giovedì 26 febbraio 2015

Colella, il giudice prima assolve Renzi e poi viene promosso

Colella, il giudice prima assolve Renzi e poi viene promosso (Thomas Mackinson).

Giudice promosso
IL PREMIER RATIFICA LA NOMINA ALLA CORTE DEI CONTI DEL MAGISTRATO CHE LO HA GIUDICATO SUI PORTABORSE.
Il giudice firma la sua assoluzione in appello, Renzi la sua nomina a capo della Corte dei conti. In estrema sintesi, è andata così. Sei giorni dopo la pubblicazione della sentenza che ha definitivamente assolto il presidente del Consiglio per la vicenda dei portaborse assunti in Provincia, il governo, su proposta dello stesso Renzi e per decreto, ha ratificato la nomina del magistrato che presiedeva il collegio giudicante a Procuratore generale della Corte dei conti.   Si tratta di Martino Colella, classe 1945, magistrato napoletano di lungo corso a un passo dalla pensione. La sua promozione è arrivata neanche una settimana dopo il deposito della sentenza della I Sezione centrale d’appello di Roma, avvenuto il 4 febbraio, che sollevava il premier da ogni responsabilità sulla vicenda degli incarichi dirigenziali conferiti, senza concorso né laurea, al personale di staff della sua segreteria che era costata a Renzi due condanne per danno erariale.
Non è un dettaglio. Proprio Colella ha firmato, insieme a quattro magistrati, l’assoluzione che il 7 febbraio ha provocato l’esultanza del diretto interessato (“La verità è ristabilita”) e non poche perplessità nel mondo del diritto, giacché le motivazioni sono ricondotte al fatto che era un “non addetto ai lavori” e quindi poteva non percepire l’illegittimità degli atti che autorizzava. Di singolare non c’è solo una pronuncia che, come rilevato da più parti, rischia di spalancare le porte a un sistema diffuso di elusione della responsabilità erariale, mandando assolti i tanti politici “non addetti ai lavori”.   IL PUNTO è che il giudice che presiedeva il collegio che a metà dicembre,incameradiconsiglio, ha deciso il proscioglimento dell’imputato Renzi, è lo stesso che un mese e mezzo dopo il presidente Renzi ha nominato Pg della Corte, cioè capo di coloro che debbono indagare se sussistono ipotesi di danno erariale. La sentenza è stata depositata il 4 febbraio e la nomina è stata ratificata il 10, a margine del Cdm numero 49. “Su proposta del presidente del Consiglio Matteo Renzi”, si legge nei documenti della riunione, vengono nominati un presidente aggiunto e il capo della Procura generale della Corte dei conti, con decorrenza a partire dal 25 marzo 2015. Il primo è Arturo Martucci di Scarfizzi. Il secondo è, appunto, Martino Colella. L’indicazione, a onor del vero, era stata avanzata il 13 gennaio dal Consiglio di presidenza della Corte dei conti che ha deliberato all’unanimità e trasmesso i nominativi a Palazzo Chigi. L’interessato, contattato dal Fatto, si dice certo che le due vicende siano distinte. “La Presidenza del Consiglio riceve la delibera e la formalizza”, spiega Colella, che rivendica un cv di prima grandezza sugli altri sei presidenti di sezione in corsa: “Sono stato il più giovane vincitore del concorso per l’Avvocatura di Stato, ho vinto quello d’ingresso alla Corte a soli 26 anni . Dopo il terremoto de L’Aquila ho ricostruito e riorganizzato la sezione, sono presidente d’appello da oltre due anni e nel 2014 ho redatto e sottoscritto 115 sentenze. Renzi non l’ho mai visto né sentito”. Di più, Colella giura di non aver ricevuto affatto regali dall’attuale governo, anzi: “L’incarico che mi danno, grazie a questo governo, non comporta alcun guadagno aggiuntivo perché il mio stipendio è già al tetto dei 240 mila euro lordi l’anno. Dovrò anzi restituirne 20 mila. Sempre grazie a questo governo, poi, andrò in pensione il 31 dicembre prossimo rinunciando ai migliori anni della carriera”. Proprio così, l’altro aspetto curioso della vicenda è che il nuovo incarico durerà soltanto nove mesi e mezzo.  Sia come sia, le domande restano tutte: tra 600 magistrati contabili, possibile che sia stato scelto proprio quello che ha presieduto il collegio che un mese e mezzo prima ha mandato assolto il premier? Potevano ignorarlo i consiglieri della Corte? Proviamo dall’altra parte: poteva non sapere Renzi che stava ratificando la nomina del suo giudice a Berlino? Proprio alla luce delle motivazioni della sentenza vergate dal collegio di Colella si direbbe che sì, tutto è possibile. Così come non si era accorto di aver firmato delle nomine illegittime di portaborse, perché in fondo non era un addetto ai lavori, è possibile che non si sia accorto di aver promosso il giudice che lo ha assolto. Renzi, presidente di Provincia e del Consiglio. Ma sempre a sua insaputa.
Da Il Fatto Quotidiano del 26/02/2015.

Nessun commento:

Posta un commento