lunedì 23 aprile 2012

Lega, Belsito consegna i documenti "Ho agito nell'interesse della Lega"

IL CASO

Lega, Belsito consegna i documenti
"Ho agito nell'interesse della Lega"

L'esponente del Carroccio indagato per truffa e appropriazione indebita si è presentato dai pm milanesi con una prima serie di documenti: gli altri arriveranno nei prossimi giorni


Francesco Belsito, l'ex tesoriere delle Lega indagato a Milano per appropriazione indebita e truffa, ha consegnato ai pm milanesi alcuni documenti che potrebbero essere utili alle indagini. Il verbale delle dichiarazioni spontanee è stato secretato su richiesta della difesa. Da quanto si è saputo, inoltre, l'ex amministratore della Lega avrebbe anticipato ai pm l'intenzione di consegnare altre carte e dunque potrebbe esserci un altro incontro tra lui e i pm. Belsito ha detto ai pm di avere agito "per la Lega e nell'interesse della Lega", fa sapere uno dei suoi legali, l'avvocato Paolo Scovazzi, secondo il quale il confronto con i magistrati "è stato un primo approccio, un primo chiarimento generico per conoscersi e ribadire che ha sempre operato per la Lega" senza coinvolgere altre persone nell'inchiesta.

Belsito era arrivato nella sede del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, a Milano, poco prima delle 10, mentre i magistrati titolari dell'inchiesta (il procuratore aggiunto Alfredo Robledo e i pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini) erano arrivati attorno alle 10.30. Belsito è indagato per riciclaggio anche dalle Procure di Napoli e di Reggio Calabria e non è escluso che nei prossimi giorni gli inquirenti napoletani e reggini lo convochino per altri interrogatori.

Davanti ai magistrati milanesi l'ex amministratore del Carroccio era chiamato a spiegare come è stata gestita la tesoreria del partito e soprattutto a rendere conto di alcuni investimenti effettuati con
i soldi del partito, come quello da circa sei milioni e euro verso la Tanzania e Cipro. Secondo l'accusa i bilanci della Lega  sarebbero stati falsati, con esborsi dalle casse del partito andati anche per le spese personali di Umberto Bossi e dei suoi familiari.

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