sabato 28 febbraio 2015

SALVINI, IL GIOVANE VECCHIO DAI TALK SHOW A ROMA LADRONA

SALVINI, IL GIOVANE VECCHIO DAI TALK SHOW A ROMA LADRONA (Fabrizio d’Esposito).

SalviniOGGI IN PIAZZA DEL POPOLO CON LA DESTRA NAZIONALISTA PER APPARIRE NUOVO. EPPURE IL PADANO PIÙ AMATO DALLE TV È IN POLITICA DA VENT’ANNI.
Matteo Salvini è un professionista  della politica da oltre un ventennio. Uno dei più anziani della Seconda Repubblica. Dal 1993 al 2012 è stato consigliere comunale a Milano, la sua città. Dal 2004 fa l’europarlamentare. Per due volte è stato eletto alla Camera, ma ha rinunciato per Strasburgo. Le poltrone gli danno da campare. Ha quasi 42 anni (il genetliaco cade il prossimo 9 marzo) e oggi pomeriggio arriva a Roma per un comizio in Piazza del Popolo. Salvini è “l’altro Matteo” della politica italiana. Esploso d’improvviso grazie ai talk-show televisivi e ai social network. Confidava la scorsa settimana Giancarlo Giorgetti a un gruppetto di amici alla Camera: “Ora Matteo è come la gallina dalle uova d’oro, non solo ha evitato l’estinzione della Lega ma l’ha persino rilanciata, il problema è gestire questo successo”. 
  Giorgetti   e il cerchio magico   Giancarlo Giorgetti è stato indicato per anni come il delfino e il successore naturale di Umberto Bossi alla guida del Carroccio. Arriva dalla provincia di Varese, la Betlemme leghista. Così come Roberto Maroni e lo stesso Senatùr. Giorgetti è il principale consigliere del milanese Salvini. Il cerchio magico del leader neroverde ha cinque anelli, compreso Giorgetti che è anche l’ambasciatore filoberlusconiano presso Arcore. Gli altri quattro sono: gli economisti Claudio Borghi e Armando Siri (fondatore del Pin, Partito Italia Nuova, e inventore della flat tax al 15 per cento); il bresciano Raffaele Volpi, che sta organizzando lo sbarco della Lega nel Mezzogiorno; il senatore Roberto Calderoli, il papà del Porcellum. Qualcuno inserisce nell’elenco dei consiglieri Pietrangelo Buttafuoco: Salvini è rimasto colpito dall’ultimo saggio del giornalista, Buttanissima Sicilia. In pratica, il tridente che sta alle spalle del fenomeno dell’altro “Matteo” è lo stesso che ha gestito la Lega prima della deriva familista di Bossi: Maroni, attuale governatore della Lombardia, Calderoli e Giorgetti.   Gli amori   sistemati   A proposito di familismo. La prima moglie di Salvini, Fabrizio Ieluzzi, che gli ha dato un figlio oggi dodicenne, Federico, ha lavorato al Comune di Milano per dieci anni, grazie all’allora marito. La seconda compagna, Giulia Martinelli, mamma della secondogenita salviniana, Mirta, è stata invece accasata alla Regione amica, con 70mila euro annui di stipendio. Adesso la nuova fidanzata di Salvini è una stellina della Rai, Elisa Isoardi, in passato vicinissima all’ex direttore generale Mauro Masi.   Sotto il palco   i riciclati di An   Sul palco di piazza del Popolo, oltre a Salvini, parlerà solamente Luca Zaia, il governatore del Veneto. Ci sarà anche un videomessaggio di Marine Le Pen, icona del populismo europeo antieuro e antimigranti. Per un giorno le polemiche con Flavio Tosi, il sindaco di Verona che non vuole Zaia né Salvini, dovrebbero passare in secondo piano. Sul Carroccio del vincitore Matteo parecchi ex An, a partire dai Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa. Ci saranno poi Barbara Saltamartini, ex Ncd, e Andrea Ronchi, ex finiano della Capitale. Le bandiere nere con la tartaruga dei fascisti di Casa Pound sventolaranno con quelle russe dell’autocrate Putin. Lepenismo, putinismo, neofascismo, padanismo. Altri colori rispetto alla marcia del dicembre ‘99 voluta da Bossi. Da Milano partì il treno “Nerone Express” dei militanti, al ritmo del grido di Brenno: “Guai ai vinti”.   Da “Napoli colera”   al lepenismo   Milanista, maroniano, già comunista padano con l’orecchino, nel 2009 Salvini fu sorpreso a cantare “Napoli merda, Napoli colera”. In Europa, nel parlamento di Strasburgo, il suo mentore storico è stato Mario Borghezio, xenofobo a dir poco e studioso ossessionato dagli extraterrestri. La manifestazione di oggi è intitolata “Renzi a casa”. Due i simboli grandi sul palco. Quello storico della Lega e quello blu con la scritta “Noi con Salvini”. Un altro embrione di partito personale. Ovviamente di lotta e di governo. Un conto è fare i comizi, un altro annunciare e poi smentire il divorzio da Silvio Berlusconi, presunto proprietario del logo padano grazie a un accordo notarile con Umberto Bossi.   Il fascioleghismo   arriva a Roma   Matteo Salvini, nel 1985 e nel 1993, ha partecipato da concorrente a due quiz di Canale 5. È un gemello di Matteo Renzi anche nell’esordio televisivo. È diventato segretario della Lega meno di due anni fa. Oggi arriva a Roma e parlerà nella piazza storica di Giorgio Almirante, il repubblichino di Salò che fondò il Movimento sociale italiano. È il giorno del fascioleghismo.
Da Il Fatto Quotidiano del 28/02/2015.

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