martedì 24 febbraio 2015

Responsabilità civile Priorità di governo

Responsabilità civile Priorità di governo (Wanda Marra).

AntigiudiciIL DDL PUÒ DIVENTARE LEGGE GIÀ OGGI A MONTECITORIO. SULLA GIUSTIZIA È UNO DEI PRIMI ATTI CHE È ANDATO SPEDITO. PER LE TOGHE È INCOSTITUZIONALE.
Stasera, al massimo domani mattina, la Camera approverà il ddl sulla responsabilità civile dei magistrati. Che così diventa legge. La grande riforma della giustizia annunciata dal governo Renzi è in gran parte ancora da scrivere. Soprattutto per quel che riguarda il penale, corruzione in primis. Ma questa è una priorità. Nonostante la contrarietà dei magistrati, che però si sono spaccati, hanno bocciato lo sciopero e adesso sperano in Mattarella. Renzi non ha fatto mistero sin dai primi mesi di governo di non considerare un tabù l’attacco alla magistratura. Finora, è stato un muro contro muro.  
IL PROVVEDIMENTO nel merito, prevede che non ci sarà più il filtro della stessa magistratura sui ricorsi contro le toghe; che anche il travisamento del fatto e delle prove potrà costituire colpa grave per i magistrati; che lo Stato deve rivalersi sulla toga entro due anni dal risarcimento, nella misura di due anni di stipendio (oggi è di due terzi). Il governo si è trincerato dietro le richieste dell’Europa: se questo provvedimento non diventa legge, il 28 febbraio la Commissione Ue multerà l’Italia per 53 milioni di euro. Una motivazione che l’ex pm di Mani Pulite, Pier Camillo Davigo smontava sul Corriere della Sera del 19 febbraio: la corte di giustizia esige solo di inserire “la violazione manifesta del diritto dell’Unione” tra le cause di colpa grave di cui i magistrati devono rispondere. E poi, Davigo definisce incostituzionale il provvedimento: senza il filtro, dice, si metterebbero giudici e pm a rischio di azioni presentate solo per creare condizioni di incompatibilità per liberarsi dal magistrato sgradito.   Ma il governo va diritto. Spiega il relatore, Danilo Leva, in minoranza (è l’ex responsabile Giustizia del Pd di Bersani) prestato alla maggioranza in nome del garantismo: “Il provvedimento è molto rigoroso: tutela l’autonomia e l’indipendenza della magistratura ma corregge la legge Vassalli nell’applicazione. Un dato: su 400 richieste di risarcimento solo 7 hanno tagliato il traguardo”. Per capire come andrà la nuova legge ci vorranno mesi di rodaggio: anche chi ha lavorato al provvedimento sa che le cause contro i magistrati potrebbero essere molte. Troppe, al punto da ingolfare la giustizia. Incognite rischiose: l’esecutivo dovrebbe rimettere mano alla norma. Per ora, Renzi è pronto a ironizzare su eventuali obiezioni (“come, non volete essere responsabili?”), come ha fatto sulle ferie, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario: “È ridicolo se hai un mese e mezzo di ferie e ti viene chiesto di rinunciare a qualche giorno, che la reazione sia che il premier ci vuole far crepare di lavoro”. La riduzione delle ferie è contenuta nel testo del provvedimento sul divorzio breve. Che però, per come è scritto, è un pasticcio: ovvero, non si capisce se le ferie sono davvero ridotte a 30 giorni, o restano 45. Renzi è pronto a mettere all’angolo le toghe su un’altra questione: con il decreto Pa, il governo ha portato l’età pensionabile da 75 a 70 anni. La magistratura, contraria, ha sperato che nel milleproroghe sarebbe stata spostata l’entrata in vigore (da fine 2015 a fine 2016). L’accusa al governo è di non bandire i concorsi e dunque di voler indebolire la giustizia. Renzi è pronto a incalzare i magistrati: “Ma come, non volete andare in pensione come gli altri?”   OLTRE alla responsabilità civile e al pasticcio ferie, sono stati varati una serie di provvedimenti, tutti molto contestati: l’autoriciclaggio (che però non si applica al godimento personale) e il 416 ter, sul voto di scambio elettorale politico-mafioso (troppo debole, secondo i pm). E poi, è legge la riforma del processo civile e la non punibilità dei reati per la particolare tenuità del fatto. Sul penale è tutto fermo. Il pacchetto anti-corruzione annunciato più volte non vede la luce: il falso in bilancio è in Commissione Giustizia al Senato, dove Forza Italia fa le barricate. La battaglia è sulle soglie di punibilità. Il governo potrebbe trovarsi a dover accettare un compromesso al ribasso. Tra l’altro, la situazione è talmente complicata, che lo stesso pacchetto è anche in Commissione alla Camera: se il Senato lo affossa, si riparte da lì. Dove però ci pensa Ncd a fare ostruzionismo: sulla prescrizione, la stessa Commissione non riesce ad andare lontano.
Da Il Fatto Quotidiano del 24/02/2015.

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