giovedì 29 gennaio 2015

SENZA ACCORDO TORNANO IN CAMPO GLI EX SEGRETARI

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SENZA ACCORDO TORNANO IN CAMPO GLI EX SEGRETARI (Marcello Sorgi)

Appesa al braccio di ferro tra Renzi e Berlusconi che anche ieri non sono riusciti a trovare un’intesa, la trattativa per il Quirinale ha visto precipitare ieri le azioni di due candidati molto forti in partenza: Giuliano Amato e Sergio Mattarella. Sul primo c’è il «no» diRenzi e di larga parte dei gruppi parlamentari del Pd, che pur riconoscendo le qualità dell’ex presidente del consiglio non lo voterebbero, anche perché è il primo della lista del centrodestra. Sul secondo è arrivato il preannunciato «no» dell’ex- Cavaliere, che teme che l’ex-vicepresidente del Consiglio, oggi giudice costituzionale, possa trasformarsi in una specie di Scalfaro-bis, l’ipotesi più temuta dal leader di Forza Italia.
Sia Berlusconi, sia i berlusconiani, dopo la fumata nera a Palazzo Chigi con Renzi, si sono affrettati adire che il metodo del «patto del Nazareno», e dunque la disponibilità a convergere su un altro nome, per loro restano in piedi: un nuovo appuntamento è fissato per stamane e gli uomini più vicini a Renzi si augurano che l’ex-Cavaliere ci ripensi, magari accettando oggi chi ha rifiutato ieri. Altrimenti la trattativa si riaprirà e torneranno in ballo gli ex-leader del Pd, esclusi dai «no» preventivi di tutto il centrodestra più la Lega (che propone Vittorio Feltri), ma quirinabili nella prospettiva, più rischiosa, che il centrosinistra provi a eleggere il Presidente con i propri voti e con chi ci sta, ma senza quelli del centrodestra. La lista è lunga: Fassino, Veltroni, Franceschini e Bersani sono i principali, ma ognuno di loro ha i propri atout e handicap. Il rischio di vederli salire e scendere nelle votazioni dalla quarta in poi, mentre i parlamentari Democrat si dividono, è forte. E prima di mettere in pista uno degli ex-segretari, Renzi dovrebbe fare i conti con l’ipotesi Prodi, accantonata senza discussioni prima dell’inizio della corsa e riproposta nelle (tardive) Quirinarie del Movimento 5 stelle.
Infine, se anche stamane Renzi e Berlusconi non si accordano, si fa più forte l’eventualità della cosiddetta «renzata»: il colpo a sorpresa del premier (Cantone, Grasso?) che potrebbe far pentire l’ex-Cavaliere di non aver chiuso subito sul nome di Mattarella. 
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