venerdì 27 febbraio 2015

INTERESSI DI CONFLITTO

INTERESSI DI CONFLITTO (Fabrizio D’esposito).

BerlusconiForse non è storica come la fatidica “discesa in campo” del biennio ’93-’94, ma la mossa di Silvio Berlusconi su Rai Way rappresenta una svolta perché ribalta la prospettiva del suo eterno conflitto d’interessi. Se per vent’anni il Caimano ha infatti usato la politica per proteggere le sue aziende dalla crisi, adesso è esattamente il contrario. L’ex Cavaliere condannato e detenuto ai servizi sociali ricorre al suo impero, tra Mediaset e Mondadori, per rimanere un attore protagonista della politica e tenere in piedi il Patto del Nazareno.
Altro, quindi, che fine del berlusconismo politico. Del resto, il capo del centrodestra non è mai stato “solo” un imprenditore. Per lui l’intreccio tra affari e politica è come il soffio vitale dei filosofi, sin dai tempi craxiani della Prima Repubblica (ne sa qualcosa il nuovo capo dello Stato, che nel 1990 si dimise dal governo Andreotti per non votare la fiducia alla legge Mammì che sanciva il “duopolio collusivo” Raiset).  Adesso, senza più un partito vero, senza più un seggio parlamentare, Berlusconi dimostra anche ai tanti “non vedenti” del centrosinistra che il conflitto d’interessi è la pietra angolare su cui poggiava e poggia ancora il Patto del Nazareno. Le “riforme” per lui sono minuzie. Il re è nudo, ma non c’entra il Bunga Bunga. Lenita, assorbita e curata la presunta ferita subìta sulla scelta di Sergio Mattarella per il Quirinale, l’ex Cavaliere, con le buone o con le cattive, vuole costringere il   premier e il governo a non stracciare la foto di gruppo del conflitto d’interessi (che comprende la riforma della Rai). In fondo, se diventa socio dello Stato in Ray Way, seppur di minoranza, come farebbe la politica ad agire contro una simile potenza di fuoco? Sarebbe un atto di cannibalismo. E poi le indiscrezioni della finanza riferiscono che le mosse di Mediaset non finiscono qui. In ballo, teoricamente, c’è sempre l’obiettivo Telecom per entrare nel business dello sviluppo della banda larga.   Berlusconi ha quasi 80 anni e sta sistemando l’impero per i figli. E lo sta facendo in prima persona, al massimo con l’ausilio di Fedele Confalonieri e Gianni Letta, i veri interlocutori della fase 2 del Nazareno. Sinora la risposta di Renzi non sono state le barricate, anche se qualche giornale amico ha salutato con entusiasmo nordcoreano i muscoli del premier che avrebbero addirittura “bloccato” l’operazione Rai Way. Volente o nolente, è qui che si parrà la nobilitate dell’uomo forte del Pd. Sembra strano, ma è così da vent’anni. Nella trattativa Stato-Mediaset, il Caimano non ha mai fatto sconti a nessuno.
Da Il Fatto Quotidiano del 27/02/2015.

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