mercoledì 6 agosto 2014

L’AMACA del 06/08/2014

L’AMACA del 06/08/2014 (Michele Serra).

Lo streaming è ridicolo e spesso umiliante per chi deve subire la diffusione globale dei suoi “uuuhm”, “eeehm” e delle altre parole biascicate e frasi insensate che sono l’inevitabile fuffa di ogni riunione politica. Ma il sedicente “patto del Nazareno” è nefasto per le ragioni opposte: la sua segretezza conferisce agli stessi “uuuhm” e “eeehm” un significato losco e diabolico; autorizza a supporre patti inconfessabili in pubblico, do ut des impropri, promesse sottobanco. Non si capisce per quale sciagurata congiuntura sia così difficile affidare le trattative politiche — specie quelle di peso istituzionale — a una equilibrata via di mezzo: il buon vecchio “carta canta”, un paio di paginette scritte firmate da entrambe le parti e affisse, con chiodi e martello, sulla porta del Palazzo, che tutti possano leggerle, e controllare se alle parole sono poi seguiti i fatti, e se qualcuno abbia fatto il furbo.
Un buon editing avrà aiutato le parti a stendere il documento in bella copia, levando gli uuuhm e gli eeehm, e il passaggio dalla parola parlata alla parola scritta avrà dato solennità e intensità all’accordo raggiunto.
Il governo Renzi se la gioca sul piano dell’innovazione o perlomeno della novità, ed è questa — tra l’altro — la sua sola vera carta vincente. Ma niente è più stantio della politichetta nelle stanzette chiuse, secretata per poche ore e poi, inevitabilmente, in balia delle confidenze trafugate dai cronisti, dei pissi pissi sulle terrazze, della eterna ciancia romana.
Da La Repubblica del 06/08/2014.

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