mercoledì 25 febbraio 2015

Giustizia, la prima legge di Matteo: per punire i giudici

Giustizia, la prima legge di Matteo: per punire i giudici.

La prima legge punisce i giudiciMASSIMA PRIORITÀ.
MATTARELLA CHIEDE LEGALITÀ LORO VOTANO CONTRO I GIUDICI. PASSA A MONTECITORIO LA LEGGE SULLA RESPONSABILITÀ CIVILE DELLE TOGHE PRESENTI SOLO 379. I FAVOREVOLI SONO 265. 51 I CONTRARI. 63 GLI ASTENUTI (DI FI).
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ieri mattina era in visita (rigorosamente con mezzi pubblici) alla Scuola Superiore della Magistratura di Scandicci, a Firenze. Da quel pulpito il capo dello Stato ha ribadito come la magistratura nazionale debba recuperare efficienza. “Recupero necessario – ha chiarito – per rispondere efficacemente al bisogno di legalità fortemente avvertito nel Paese”. A quell’uditorio di futuri magistrati Mattarella ha anche chiarito come per lui debba intendersi il ruolo: “Un compito né di protagonista assoluto nel processo né di burocratico amministratore di giustizia”.
Ha citato, per rendere meglio il concetto, il monito di Piero Calamandrei: “Il pericolo maggiore che in una democrazia minaccia i giudici è quello dell’assuefazione, del l’indifferenza burocratica, dell’irresponsabilità anonima”. Poche ore più tardi, in un clima di assoluta serenità, il Parlamento della Repubblica approvava la nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati, senza correggere di una virgola la proposta arrivata da Palazzo Madama.   IL PUNTO più controverso riguarda la rimozione dell’udienza filtro che consentiva ai magistrati di scremare le cause contro le toghe che apparivano manifestamente infondate. Donatella Ferranti, del Pd, non nasconde che “l’applicazione della nuova legge andrà monitorata”. Che “bisognerà verificarne il funzionamento, in particolare per quanto riguarda il filtro di ammissibilità dei ricorsi” E chiarisce: “È nell’interesse dello Stato, visto che i ricorsi saranno presentati alla Presidenza del Consiglio”.   Per il resto all’opposizione restano solo i Cinque Stelle, che in Senato votarono il testo (“dopo assicurazioni della maggioranza sul suo miglioramento”) e che in aula parlano di gesto intimidatorio nei confronti dei magistrati. Alfonso Bonafede interviene: “La responsabilità civile del magistrato non è solo per le sentenze, ma anche per quei provvedimenti cautelari di carattere personale e reale”. Questa, aggiunge, “è una legge intimidatoria verso i magistrati, si crea una sorta di quarto grado di giudizio con la rivalsa nei confronti del magistrato”.   In aula gli ribatte il ministro della Giustizia Andrea Orlando (anche lui in mattinata a Scandicci con Mattarella e il vice presidente del Csm Giovanni Legnini): “Rifiuto l’argomento dell’intimidazione, quando si fanno leggi che servono a risarcire i cittadini. Stava in piedi un tipo di responsabilità per cui veniva chiamato in causa sempre lo Stato e mai il magistrato? Penso di no.”   MA ORLANDO apre anche a possibili modifiche: “Valuteremo con laicità gli effetti della norma, siamo disponibili a guardare concretamente e a eventualmente correggere alcuni punti che sono stati segnalati”. Attorno alle 22, la votazione finale. La legge passa con 265 voti favorevoli a fronte dei 51 no dei Cinque Stelle e dei 63 astenuti, i deputati di Lega Nord, Fi, Sel, Fdi e Alternativa Libera (gli ex M5S).

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