venerdì 30 novembre 2012

Governo degli intelligenti


3 dicembre: Adozioni con Cavallo, Cologgi, Lombardo Pijola

3 dicembre: Adozioni con Cavallo, Cologgi, Lombardo Pijola

| L'incontro, alle 18.00 al Teatro de' servi, promosso da Democratica Onlus

L'adozione: questione privata e personalissima ma anche pratica di enorme rilevanza sociale. E un percorso, purtroppo, non sempre senza ostacoli. Un'occasione per parlarne, per valutarne tutti gli aspetti e per fare il punto, ad oggi, della situazione sarà l'incontro promosso da Democratica Onlus dal titolo "Adozioni: valori, normativa, prospettive". L'appuntamento è per per il 3 dicembre a Roma, ore 18 al Teatro de' Servi in via del Mortaro 22.
All'iniziativa parteciperanno:
Melita Cavallo, presidente del Tribunale per i minori di Roma
Patrizia Cologgi, dirigente della ?Commissione per le adozioni internazionali?.
Marida Lombardo Pijola, giornalista e presidente di Democratica Onlus
modera Cecilia Emiliozzi
Guarda il sito di Democratica onlus.

Il 10 dicembre "I sovversivi" di Paolo e Vittorio Taviani

| Alle 20-30 al Teatro de' servi secondo appuntamento col cinema di Democratica

Istat: ad ottobre 2,9 mln di disoccupati, è massimo storico. A novembre frena l'inflazione


Istat: ad ottobre 2,9 mln di disoccupati, è massimo storico. A novembre frena l'inflazione

Ormai è dramma lavoro in Italia. L'Istat ha reso noto che ad ottobre il tasso di disoccupazione ha superato la soglia dell'11%, raggiungendo l'11,1%, in rialzo di 0,3 punti percentuali su settembre e di 2,3 punti su base annua. E' il tasso più alto da gennaio 2004 ovvero dall'inizio delle serie storiche mensili. Buone notizie invece sul fronte dei prezzi. A novembre l'inflazione ha rallentato ed è passata al 2,5% dal 2,6% di ottobre. Stessa dinamica per il rincaro del carrello della spesa che tuttavia è risultato superiore all'inflazione generale e pari al 3,5%.

Quasi 2,9 milioni i disoccupati, è il massimo storico
- Il numero dei disoccupati a ottobre e' di 2 milioni e 870 mila. E' il livello più alto sia dall'inizio delle serie storiche mensili, gennaio 2004, sia dall'inizio delle serie trimestrali del 1992.

Disoccupazione giovanile al 36,5% 
- Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a ottobre è al 36,5%, è il livello più alto sia dall'inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia dall'inizio delle serie trimestrali, IV trimestre 1992. L'Istat ha aggiunto che tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 639 mila . Il tasso di disoccupazione under 25 risulta così in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,8 punti nel confronto tendenziale. Analizzando i dati relativi al terzo trimestre 2012, invece, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni sale dal 26,5% del terzo trimestre 2011 al 32,1%, con un picco del 43,2% per le giovani donne del Mezzogiorno. Nel complesso nel terzo trimestre il numero dei disoccupati manifesta un ulteriore forte aumento su base tendenziale (+30,6%, pari a 581.000 unità). La crescita, diffusa su tutto il territorio nazionale, interessa entrambe le componenti di genere e in oltre la metà dei casi persone con almeno 35 anni. La crescita, spiega l'Istituto di statistica, è dovuta in un caso su due a quanti hanno perso la precedente occupazione. Il tasso di disoccupazione medio trimestrale (dati grezzi), fa sapere sempre l'Istat, è pari al 9,8%, in crescita di 2,1 punti percentuali rispetto a un anno prima. Nel dettaglio, l'indicatore passa dal 6,7% del terzo trimestre 2011 all'8,8% per gli uomini e dal 9% all'11% per le donne. 
Record dei lavoratori precari - Nel terzo trimestre i dipendenti a termine sono 2 milioni 447 mila a cui si aggiungono 430 mila collaboratori, sommando le due categorie si arriva a 2 milioni 877 mila lavoratori precari, il massimo dall'inizio delle serie trimestrali  del 2004. Se si guarda solo ai dipendenti a tempo il record è dal terzo trimestre del 1993. 
Ad ottobre quasi 644.000 disoccupati in più  rispetto al 2011 - A ottobre rispetto a settembre si è registrato un aumento di 93.000 disoccupati mentre rispetto a ottobre 2011 i senza lavoro in più sono 644.000 (+28,9%). Il dato è il risultato del calo degli inattivi (ovvero dell'aumento di coloro tra i 15 e i 64 anni che entrano nel mercato del lavoro) pari a 611.000 unità a livello tendenziale. Gli occupati sono a quota 22.930.000 unità, sostanzialmente stabili su settembre (-8.000 unita) e in lieve calo su ottobre 2011 (-45.000 su ottobre 2011). Il lieve calo degli occupati è da imputare alla diminuzione dell'occupazione maschile (-184.000 unità sull'anno) e all'aumento di quella femminile (+138.000 unità sull'anno).
Riforma pensioni incide sui dati - I dati su occupazione e disoccupazione risentono fortemente della permanenza al lavoro degli occupati più anziani grazie all'inasprimento delle regole per l'accesso alla pensione (per ora solo quelle delle riforme Damiano-Sacconi mentre per la riforma Fornero gli effetti si sentiranno dal 2013). Per i giovani che entrano nel mercato (passando dall'inattività all'attività) in molti casi il passaggio è direttamente verso la disoccupazione.
Inflazione, a novembre frena al 2,5% -  A novembre il tasso d'inflazione annuo registra un nuovo, anche se lieve, rallentamento, fermandosi al 2,5% dal 2,6% di ottobre, e così tornando al livello di marzo 2011. Lo rileva l'Istat nelle stime preliminari. Su base mensile i prezzi risultano in calo dello 0,2%. La frenata è dovuta soprattutto al calo dei carburanti. 
Rincaro carrello della spesa al 3,5% - A novembre il rincaro annuo del cosiddetto carrello della spesa, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (da cibo a carburanti), è del 3,5%, un rialzo superiore all'inflazione (2,5%), ma inferiore rispetto a quanto segnato a ottobre (4,0%). Lo rileva l'Istat nelle stime, aggiungendo che su base mensile si registra un calo (-0,1%). 
Nessuna frenata sugli alimentari - Si comincia a registrare complessivamente un andamento dei prezzi al consumo coerente con la forte contrazione di mercato ma, "seppure in lieve frenata, l'inflazione al +2,5% determinerà ricadute di +746 euro annui a famiglia, pari a oltre 48 giorni di spesa alimentare di una famiglia media". Lo sottolineano in una nota i presidenti di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, evidenziando che "tale adeguamento al ribasso, però, non riguarda i beni di prima necessità, specialmente quelli del settore alimentare, per i quali non risulta alcuna frenata". Per le due associazioni "é indispensabile agire per risollevare il potere di acquisto delle famiglie, specialmente di quelle a reddito fisso.

giovedì 29 novembre 2012

Figli senza distinzioni

da l' Unità

Figli senza distinzioni

su Egalité
Delia Murer


Siamo riusciti a dare all’Italia una legge di civiltà, che supera vecchie discriminazioni tra figli, e va oltre quella terribile distinzione tra quelli definiti “legittimi” e quelli definiti “naturali”. Da oggi tutti i figli, quelli nati da coppie sposate, quelli adottati e quelli nati nelle unioni di fatto hanno gli stessi diritti, le stesse tutele e le stesse opportunità.
Mi riferisco alla legge sul riconoscimento dei figli naturali, approvata alla Camera in via definitiva. I voti a favore sono stati 366, 31 i contrari, 58 gli astenuti. Diversi deputati hanno votato in dissenso dal gruppo. Ampia discussione sul punto dei figli da incesto.
Pomo del contendere il riconoscimento che il Senato ha allargato anche a questi. Una tutela “erga omnes”, che un fronte guidato dall’Udc ha cercato di contrastare, nonostante il parere contrario del relatore Alessandra Mussolini e del Governo, proponendo lo stralcio di quanto aggiunto dal Senato al testo già varato dalla Camera. L’iniziativa giustificata dal “caso di coscienza” non è riuscita, né è riuscita l’approvazione di un emendamento soppressivo. A voto segreto la Camera lo ha respinto con 266 voti a 184. Si è arrivati così all’approvazione della legge. Un provvedimento che sancisce il principio secondo il quale i figli naturali hanno gli stessi diritti dei figli legittimi.
Un risultato storico capace di eliminare una profonda e odiosa discriminazione.

Primarie, scontro mail bombing Candidati: esposto contro Renzi

 da l' Unità

Primarie, scontro mail bombing
Candidati: esposto contro Renzi

«C'è chi sta provando ad inquinare l'informazione e a disinformare». Così il presidente dei garanti Luigi Berlinguer interviene contro le pagine a pagamento su alcuni quotidiani che invitano a votare al ballottaggio sostenendo che basta una mail per votare: «Ma questo - sostiene Berlinguer - non è quello che abbiamo deciso insieme».

primarie regole 
ECCO VADEMECUM PER VOTARE: LEGGI TUTTO
Garanti respingono ricorso renziani
VIDEO
Ironia
«biglietti aerei falsi»
e la satira sulla
"finta giustificazione"
Viaggio nelle norme:
REGOLAMENTO, DELIBERA
21
,
DELIBERA 25 e I COMITATI PROVINCIALI
Berlinguer: «C'è chi disinforma» GUARDA IL VIDEO

Berlinguer, convoca una conferenza stampa urgente e stronca sul nascere l'iniziativa di 'mail bombing' organizzata dai renziani per le registrazioni al secondo turno delle primarie. «Sono stato colpito da un messaggio che abbiamo intercettato e proviene da Trevi. Dice: 'portate tanta gente a votare, scatenate l'infernò. Noi vogliamo costruire il paradiso, un momento gioioso di voto» dice Berlinguer a proposito delle iniziative dei renziani. «Stanno arrivando - aggiunge- richieste in serie di registrazione, ma non presentate dal singolo interessato ma organizzate da altri. Arrivano una serie di moduli seriali anonimi. È un inganno all'elettore perchè gli fa credere che basti la mail per ottenere la registrazione. Ma quella è solo una richiesta, la richiesta deve essere accolta dal coordinamento provinciale. Questo, invece, turba la regolarità serena delle primarie. Non vogliamo elementi di inquinamento e di disinformazione». Berlinguer aggiunge: «Abbiamo letto due pagine sui quotidiani e anche lì c'è disinformazione. Tutto questo non va, inquina le primarie».

COMITATO RENZI LANCIA 'MAIL BOMBING'
Il comitato elettorale per Matteo Renzi dà il via al 'mail bombing' per la registrazione al secondo turno delle primarie. Con una pagina a pagamento sul Corriere della Sera, i renziani invitano gli elettori del centrosinistra a «iscriversi entro venerdì 30 novembre, ore 20, scrivendo una email al coordinamento 'Primarie Italia bene comune'è della propria provincia».

FOTO
pagina a pagamento renziani


«Si decide il futuro dell'Italia» è il titolo in caratteri cubitali. Per rendere più agevole il bombardamento di mail al coordinamento delle primarie, è stato creato anche un sito: www.domenicavoto.it. Contiene un form per la richiesta di registrazione al voto del 2 dicembre. L'elettore dovrà semplicemente compilarlo, spiegando il motivo per cui non ha potuto registrarsi al voto tra il 4 e il 25 novembre. Ieri il coordinamento per le primarie ha ribadito che la causa di impossibilità deve essere «indipendente dalla propria volontà».

DA QUATTRO CANDIDATI ESPOSTO CONTRO RENZI

Pier Luigi Bersani, Bruno Tabacci, Laura Puppato e Nichi Vendola hanno presentato un esposto ai Garanti contro Matteo Renzi. L'accusa è «palese violazione del codice di comportamento dei candidati e dei principi regolamentari» per le pubblicità a pagamento. I 4 chiedono di prendere «ogni necessaria misura».

Nell'esposto, firmato dai rappresentanti dei quattro candidati (Paolo Fontanelli per Bersani, Pino Bicchielli per Tabacci, Gianluca Zuccari per Puppato e Loredana De Petris per Vendola), si prende spunto dalla pubblicazione oggi su alcuni quotidiani (Corriere della Sera, La Stampa e Qn) di pubblicità a pagamento che «invitano alla registrazione all'albo degli elettori per il turno di ballottaggio del 2 dicembre 2012».

Secondo i quattro, è una iniziativa «riconducibile al candidato Matteo Renzi» per una serie di motivi. La prima: «La pubblicità contenuta in tale pubblicazione, apparentemente 'istituzionalè non è stata deliberata nè pubblicata dal Coordinamento nazionale delle Primarie, unico organismo preposto e legittimato a farlo».

Secondo: è una pubblicità «ingannevole, in quanto suscita la convinzione che chi non si è iscritto all'Albo degli elettori entro la data del 25 novembre e, di conseguenza non ha votato al primo turno, può farlo semplicemente richiedendo la registrazione 'tout court', senza specificare che, in realtà, la tipologia dei casi ammissibili è rigorosamente disciplinata».

Terzo: «La pubblicità contenuta in tale pubblicazione è palesemente riconducibile al candidato Matteo Renzi» perchè il sito al quale è possibile inviare la richiesta (www.domenicavoto.it) «è creato e gestito dalla Fondazione Big Bang fondata dallo stesso Matteo Renzi e diretta dal Comitato di Matteo Renzi». «È pertanto evidente - sottolinea l' esposto - che il candidato Matteo Renzi sta tentando artatamente di modificare in maniera consistente la base elettorale dei votanti per il turno di ballottaggio».

Inoltre, aggiungono i firmatari, « è evidente che la pubblicazione di tale pubblicità a pagamento viola l'art. 3 comma 2 del Codice di comportamento dei candidati (»ogni candidato è tenuto a svolgere la propria campagna elettorale con lealtà nei confronti degli altri candidati«), nonchè l'art. 4 comma 2 dello stesso Codice ('è fatto divieto ai candidati e ai loro sostenitori di ricorrere a qualsiasi forma di pubblicità a pagamento...')».

Secondo i firmatari dell' esposto, viene violato anche l'art.5 del codice sulle spese dei candidati: «È infatti evidente che il costo di tale operazione molto probabilmente supera da solo l'intero importo previsto e concesso per le spese di propaganda elettorale».

«Tale comportamento, assai discutibile sul piano generale, reca indubbiamente un danno all'immagine e alla correttezza dello svolgimento delle Primarie nella delicata e decisiva fase del turno di ballottaggio e rischia di compromettere l'eccezionale prova di partecipazione del 25 novembre, in occasione del primo turno. Rappresenta, altresì, in ogni caso, una trasgressione politica e morale dell'impegno a rispettare le norme richiamate sottoscritte da Matteo Renzi all'atto della presentazione della propria candidatura». «Sulla base dei documenti e delle argomentazioni suesposte, chiedo al Collegio dei Garanti - conclude il documento - di accogliere il presente esposto e, di conseguenza, assumere ogni misura che riterrà necessaria».

Le frasi famose di chi ci governa

Fornero: “Figli viziatelli, ma anche che non trovano lavoro”. Non solo choosy… "Così chi si laurea dopo 28 anni è uno “sfigato” (copyright Michel Martone), e il posto fisso è “monotono” (copyright Mario Monti). Della Fornero abbiamo già detto".

Per leggere l'articolo e guardare il video clicca qui - http://bit.ly/UulrHn
Fornero: “Figli viziatelli, ma anche che non trovano lavoro”. Non solo choosy… "Così chi si laurea dopo 28 anni è uno “sfigato” (copyright Michel Martone), e il posto fisso è “monotono” (copyright Mario Monti). Della Fornero abbiamo già detto". 

Per leggere l'articolo e guardare il video clicca qui - http://bit.ly/UulrHn

Giornalisti minacciati. Le ultime notizie di Ossigeno per l'Informazione

MERCOLEDÌ 28 novembre 2012

Dal 1 gennaio 2012 Ossigeno ha segnalato in Italia 134 intimidazioni e 299 giornalisti coinvolti. Nel 2011 le intimidazioni sono state 95 ed i giornalisti coinvolti 324 – Leggi i loro nomi, le loro storie, i loro articoli

Convegno “Il velo squarciato. Intimidazioni e violenze contro le giornaliste”

Giornaliste minacciate. Napolitano e Fini: sono storie importanti, da diffondere

Napolitano a Ossigeno: violenza donne è emergenza sociale, bene convegno con giornaliste minacciate

Fini a Ossigeno: "Fate conoscere le storie delle giornaliste minacciate"

APPELLO. Serve più informazione anche per eliminare la violenza contro le donne

Diffamazione

ANSO chiede un deterrente contro le querele intimidatorie

Senato boccia art.1. Il ddl Sallusti è finito sul binario morto

Altre Notizie

"Denunciare le violenze, sempre". Da Firenze l'appello di Marilù alle donne

Querele. Emittente Abc ha chiesto a Gabanelli e RAI 35 milioni di risarcimento

Messina. Giornalista Di Per: fui insultata dall'ex assessore alla Sanità Russo

Le perquisizioni a Foschini a Bari. Iacopino lo difende: “Non siamo custodi di segreti”

Diffamazione. Article19 critica riforma di Brasile (e Italia) e consiglia: depenalizzate

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Ossigeno per l’Informazione 
Osservatorio FNSI-OdG sui giornalisti minacciati

Grandi: "Legittimo chiedersi se Monti stia lavorando per la Goldman Sachs o per l'Italia"

Grandi e la copertina del libro Grandi e la copertina del libro 

Grandi: "Legittimo chiedersi se Monti stia lavorando per la Goldman Sachs o per l'Italia"

di Andrea Curreli
I regimi si reggono su un consenso che non può ammettere critiche. Se qualcuno si sottrae al rigido controllo viene ostacolato in tutti modi. Un tempo veniva messo a tacere, oggi semplicemente viene ignorato e boicottato. Nell’Italia di Mario Monti, il tecnocrate con i toni pacati che piace tanto agli economisti e ai banchieri di mezzo mondo, capita così che una voce fuori dal coro dei media osannanti resti inascoltata. E mentre nel Belpaese la gente fa i conti con i numeri impietosi di una crisi che tarda a passare, le case editrici preferiscono puntare sui libri di ricette o sulle lacrime d’inchiostro di un padre Vip che non riesce più a vedere i suoi figli. In questo quadro desolante un libro come Il Grigiocrate Mario Monti. Nell'era dei mediocri (Fuorionda editore, 2012) scritto dallo stimato giornalista de Il Sole24ore Augusto Grandi insieme agli scrittori e saggisti Daniele Lazzeri e Andrea Marcigliano con la prefazione di Piero Sansonetti viene totalmente ignorato. I “montiani” di ferro, quelli che spesso invocano il rigore per i figli degli altri ovviamente “choosy”, potrebbero ribattere che il testo antipremier non ha avuto risalto (è uscito a fine maggio) perché di scarso valore. Ma lo stesso libro di Grandi ha raccolto consensi e recensioni positive sia da parte dell’edizione tedesca del Financial Times, che per gli amanti delle etichette è il principale giornale economico-finanziario del Regno Unito, sia dalla rivista specializzata italiana “451” che può vantare la partnership con una delle più autorevoli riviste culturali al mondo ovvero la New York Review of Books. Grandi spiega a Tiscali Notizie il progetto di Mario Monti fatto di svendita dei beni pubblici, taglio dei servizi sociali, privatizzazioni e ricerche di investitori stranieri. Il tutto tra influenze di Goldman Sachs e Gruppo Bilderberg.
Grandi, lei denuncia il fatto che il premier può fare quello che sta facendo perché la classe politica "assiste inerme e impotente". Lei definisce i partiti politici come "topolini che corrono più o meno festanti o riottosi verso il precipizio".
"Quando noi parliamo di era dei mediocri non ci riferiamo alla Banda Monti e alla Fornero, che sono sicuramente mediocri, ma sopratutto a questa classe politica che va a suicidarsi. Abbiamo dei politici che dopo Berlusconi non hanno saputo reagire, che ancora oggi vanno a dire alla gente quanto sia bravo Mario Monti e che ripetono che non lo vogliono ma sono pronti a seguire tutti i punti della sua agenda. Questo è il suicidio della politica".
In Spagna dove la politica non ha ceduto il suo ruolo ai tecnici, la situazione non è stata migliore. Il politico Rajoy non è tanto differente dal tecnico Monti.
"Ma quando parliamo di una classe politica mediocre non dobbiamo pensare che sia solo un caso italiano. Vale anche per Rajoy che, anche se è stato eletto, è stato messo lì per fare quello che hanno deciso di fargli fare. Mi spiego: la classe politica non è mediocre quando riesce a ribellarsi a questi poteri che ti dettano l'agenda. Non illudiamoci è esattamente quello che succederà presto in Italia con il 'Monti bis' o con un nuovo governo che decida di applicare le sue politiche. In base a che cosa tu dovresti andare a votare per elezioni primarie del centrosinistra per Renzi o Bersani quando a decidere tutto saranno ancora una volta Monti e Napolitano? Ma attenzione lo stesso discorso vale per il centrodestra, basta sentire quello che dicono Frattini e tanti altri. In queste condizioni è del tutto inutile andare a votare".
Dal vostro libro emerge però che Monti e Napolitano sono in realtà un mezzo o un tassello di un disegno più ampio per impoverire l'Italia. Qual è questo progetto?
"La dimostrazione di quanto noi sosteniamo è sotto gli occhi di tutti. Quando Mario Monti dice che a questo punto l'Italia è in saldo ed è ora che qualcuno la compri e oggi Goldman Sachs dice che noi siamo una sorpresa positiva e meritiamo maggiori investimenti capisci che la svendita è iniziata. Noi avevamo ipotizzato questa situazione a maggio, oggi si è avverata. Prendiamo ad esempio anche l'Ilva. Per anni non ti sei preoccupato di imporre all'azienda determinate regole, si è giunti alla chiusura della fabbrica e ora sei pronto a versare tre miliardi di euro di finanziamento sapendo benissimo che non basteranno e che entreranno in scena altri investitori che non aspettano altro. Il prossimo obiettivo è Finmeccanica già sotto attacco, ma poi questa svendita proseguirà con tutti i beni dell'Italia".
Finmeccanica è sotto attacco da parte della magistratura?
"Finmeccanica fa quello che fanno tutti i suoi concorrenti a livello internazionale ovvero cerca di oliare per chiudere una trattativa. Ma in Francia questo meccanismo, se utilizzato per corrompere governi o investitori esteri, è considerato un merito. Invece la magistratura francese interviene solo in caso di corruzione interna".
Lei ricorda che Monti è accusato di applicare un "modello cinese". Poi provocatoriamente ipotizza che il "modello italiano", privato costantemente di diritti essenziali per i lavoratori, sarà presto peggiore di quello asiatico.
"La Cina si è resa ormai conto che il capitalismo d'assalto applicato in questi ultimi anni non può essere più portato avanti. Per questo, ad esempio, Pechino ha imposto che i figli debbano occuparsi dei genitori perché in un sistema sociale che funziona è necessaria la coesione e la famiglia. Non si tratta di affetto, ma di un calcolo preciso: il figlio che assiste il genitore alleggerisce il costo per lo stato. Mentre in Italia si invitano i giovani ad emigrare altrove, in Cina c'è una forte attenzione al fatto che tutti devono poter vivere. Ho visto tre lavoratrici pulire una fontana con tre spazzolini minuscoli, un lavoro per il quale bastava una persona con uno spazzolone. La filosofia è che guadagnano meno ma lavorano tutte e tre. Anche il forte inquinamento, che è reale, è da qualche tempo combattuto con tecnologie ecosostenibili. Noi, al contrario, da mesi non sentiamo parlare d'altro che di tagli e risparmi a scapito dello stato sociale. Emblematica l'ultima dichiarazione di Monti sulla Sanità".
Le dico due parole: Gruppo Bilderberg e Rivoluzione Oligarchica.
"Non voglio addentrarmi nel campo di elite e aristocrazia che si contrappongono all'oligarchia, ma che Paese è quello in cui gli organi di informazione ignorano la riunione del  Gruppo Bilderberg a Roma e la notizia viene diffusa solo da Dagospia? Lei cita Bilderberg ma potremmo dire anche Goldman Sachs. Quando un uomo come Henry Paulson lascia la Goldman per diventare sottosegretario del Tesoro degli Stati Uniti, gestisce il fallimento e uccide la Lehman e poi torna in Goldman non si può parlare di complottismo. La stessa Goldman ha più volte ammesso pubblicamente di adottare il sistema della 'porte girevoli' che consiste nel mettere i propri uomini di fiducia nelle istituzioni e, dopo aver svolto il lavoro, riprenderseli. A questo punto è legittimo chiedersi se Mario Monti che era un uomo della Goldman stia lavorando per loro o per il Paese. Le recenti dichiarazioni della Goldman sull'investire in Italia lasciano molti dubbi. Stesso discorso per il Gruppo Bilderberg che non ha mai nascosto il progetto di un governo mondiale che possa prendere della decisioni a livello planetario. Questo governo degli oligarchi esiste a livello mondiale, ma anche a livello locale. In Italia quella che si considera elite, ma che è solo un'oligarchia, mostra il suo disprezzo per il popolo e cerca di mantenere il suo status. Un ministro come la Fornero arriva a dire: i vostri figli sono mammoni e devono andare all'estero. Ma i loro sono tutti a casa".
Il vostro libro è stato valutato positivamente dalla critica specializzata, ma la grande distribuzione letteraria l’ha ignorato ed è edito da una piccola casa editrici alternativa. Un caso oppure una volontà precisa?
"Non credo sia stato un caso. Se un giornale del livello del Financial Times si è interessato al nostro lavoro e ha espresso un giudizio positivo, non credo possa essere messo in discussione il valore del libro. Recentemente abbiamo ricevuto responsi favorevoli anche da un noto quotidiano di Bombay. Qui in Italia è stato ignorato dai grandi quotidiani come La Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa dai loro gruppi editoriali. In realtà non ci siamo sorpresi perché nel libro attacchiamo alcuni giornalisti di queste testate".

da Tiscali

Duello Tv, Renzi: "Andiamo avanti con persone nuove". </br>Bersani: "Basta con le promesse e i personalismi"

Duello Tv, Renzi: "Andiamo avanti con persone nuove".
Bersani: "Basta con le promesse e i personalismi"
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Come si vota - Chi vincerà? Sondaggio - Speciale

Faccia a faccia più duro, in prima serata su Rai1, rispetto al confronto televisivo dei “magnifici 5”. In vista del ballottaggio di domenica per l’elezione del candidato premier del Centrosinistra, è stato scontro vero su finanziamenti, Equitalia, lavoro, politica industriale e conflitto di interessi. Renzi attacca Bersani: “Tu al governo 2.547 giorni”. Il segretario Pd: “La comunicazione esagerata è il passato, non il nuovo”. Sulle alleanze, il sindaco di Firenze dice no a Casini. Bersani chiude a un eventuale Monti bis. Poi gli appelli finali
- Piepoli: "Forza tranquilla contro la gioventù". Mentana: "Ha vinto Matteo"

mercoledì 28 novembre 2012

Dossier F35 Italia: 10 punti per la verità

Il Governo italiano ha in animo di ridimensionare la Sanità pubblica. Monti afferma che i costi sono troppo elevati e quindi sono necessarie nuove forme di finanziamento.
Vuole privatizzare la Sanità? Vuole introdurre nuove tasse per finanziare il Sistema Sanitario Nazionale?
Il SuperMario dice che non è così.
Peccato che il SuperMario non dica sempre la verità.
Ricordate quando disse che l' articolo 18 non era al centro dell' interesse del Governo? Ebbene l' articolo 18 è stato abolito.
Ricordate quando disse che le pensioni non sarebbero state toccate? Ebbene il risultato è che le pensioni sono state modificate e per questo fatto ci sono più di 300 mila esodati.
Niente aumenti di tasse e poi  aumento delle tasse indirette (IVA e Accise, con Iva sulle Accise) proprio quelle che penalizzano di più i consumi, provocando aumento di prezzi a fronte di salari che restano invariati, o diminuiscono, e di una massa di salariati che diminuisce.
Per L' Iva ha poi avuto il coraggio di affermare ''Abbiamo dimezzato l' aumento dell' Iva''. Ma va!
SuperMario proclama: ''Lotta alla corruzione'', poi cancella il reato di concussione per induzione.
 Se tanto mi da tanto Monti privatizzerà la Sanità e introdurrà nuove tasse per finanziare il SSN.
Forse per salvare la Sanità pubblica, risolvere il problema esodati, ridare i soldi per i disabili, per gli ammalati di Sla, rilanciare l' economia basterebbe cassare l' acquisto degli F35.

da informazione senza filtro

Dossier F35 Italia: 10 punti per la verità

10 punti per capire da chi è partito, chi ci guadagna e perchè non dovremmo acquistarli


InvestireOggi è lieta di presentare il primo dei suoi Dossier sulla vicenda del coinvolgimento dell’Italia nella progettazione, nella produzione e nell’acquisto di cacciabombardieri statunitensi F-35. Questo Dossier è il frutto del lavoro collegiale di diversi autori ed esperti della Redazione di InvestireOggi.it.
Chiediamo a tutti voi lettori di diffondere questo Dossier nei modi a ciascuno più congeniali, dalla condivisione sui social network come Facebook e Twitter e sino al passaparola.

I 10 PUNTI DEL DOSSIER F-35

- F-35: inizio della storia. Chi decise di comprare
Perchè proprio gli F35 americani? Ecco i motivi dichiarati
F35: Un progetto fallimentare e pieno di problemi
L’Italia potrebbe sottrarsi all’acquisto degli F35?
Gli sviluppi del governo Monti sugli F35: il gioco delle 3 carte
30.000 militari di carriera da riposizionare in 20 anni: F35 salvi
Tutti i rischi dell’operazione F35: – lavoro, + armi
I costi della difesa italiana: 23 miliardi di euro, F35 esclusi
Partiti politici: la mappa dei pro e dei contro gli F35
Le reazioni di cittadini e società civile: il fronte del No F35

Fonte articolo


Caccia F35 nel carrello Italia
costano 127 mln $, non 80

Caccia F35 nel carrello Italia <br />costano 127 mln $, non 80
Succede che l’Italia sta per mettere i primi caccia F35 nel carrello e lo scontrino fa sapere che la spesa è più alta del previsto: 127 milioni di dollari (99 milioni di euro) ad esemplare rispetto agli 80 milioni di dollari (62 milioni di euro) annunciati.
A spiegarlo è il Segretario generale della Difesa, il generale Claudio Debertolis, in un’intervista al giornale Analisi Difesa. La versione più sofisticata dei caccia (nome in codice Joint Strike Fighter, i più costosi della storia) costerà invece 137 milioni di dollari, ovvero 106 milioni di euro circa.
Stando a quanto spiega Debertolis il costo di produzione dei caccia dovrebbe diminuire a partire dal 2017: 90,6 milioni di dollari per la versione A e 118 circa per il modello più avanzato.
Il prezzo dovrebbe essere ancora ridotto, sempre secondo il Segretario generale della Difesa, a 60 milioni di dollari superata la soglia di produzione dell’esemplare numero 55 su un totale di 90 previsti.
Il debutto del primo F35A è previsto per marzo 2016 alla base di Amendola dell’Aeronautica Militare, mentre il primo caccia F35 versione B comincerà a volare dalla seconda metà del 2018 alla base di Grottaglie.
Già da metà del 2015 però i primi tre esemplari su 60 saranno mandati al centro di addestramento per i piloti negli Stati Uniti.

martedì 27 novembre 2012

L’ACCETTA DEL GOVERNO SULLE PENSIONI NON SUPERA IL VAGLIO COSTITUZIONALE

L’ACCETTA DEL
GOVERNO
SULLE PENSIONI
NON SUPERA
IL VAGLIO
COSTITUZIONALE

Per quanto riguarda il ticket del 5 e 10%, appare del tutto verosimile reputare che, una volta portata la giusta norma all’attenzione della Corte Costituzionale, quest’ultima non potrà che dichiararne l’illegittimità, traendo le dovute conseguenze del ragionamento svolto nella sentenza n. 241/2012. Altrettanto vessatorio, anche se in modo più subdolo, si rivela il blocco della perequazione in relazione agli anni 2012-2013

di Avv. Prof. Ugo Minneci
e di Avv. Sabina Mantovani


E’

E’ noto che, nell’ambito degli interventi alluvionali adottati dal governo per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, i pensionati pubblici e privati hanno costituito un bersaglio privilegiato (per non dire abusato).  In particolare, vengono all’attenzione due misure alquanto odiose: da un lato, quella di cui all’art. 18 comma 22 bis del decreto legge 6 Luglio 2011 n. 98 che prevede, a decorrere dal 1 agosto 2011 sino al 31 dicembre 2014, in relazione ai trattamenti pensionistici corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie di ammontare superiore a euro 90.000 lordi annui, un contributo di perequazione pari al 5% della parte eccedente il predetto importo fino a euro 150.000,  nonché pari al 10% della parte eccedente i 150.000 euro; dall’altro, il blocco della perequazione in relazione agli anni 2012-2013 per i trattamenti pensionistici di importo complessivo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS (euro 1.405,05), sancito dall’art. 24 comma 25 del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201 (convertito nella legge 22 dicembre 2011 n. 214).

Ora, il ticket del 5%, pur essendo ancora formalmente in vigore, risulta nella sostanza già bocciato dalla Corte Costituzionale con la sentenza  n. 241/2012. Lungi dall’essere un fulmine a ciel sereno, tale pronuncia  si pone su di una linea di continuità con un (di poco) precedente dictum (sentenza n. 223/2012), mediante il quale la Corte Costituzionale, pur riconoscendo, che “l’eccezionalità della situazione economica che lo Stato deve affrontare è …suscettibile… di consentire al legislatore anche il ricorso a strumenti eccezionali nel difficile compito di contemperare il soddisfacimento degli interessi finanziari e di garantire i servizi e la protezione di cui tutti i cittadini necessitano”, ha tuttavia lanciato il monito che “è compito dello Stato garantire, anche in queste condizioni il rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale, il quale certo non è indifferente alla realtà economica e finanziaria ma con altrettanta certezza non può consentire deroghe al principio di uguaglianza sul quale è fondato l’ordinamento Costituzionale”. Facendo propria tale premessa, la Corte Costituzionale ha riconosciuto la natura tributaria del ticket del 5%, in quanto integrante una decurtazione patrimoniale definitiva del trattamento pensionistico con acquisizione al bilancio statale del relativo ammontare. E, in ragione di ciò ha sottolineato come esso risulti porsi in evidente contrasto con gli articoli 3 e 53 della Costituzione, non andando a colpire l’universalità dei soggetti con uguale capacità contributiva, ma finendo per gravare  in modo del tutto irragionevole soltanto su taluni, ossia i pensionati, costituenti tra l’altro la parte più debole e vulnerabile (anche perché non contrattualizzata) dei cittadini.

Se oggi tale contributo deve ritenersi ancora in vigore è soltanto perché la Corte Costituzionale non ha potuto abrogare la norma costitutiva del medesimo in quanto non ha formato oggetto di specifica impugnazione da parte del remittente. Appare tuttavia del tutto verosimile reputare che, una volta portata la giusta norma all’attenzione della Corte Costituzionale, quest’ultima non potrà che dichiararne l’illegittimità, traendo le dovute conseguenze del ragionamento svolto nella sentenza n. 241/2012.  

Altrettanto vessatorio, anche se in modo più subdolo, si rivela il blocco della perequazione in relazione agli anni 2012-2013. E’ vero che, in una recente decisione (n. 316 del 2010), incentrata sul blocco (riconosciuto legittimo) delle perequazioni per l’anno 2008 in ordine ai trattamenti superiori otto volte a quello minimo sancito dall’art. 1, comma 19 della l. 24 dicembre 2007, n. 247, il Giudice delle leggi ha affermato che dal dettato costituzionale, e in particolare dal disposto dell’art. 38 Cost., non può farsi discendere come conseguenza ineluttabile quella dell’adeguamento con cadenza annuale di tutti i trattamenti pensionistici: e ciò “soprattutto ove si consideri che le pensioni incise dalla norma impugnata, per il loro importo elevato, presentano margini di resistenza all’erosione determinata dal fenomeno inflattivo”.

Ma è altrettanto indiscutibile che, nella medesima pronuncia, la Corte Costituzionale non ha potuto fare a meno di richiamare l’attenzione sul rischio che “la frequente reiterazione di misure intese a paralizzare il meccanismo perequativo esponga il sistema di evidenti tensioni con gli invalicabili principi di ragionevolezza e proporzionalità, perché le pensioni, sia pure di maggiore consistenza, potrebbero non essere sufficientemente difese in relazione ai mutamenti di acquisto della moneta”. E proprio alla luce di ciò, non può sfuggire come il pericolo appena paventato si riveli più che concreto rispetto a quanto previsto dal già ricordato art. 24 comma 25 del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201l. Basti al riguardo osservare che il blocco per gli anni 2012 e 2013 non soltanto interviene a distanza di neppure cinque anni da quello precedente, ma concerne trattamenti di importo più contenuto (in quanto superiore soltanto tre volte a quello minimo). Se poi si considera da un lato che il ricorso allo strumento in discorso non appare oggi sorretto da precise ragioni di carattere solidaristico (come invece accadde nel caso precedente, allorquando il blocco della perequazione servì a compensare l’eliminazione dell’innalzamento repentino a sessanta anni dell’età minima prevista per l’accesso alla pensione di anzianità), dall’altro che i soggetti interessati devono comunque fare i conti con l’inasprimento della pressione fiscale, il cui peso è stato portato al limite (o forse già oltre quello) della tollerabilità, non sembra pertanto azzardato ipotizzare l’illegittimità costituzionale anche  dell’art. 24 comma 25 del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201  per violazione degli articoli 36 e 38 Cost., nonché per contrarietà al principio di ragionevolezza di cui all’art. 3 Cost.