mercoledì 25 febbraio 2015

COSÌ RENZI HA ASFALTATO LE POLITICHE AMBIENTALI

COSÌ RENZI HA ASFALTATO LE POLITICHE AMBIENTALI (Francesco Casula).
Natangelo
TRIVELLAZIONI, LIVELLI DI SCARICHI IN MARE, NUOVI INCENERITORI IL GOVERNO HA FATTO CARTA STRACCIA DI 20 ANNI DI BATTAGLIE.
Il 2014 è stato un anno nero durante il quale ambiente, salute ed economia verde sono state piegate alle esigenze di lobby” e “industria inquinante. Il Governo ha “messo in ginocchio ambiente, economia verde e salute in Italia”, come hanno più volte denunciato negli ultimi mesi i Verdi e i movimenti ambientalisti. All’indomani della sentenza Eternit che ha dichiarato prescritto il reato di disastro ambientale e annullato i risarcimenti per le vittime dell’amianto, nonostante i proclami del Governo non ci sono interventi legislativi in grado di colpire realmente quanti hanno danneggiato territori, lavoratori e cittadini. Anzi il nuovo decreto varato dall’esecutivo di Matteo Renzi ha persino depenalizzato i reati ambientali dall’abuso edilizio all’avvelenamento del suolo e del sottosuolo, dall’incendio di rifiuti agli scarichi industriali non autorizzati.
   INQUINAMENTO LEGALE. Con il decreto Ambiente il ministro Gian Luca Galletti ha innalzato i limiti di emissione per gli scarichi a mare di gradi industrie inquinanti proporzionandoli ai livelli di produzione. Più sarà alta la produzione meno restrittivi saranno i limiti. E anche nelle aree militari, come i depositi di carburante o i poligoni di tiro come quello di Quirra dove i terreni sono altamente inquinati da Ipa, benzene, metalli pesanti o anche da sostanze radioattive, il decreto Ambiente prevede valori limite fino a 500 volte meno restrittivi rispetto alle normative finora in vigore e facendo risparmiare così al ministero della difesa le spese per la bonifica e il risanamento ambientale.   SILENZIO ASSENSO.   Le agenzie di protezione ambientale avranno 45 giorni per verificare l’avvenuta bonifica dei siti da parte degli inquinatori, altrimenti il silenzio assenso garatntirà il salvacondotto legale.  ENERGIA PULITA CAMBIA VERSO. Sotto la presidenza del ministro dell’Ambiente Galletti, l’accordo raggiunto al termine dal vertice sui cambiamenti climatici ha previsto la riduzione del 30 percento di anidride carbonica fino al 2030: per l’ufficio europeo del Wwf “gli sforzi iniziali dell’Europa per combattere i cambiamenti climatici e far avanzare l’energia pulita, sono stati gettati via”. A questo si aggiunge anche il calo degli investimenti nella green economy che, secondo quanto riportano i Verdi riportando i dati diffusi da Bloomberg New Energy Finance, nel 2013 gli investimenti sulle rinnovabili in Italia sono scesi da 15,2 a 4,3 miliardi di dollari perdendo 50 mila posti di lavoro. Il decreto Ambiente ha inoltre messo in discussione anche grandi installazioni fotovoltaiche che avrebbero consentito di ridurre le spese di importazione di combustibili fossili di diversi miliardi di euro all’anno e salvare migliaia di vite umane.   CORSA A ORO NERO, CEMENTO E RIFIUTI. Con il decreto Sblocca Italia, il Governo ha autorizzato le trivellazioni in Basilicata, nel mar di Sicilia e nello Ionio prevedendo procedure semplificate per raddoppiare la produzione di petrolio in Italia lasciando intere regioni nei tentacoli delle lobby petrolifere. Inoltre quasi la metà dei circa 4 miliardi destinati alle grandi opere servirà per costruire strade e autostrade nonostante il consumo di suolo sia di 70 ettari al giorno: il terreno ricoperto dall’asfalto e reso fragile dal disboscamento e dall’erosione al primo acquazzone finisce per mandarci sott’acqua o franarci sotto i piedi. Ancora. La norma inserita nel decreto prevede un piano nazionale per la costruzione di inceneritori e nessun piano per la raccolta differenziata, recupero e riciclo dei rifiuti che avrebbe garantito oltre 10 mila nuovi posti di lavoro.  DEPENALIZZATI I REATI AMBIENTALI E CRESCITA SMOG.   Nessun inasprimento delle pene per colpire chi attenta all’ambiente e alla salute dato che il decreto legislativo approvato qualche settimana fa dispone la non punibilità per i reati con pene fino a cinque anni per “le modalità della condotta o per l’esiguità del danno o del pericolo, l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale”. Una norma che violerebbe il dettato europeo che al contrario impone di rafforzare la tutela penale dell’ambiente, ignorata dall’Italia che detiene già il recordeuropeo dell’illegalità ambientale. Infine nessun provvedimento per la lotta allo smog che provoca una danno ambientale enorme all’economia pari a 43 miliardi di euro ovvero 2,5 punti del Pil.   Per i Verdi, come denunciano Angelo Bonelli e Luana Zanella, coportavoci nazionali e firmatari di un circostanziato dossier, nel 2014 la crisi economica è stata utilizzata per emanare provvedimenti “pericolosi e aggressivi nei confronti dell’ambiente, dell’economia verde e della salute dei cittadini. Sollecitiamo al governo – dicono Bonelli e Zanella – un radicale cambio di rotta sulle politiche ambientali così non si aiuta l’economia e tanto meno il futuro delle generazioni presenti e future del nostro paese”.
Da Il Fatto Quotidiano del 25/02/2015.

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