venerdì 30 gennaio 2015

Atene, la Borsa e Schulz fanno rifiatare Tsipras

Atene, la Borsa e Schulz fanno rifiatare Tsipras (Cosimo Caridi).

TsiprasGIORNATA DI TREGUA SUI MERCATI. IL PRESIDENTE DELL’EUROPARLAMENTO RAPPRESENTA LA LINEA MORBIDA. MA OGGI ARRIVA DIJSSELBLOEM (EUROGRUPPO).
Inizia oggi il vero dialogo tra il governo della sinistra radicale greca e gli emissari della Troika. Ieri Martin Schulz, presidente dell’Europarlamento (istituzione che non appartiene alla Troika Ue-Fmi-Bce) ha incontrato il neo premier Alexis Tsipras (che martedì a Roma vedrà Renzi). Una visita di cortesia, con la chiara intenzione di testare il terreno per l’arrivo, previsto per questa mattina, di Jeroen Dijsselbloem presidente dell’Eurogruppo, coordinamento dei ministri dell’Economia della zona-euro. Che la Grecia rimanga nella moneta unica non sembra nemmeno più in discussione, sul come questo avverrà, invece, ci sarà da negoziare.   NELLA PRIMA PARTE della campagna elettorale, Tsipras ha usato toni forti contro l’euro, che si sono ammorbiditi nel corso delle settimane, anche grazie l’arrivo al fianco del leader di Syriza di Yannis Varoufakis, ministro delle Finanze e teorico della rinegoziazione del debito.
Dopo l’incontro di ieri Schulz ha lanciato un segno distensivo: “Il governo greco è pronto ad aprire un dialogo con i suoi partner e io ne sono contento”. Conciliante, ma non troppo, la risposta di Tsipras: “La Grecia ha un progetto di grandi riforme e non vuole insistere nell’errore dell’austerità” sottolineando che Atene vuole trattare con l’Ue e non far saltare il banco: “coloro che puntano al contrario molto presto saranno smentiti”.   In un’intervista pubblicata dal giornale francese Le Figaro Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, ha rivelato dei primi contatti con Tsipras: “Mi ha detto che non si vedeva come un pericolo, ma come una sfida per l’Europa. Allora ho risposto che l’Europa non è un pericolo per la Grecia, ma una sfida”. Il bastone e la carota. “Cancellare il debito della Grecia – ribadisce Juncker – è escluso. Gli altri Paesi della zona euro non lo accetterebbero. Rispettiamo il suffragio universale in Grecia, ma la Grecia deve anche rispettare gli altri, le opinioni pubbliche e i parlamentari del resto dell’Europa. Accordi sono possibili, ma non cambieranno fondamentalmente ciò che è già messo in atto”.  Ammonimenti verbali che non hanno spaventato la borsa. Ieri Atene ha chiuso in attivo +3,1 per cento, dopo tre sedute negative consecutive in cui aveva perso il 16 per cento. Ritornano in positivo anche le maggiori banche elleniche: +14% Eurobank, +19,93% Alpha Bank, +12,57 Nbg, +5,42 Bank of Piraeus . Un rimbalzo dopo i crolli post elettorali che avevano bruciato 10 miliardi di capitalizzazione, il 40 per cento del totale. Risale anche del 7,43% Ppc, compagnia elettrica nazionale, che mercoledì, dopo lo stop alla privatizzazione deciso dal governo, aveva registrato un pesante -13%. Il quotidiano spagnolo El Pais racconta di prelievi massici di contante agli sportelli bancomat greci. Secondo i calcoli della testata madrilena, nel solo dicembre 2014 i correntisti greci hanno prelevato 3miliardi di euro. Dal 19 al 23 gennaio il prelievo è stato maggiore che nel maggio del 2012, quando il default sembrava inevitabile. La Spagna guarda attentamente ad Atene per la crescita dei consensi di Podemos, partito politico ‘gemello’ di Syriza, che secondo i sondaggi, sarebbe già la prima forza politica della penisola iberica. A fine anno la Spagna andrà alle urne e la Grecia di Tsipras potrebbe diventare l’esempio da seguire per rinegoziare il debito con Bruxelles e Berlino.   PER PASSARE l’inverno il governo di Tsipras, oltre a mettere in campo alcune delle riforme promesse per mantenere il consenso (la più immediata: reintegro di 3500 statali licenziati con l’austerità),dovràtrovarelaliquidità per onorare gli impegni presi con la Troika. Il debito greco ammonta a oltre 320 miliardi di euro, il 177 per cento del Pil. Prima scadenza fine febbraio, con lo scadere del prolungamento di due mesi concessi sul piano di salvataggio. Per il solo 2015 la Grecia deve restituire 11 miliardi di Euro al Fondo monetario internazionale e altri 6 alla Banca Centrale Europea. In questa settimana si è accentuata “l’inversione della curva” dei bond, i titoli triennali hanno tassi di rendimento più alti di quelli decennali, a indicare come per il mercato aumentino le probabilità di un default imminente. La Russia prova ad approfittarne, nel suo contenzioso geopolitico con l’Europa. Il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov ha detto ieri che Atene non ha ancora chiesto aiuto a Mosca, ma “se lo facesse prenderemmo sicuramente in considerazione la richiesta”. Bruxelles è avvertita.
Da Il Fatto Quotidiano del 30/01/2015.

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