Sky, Milano contro Roma: la guerra tra i sindacati 

dei giornalisti rischia di finire in tribunale

Causa impegni elettorali, vertici a Palazzo Chigi, cene al Colle e fettuccine da Checco Er Carrettiere, in questi ultimi giorni mi sono tenuto lontano dalle beghe di Sky Italia. Niente glicine, niente Salaria, niente jene. Ma poi mi chiamano, accade qualcosa: così indosso l'impermeabile a maniche corte e il costumino leopardato e vado in missione segretacercando di capire come si evolve pasticciaccio brutto di via Salaria.
Mi riferisco all'accordo tra il Cdr di Skytg24 e giornalisti, votato a maggioranza, che riduce gli stipendi dei cronisti per assumere 13+1 precari (dove il +1 è una specie di rotazione). L'accordo aveva provocato non pochi mal di pancia tra i giornalisti, e non solo di Sky, perchécrea un precedente pericoloso che potrebbe ledere non solo i diritti acquisiti dei lavoratori, ma forse anche la stessa libertà di stampa.
Ricordo che parliamo di un'azienda privata che gode di ottima salute, nulla a che vedere con tagli dovuti alla crisi o al risparmio di denaro pubblico. Perché, allora, scaricare sui lavoratori il costo della regolarizzazione dei precari?
Il Presidente dell'Associazione lombarda dei giornalisti ha scritto una lettera per far presente che l'accordo viola i loro diritti. Ricorda che è impossibile decurtare lo stipendio ad un lavoratore senza il suo consenso, a norma di legge. Giovanni Negri dichiara anche apertamente che l'accordo a suo parere non è legittimo e mette a disposizione dei colleghi di Sky l'ufficio legale di Alg, il sindacato regionale.
Il dipartimento sindacale della Fnsi si era già apertamente schierato con i giornalisti, mentre Stampa romana, la cellula sindacale della capitale, aveva preso una posizione molto diversa.
Perché mai posizioni cosi differenti per i giornalisti di Milano e di Roma, con la rappresentanza lombarda che offre addirittura sostegno legale ai colleghi giornalisti contro l'accordo considerato illegittimo, e Stampa romana che invece lo appoggia apertamente?
Nei corridoi di Sky ne raccontano di tutti i colori, i cronisti, molti dei quali con la bava alla bocca. Parlano di interessi personali, strani incroci di amicizie, affetti, rendiconti personali. In effetti qui siamo di fronte a dei fatti strani, troppo divaricate le posizioni, curiosa questa spaccatura in un sindacato che dovrebbe avere le idee chiare su cosa fare. Ma in Italia, si sa, tutto è relativo, anche il sindacato.