martedì 5 agosto 2014

Due attentati in poche ore a Gerusalemme torna l’incubo del terrorismo

Due attentati in poche ore a Gerusalemme torna l’incubo del terrorismo (VANNA VANNUCCINI).

Una ruspa travolge un passante nel quartiere degli ortodossi Raid sui civili in fuga nella Striscia. Ma si torna a parlare di tregua.
GERUSALEMME – È SUCCESSO a pochi metri da una strada di grande traffico che delimita il (non più esistente) confine tra Gerusalemme ovest da Gerusalemme est, all’incrocio con Schmuel Hanavi, un quartiere povero abitato per lo più da ebrei ortodossi. Un poliziotto, poi aiutato da un altro che passava per caso di lì, ha sparato al conducente della scavatrice e lo ha ucciso. Quattro persone, tra cui l’autista del bus, sono rimaste leggermente ferite. «Grazie alla prontezza dell’agente è stata evitata una tragedia», ha detto
il capo della polizia. Sul posto sono accorsi immediatamente migliaia di haredim. Tre metri più in là giaceva il corpo del 31enne Mohammed Neyaf Jaavis, già noto alla polizia per precedenti penali.
Una mano scura fuoriusciva dal telo che ricopriva il corpo. Tra gli haredim, una ragazzina spaventata: «Quell’uomo cercava di ammazzare tanti ebrei, ma nel bus c’era solo l’autista ed era arabo».
Un’ora dopo l’altro episodio. Vicino all’Università ebraica a Monte Scopus un uomo con una maglietta nera si è avvicinato a un soldato che presidiava il luogo dove gli studenti fanno l’autostop e gli ha sparato al petto per poi dileguarsi a bordo di una moto. Un poliziotto di guarda gli ha sparato, ma senza raggiungerlo. Immediatamente è cominciata una caccia all’uomo con grande dispiego di macchine sfreccianti, sirene, blocchi stradali e poliziotti in tenuta d’assalto, che si è concentrata in due quartieri di Gerusalemme Est, Jabel Mukaber e Wadi Joz: nel primo viveva Jaavis, nel secondo è stata vista eclissarsi la moto fuggita da Monte Scopus.
Erano passati sei anni dagli ultimi episodi di terrorismo a Gerusalemme: nel 2008 un bulldozer guidato da un palestinese si era schiantato contro un bus su Jaffa Street facendo tre morti e un altro pochi giorni dopo aveva investito cinque macchine ferendo una ventina di persone. La città da allora era rimasta calma, anche se a Gerusalemme Est la tensione era ricominciata dopo che il sedicenne Mohammed Abu Khdeir era stato bruciato vivo da tre estremisti ed è diventata sempre più percettibile da quando ogni sera la gente vede (sulle tv arabe, non su quella israeliana che le censura) le immagini della distruzione di Gaza. «Inonderemo Gerusalemme di polizia», ha promesso il capo della polizia Yossi Parienti. «Stiamo aumentano le nostre forze e restituiremo la sicurezza alla città».
Ma la guerra a Gaza continua, benché in serata, secondo Haaretz , Israele abbia accettato la proposta egiziana per un cessate- il-fuoco di 72 ore. Un portavoce militare israeliano ieri ha ribadito che l’operazione di distruzione dei tunnel è quasi completata, ma che la campagna contro Hamas prosegue. Una bambina di 8 anni è stata uccisa e 15 persone ferite a Gaza City. Human Rights Watch ha accusato l’esercito israeliano di aver ucciso civili in fuga da Khouza verso Khan Younis, in totale violazione del diritto internazionale. In un altro bombardamento mirato è stato ucciso un comandante della Jihad islamica, Daniel Mansour. Dopo l’uccisione a Gaza di un operatore umanitario britannico, il premier Cameron ha detto che la Gran Bretagna rivedrà tutte le licenze di esportazione di armi a Israele. E dure parole sono arrivate perfino da un alleato stretto di Israele, il ministro degli Esteri francese Fabius: «Il diritto alla sicurezza non giustifica il massacro di civili e di bambini».
Da La Repubblica del 05/08/2014.

Nessun commento:

Posta un commento