martedì 24 aprile 2012

Si allarga la forbice salari-prezzi Divario a massimi da agosto 1995

la crisi

Si allarga la forbice salari-prezzi
Divario a massimi da agosto 1995

La crescita degli stipendi è ai minimi dal 1983, quando iniziano le serie storiche ricostruite dall'Istat. Diciasette anni fa la differenza tra retribuzioni e inflazione era di 2,4 punti percentuali. Cresce l'attesa per i rinnovi contrattuali

MILANO - A marzo la forbice tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,2%) e il livello d'inflazione (+3,3%), su base annua, tocca una differenza di 2,1 punti percentuali, che rappresenta il divario più alto dall'agosto del 1995, quando era di 2,4 punti percentuali. Lo rileva l'Istat.

A rallentare sono le retribuzioni contrattuali orarie rimaste ferme ai livelli di febbraio e in crescita dell'1,2% su base annua: si tratta della progressione più bassa del 1983, quando iniziano le serie storiche ricostruite dall'Istat. Nel primo trimestre, invece, sono cresciute invece dell'1,3% rispetto allo stesso periodo del 2011. In particolare, le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell'1,7% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.

I settori che a marzo presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,9%), chimiche, comparto di gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e quello delle telecomunicazioni (2,7% per tutti i comparti). Si registrano, invece, variazioni nulle nell'agricoltura, nel credito e assicurazione e in tutti i comparti appartenenti alla pubblica amministrazione.

E come se non bastasse, un dipendente su tre è ancora in attesa del rinnovo contrattuale. Secondo l'Istat, a marzo, risultano in attesa di rinnovo 36 accordi contrattuali, di cui 16 appartenenti alla pubblica amministrazione, relativi a circa 4,3 milioni di dipendenti (circa 3 milioni nel pubblico impiego): il 32,6% della forza lavoro. E continua a salire la media dei mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto, arrivata a 27 mesi rispetto a 15,2 mesi che si aspettavano nel marzo 2011.

Nessun commento:

Posta un commento