domenica 29 aprile 2012

Lega Nord, il tesoriere Belsito collezionava dossier pericolosi

Francesco Belsito Francesco Belsito 

Lega Nord, il tesoriere Belsito collezionava dossier pericolosi

 Francesco Belsito aveva dossier illegali per ricattare altri uomini della Lega. Documenti riservati, fotografie e altre informazioni segrete erano custoditi nei files dei suoi personal computer. L'inchiesta sul tesoriere della Lega Nord accusato di riciclaggio e appropriazione indebita arriva a una svolta che potrebbe rivelarsi decisiva. Gli investigatori della Dia hanno recuperato il materiale informatico.
Conto cifrato svizzero -  Come riporta il Corriere della Sera, è ora spuntato un conto cifrato svizzero che il gestore contabile del Carroccio avrebbe utilizzato per alcuni investimenti. Si tratta di un deposito messo a disposizione dagli uomini che risultano emissari della 'ndrangheta a Milano. Le verifiche già disposte dal pubblico ministero antimafia di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo dimostrano quanto stretto fosse il collegamento tra Belsito e il gruppo criminale.
Non solo Maroni -  E quanto forte fosse diventata la loro capacità di infiltrazione nelle istituzioni con accessi illeciti alle banche dati degli Enti e il procacciamento di atti da usare contro gli avversari politici. L'ex tesoriere "spiava" non solo Roberto Maroni, ma anche altri importanti dirigenti del partito, come Marco Reguzzoni e Giancarlo Giorgetti. La raccolta di dati riservati riguarda molte altre persone: si tratta di materiale che, dicono gli investigatori, è stato certamente ottenuto utilizzando strumenti illeciti. Nei files archiviati ci sono fotografie e ciò fa presumere che gli esponenti politici possano essere stati pedinati, o comunque tenuti sotto controllo.
 I "faldoni informatici" -  Il sistema di archiviazione utilizzato da Belsito prevedeva la creazione di un sito internet al quale lui e i suoi presunti complici potevano accedere utilizzando la stessa password. In questo modo evitavano spedizioni di posta elettronica che avrebbero potuto essere intercettate. Proprio analizzando il contenuto di questi "faldoni informatici" gli specialisti della Dia e della polizia postale hanno rintracciato atti che riguardano appalti esteri ottenuti da Finmeccanica e Fincantieri, l'azienda di costruzioni navali di cui Belsito è stato vicepresidente. Carte coperte dal segreto che rivelano il procacciamento di informazioni preziose come i costi di gestione, i nomi dei mediatori scelti per le trattative, i manager impegnati, gli eventuali collegamenti di questi ultimi con uomini politici, le autorità straniere coinvolte negli affari. Dati "sensibili" che in alcune circostanze potrebbero essere addirittura coperti dal segreto di Stato visto che queste aziende si occupano di armamenti e di altre sofisticate apparecchiature impiegate nei sistemi di difesa.Redazione Tiscali

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