da 119 a 209 miliardi. Un aumento secco del 75%. Quasi il doppio in dieci anni. Mentre l'inflazione cresceva e le retribuzioni calavano, mentre tutta la popolazione italiana si impoveriva vistosamente, alle Regioni hanno pensato bene di aumentare le spese in uscita. Hanno pensato bene di spendere. D'accordo, ma per cosa?
Uno si immagina: per i servizi. Per il lavoro. Per l'economia di individui e famiglie. Magari. Sentite che genere di spese vengono decise nelle segrete stanze delle ginute regionali.
Tralasciando le occasioni di spreco più faraoniche, tipo le centinaia di milioni di euro spesi per allargare le sedi di rappresentanza, costruire nuovi uffici, affittare nuovi appartamenti, dirottare i fondi Fas (per le aree sottoutilizzate) per coprire i buchi nel bilancio della sanità, eccetera, c'è da sottolineare almeno due episodi emblematici, accaduti alla Regione Sicilia.
454.000 euro per la Zelkova, una pianta rara che per oscuri motivi la Regione ha deciso di tutelare, con incarico a un consulente esterno di 150.000 euro.
Una spesa assurda che di per sé basterebbe a gridare vendetta, se non fosse per Zorro, un vecchio cavallo del governatore Lombardo donato a una clinica privata che cura le lesioni spinali. Bene, Zorro servirà per l'ippoterapia, e fin qui ci potrebbe pure stare, ma starà a carico dei contribuenti. Con una pensione, già, proprio così, una pensione mensile di 2.335 euro!
Questo è l'uso che i governatori regionali fanno dei soldi pubblici. Scelte arbitrarie, stupefacenti, folli. Senza nulla togliere a Zorro, che magari la pensione se l'è meritata, siamo dell'idea che, con la crisi che c'è in Italia, non sia affatto il caso di scialacquare allegramente denaro pubblico in piante rare e criniere.   



Nessun commento:

Posta un commento