sabato 28 febbraio 2015

Renzi, gelo con la sinistra “Riforme immodificabili” Cuperlo: ci stai ignorando

Renzi, gelo con la sinistra “Riforme immodificabili” Cuperlo: ci stai ignorando.

CuperloROMA – Secondo i renziani erano in duecento.
Cento al massimo, ribattono le minoranze. Come al solito la verità sta nel mezzo e stavolta Matteo Renzi non può rallegrarsene, visto che la riunione convocata di venerdì pomeriggio raccoglie un terzo dei parlamentari dem. «Abbiamo offerto un’occasione di confronto in più — ragiona il premier durante la segreteria che precede il summit — polemiche e lamentele sono incomprensibili. Ogni scusa è buona per attaccarmi». Poi, durante l’incontro, sostiene: «Forse ho sbagliato a mettere troppi temi, comunque a me piace ascoltare». E ancora: «È un pomeriggio utile e sto imparando tante cose». I suoi centurioni, nel frattempo, ribattono agli attacchi. «Non credo ci sia motivo per lamentarsi — sostiene Maria Elena Boschi — ma se uno preferisce non partecipare rispettiamo le sue scelte». E il vicesegretario Lorenzo Guerini: «Mi pare ci sia stato un eccesso di polemica, che a mio parere non è utile».
Se si escludono Francesco Boccia, Walter Tocci e il capogruppo Roberto Speranza, gli altri big dell’opposizione interna danno buca al premier.
Non ci sono Rosy Bindi, Stefano Fassina e Pippo Civati. Manca Pierluigi Bersani. «L’ex segretariosostiene che è finito il metodo Mattarella — attacca Ernesto Carbone — ma in realtà oggi è andato in scena esattamente quel metodo: Renzi ha ascoltato per ore i suoi parlamentari e si è confrontato». Non partecipa neanche Gianni Cuperlo, che però scrive al premier indicando sei priorità programmatiche. «Le idee non ci mancano, il problema è se uno le ascolta, sul jobs act sono state ignorate. In tre minuti riesco a risolvere dei quiz, non la riforma fiscale».
Non c’è tempo per parlare di fisco, il tema è rimandato al 9 marzo, ma il premier resta comunque più di cinque ore ad ascoltare i suoi gruppi. Ribadisce che martedì il consiglio dei ministri approverà i provvedimenti sulla scuola e promette un rapido intervento per regolare le coppie di fatto. Indica nel 10 maggio la probabile data delle Regionali (per i ballottaggi delle Comunali del 24-25 maggio l’unico problema, sostiene, è che coinciderebbero con una festività ebraica). È soprattutto su legge elettorale e la riforma costituzionale, però, che il segretario del Pd pronuncia una parola che sembra definitiva, nonostante l’avvertimento di Bersani: «Nei prossimi passaggi parlamentari i testi non si cambiano».
Da La Repubblica del 28/02/2015.

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