domenica 29 aprile 2012

Licenziato l'ex autista di Renzo Bossi Difensore di Marmello: "Motivi infondati"

SCANDALO LEGA

Licenziato l'ex autista di Renzo Bossi
Difensore di Marmello: "Motivi infondati"

Ai media e ai magistrati di Milano l'ex bodyguard aveva detto di essere il "bancomat" del figlio del leader leghista. In diversi video aveva mostrato la modalità dei "prelievi". L'avvocato Franz Sarno ha annunciato che impugnerà il licenziamento davanti all'autorità giudiziaria

MILANO - E' venuto a mancare il "rapporto di fiducia": con questa motivazione Alessandro Marmello, autista e bodyguard di Renzo Bossi, è stato licenziato dalla Lega. Anche lui, come il suo collega Oscar Morando 1, ieri ha ricevuto la lettera con cui il Carroccio gli ha dato il 'ben servito' e a renderlo noto è stato lo stesso Marmello insieme al suo legale.

L'avvocato Franz Sarno, difensore di Marmello, ha annunciato che impugnerà il licenziamento davanti all'autorità giudiziaria "perché si basa su motivi pretestuosi e infondati". Marmello qualche settimana fa ha denunciato ai mass media e ripetuto ai magistrati di Milano di essere stato il "bancomat" del figlio di Umberto Bossi. Per farlo ha anche consegnato alcuni video in cui mostra, con una telecamera nascosta, come avvenivano i "prelievi". Per questo è stato anche querelato proprio dal figlio del leader della Lega.

VIDEO L'autista: "Così gli facevo da bancomat" 2

Il 10 aprile Marmello è stato sentito per circa un'ora dai magistrati 3
di Milano ai quali ha spiegato di aver tenuto la cassa dei soldi che gli erano stati anticipati dal partito in contanti per gestire le spese quotidiane di Renzo Bossi e che questo era un sistema usato anche dai suoi predecessori. Davanti agli inquirenti l'ex autista ha chiarito, da quanto si è saputo, che era lui a tenere la 'cassa' dei soldi per le spese di mantenimento e di vita quotidiana del figlio del leader del Carroccio.

Marmello ha ricostruito che dall'ex tesoriere del partito Francesco Belsito e dalla responsabile amministrativa Nadia Dagrada e da altre persone che gestivano il denaro del Carroccio aveva ricevuto l'incarico di prelevare soldi in contanti, in genere mille euro a volta, come anticipo di spese per il mantenimento, una sorta di 'indennizzo', per Renzo Bossi, spese che andavano dai pranzi alle cene fino alla benzina e ad altre spese per l'auto, come il lavaggio. Non c'era un 'tetto' di spesa e Marmello ogni volta portava all'amministrazione ricevute e 'giustificativi' per i costi di mantenimento di Renzo Bossi. Marmello ha raccontato inoltre che la stessa cosa avevano fatto prima di lui i suoi predecessori.
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