sabato 31 gennaio 2015

Sciopero dei bancari 30 mila in piazza e sportelli chiusi

Sciopero dei bancari 30 mila in piazza e sportelli chiusi.

Sciopero
LA PROTESTA/MANIFESTAZIONI PER IL NUOVO CONTRATTO.
MILANO – Circa 30 mila manifestanti in quattro città e la chiusura di oltre il 95% degli sportelli — fonte sindacale — hanno decretato il grande successo dello sciopero nazionale dei bancari, indetto dalle otto sigle di categoria. Sul piatto, il rinnovo del contratto. «Se l’Abi continua così bisognerà coinvolgere il governo — ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, nel corso del comizio a Milano — e noi come Cgil, Cisl e Uil lo faremo, senza divisioni: siamo in piazza, siamo in tanti e torneremo, perché il contratto è il nostro obiettivo». Manifestazioni si sono tenute in quattro città: Ravenna, Roma e Palermo, oltre che Milano.
«Se nelle prossime due settimane l’Abi non cambia atteggiamento, unitariamente proclameremo un ulteriore sciopero della categoria», ha detto nel corso del suo intervento a Ravenna Agostino Megale, segretario generale della Fisac Cgil.
«Abbiamo la sensazione che l’Abi non esista — ha dichiarato Lando Sileoni, segretario generale della Fabi — si comporta come Ponzio Pilato, non affronta i problemi e se ne lava le mani. Unicredit — ha detto ancora — spinge per avere un contratto aziendale di gruppo». La «frantumazione aziendale non è la risposta», gli ha fatto eco la Camusso, mentre secondo Massimo Masi, segretario generale Uilca, «il grande successo dello sciopero dei bancari dimostra, ancora una volta, che il disegno dell’Abi di destrutturare il contratto è fallito ».
Dal canto suo l’Associazione delle banche italiane con un comunicato ha precisato che «in questa situazione di forte pressione sui ricavi, ulteriori aumenti del costo del lavoro, specie con inflazione e tassi prossimi allo zero, non sono sostenibili per il settore». Da parte sua l’Associazione di Palazzo Altieri si è detta pronta a riaprire il tavolo delle trattative, purché il confronto sia breve. «La data del 31 marzo — ha scritto l’Abi in una nota — indica una scadenza chiara e netta, oltre la quale è prevista inevitabilmente la disapplicazione del contratto» Inoltre l’Abi è tornata a correggere la Camusso sul guadagno medio dei banchieri italiani, che non è di 3,7 milioni di euro l’anno ma, per i soli ad, in media 703 mila euro. Secondo Megale quei dati «riguardavano i primi cinque grandi gruppi». «Il nostro lavoro non è come un derivato bancario abbiamo diritto al rispetto anche se abbiamo appreso che questo governo» non lo fa, ha detto ancora la Camusso, che è tornata a criticare il decreto sulle popolari («Credo che per il bene del paese sia bene cambiare quel decreto»).
Da La Repubblica del 31/01/2015.

Nessun commento:

Posta un commento