domenica 8 marzo 2015

8 MARZO DEV’ESSERE LA FESTA DEL RISPETTO

8 MARZO DEV’ESSERE LA FESTA DEL RISPETTO (Caterina Minnucci).

Mimose
LE NOSTRE LETTRICI CI SCRIVONO: ALCUNE AMANO LA RICORRENZA DI OGGI E ALTRE MENO, C’È CHI LA VORREBBE TUTTO L’ANNO E CHI MAI. MA QUASI TUTTE INVOCANO INTERVENTI CONCRETI, DAL LAVORO ALLA LOTTA ALLA VIOLENZA, PER NON FERMARSI ALLA RETORICA DI UN GIORNO.
Pubblichiamo una parte delle lettere che le lettrici del “Fatto” ci hanno inviato per raccontarci cosa   pensano della Giornata internazionale della donna.   Per un futuro migliore   lasciamo le mimose sugli alberi   8 Marzo. Non si deve perdere la memoria dei fatti storici che hanno riguardato le donne, ma non basta. Abbiamo bisogno anche di fatti concreti. Uomo e donna, ognuno con le proprie peculiarità, dovrebbero arricchirsi l’un l’altro, ma ciò non avviene. Vorrei che da domani, e per tutti i giorni a seguire, gli uomini aprissero gli occhi, la mente e il cuore e comprendessero che senza le donne non si va da nessuna parte. Non c’è vita, non c’è presente, non c’è futuro. Meno ipocrisia e meno mimose. Per un futuro migliore, lasciamole ad abbellire le coste liguri.
   Valeria Osti   Un dono ricevuto da bambina   per crescere e diventare una donna  Le mie mimose hanno un profumo diverso. È il profumo di un giorno di inizio marzo di molti anni fa. Sono bambina, ritorno a casa da scuola e ho ancora il grembiule azzurro addosso. Sul tavolo della cucina c’è un vaso di vetro colorato e, nel vaso, quel fiore. Mai visti fiori in casa prima di quel giorno. Non c’è uomo che li possa regalare. Del resto mia nonna dice che i fiori, in casa, portano male. “Chi te li ha regalati, mamma?”, chiedo con curiosità infantile. “Nessuno, li ho comprati”. “E perché li hai comprati?” “Sono per noi”. “Per noi?”. “Sì, per me, tua nonna e te. Tanti auguri amore”. “Auguri?”. “Sì, per essere nata. E per la donna che diventerai”. Mai ho provato un senso di appartenenza più forte; la fierezza di far parte del genere femminile. Investita di un compito, crescere. Quando guardo le mimose, oggi, dopo decenni, lo faccio con gli occhi della prima volta. Il loro profumo non mi nausea. Mi nausea il modo in cui quel simbolo è stato trasformato in moda.  Teodora Godini   Se volete festeggiare niente fiori,   venite a pulirmi casa   “Siamo la forza della società”, ma ce ne ricordiamo una volta l’anno. Per il resto cerchiamo di distruggere anche la parola donna o mamma. Per quest’anno, per una volta ricordiamo la meraviglia di tante donne: dalle artiste come Frida Kahlo e Artemisia Gentileschi, a Santa Teresa di Calcutta, Oriana Fallaci, e tutte le donne che lavorano nel silenzio per aiutare, soccorrere, confortare. E che portano avanti battaglie silenziose. Su Facebook ho visto una vignetta con Minnie che esclama: “Per la Festa della donna no fiori ma per favore venite a pulirmi casa”.   Anna Ripa   Basta sottolineare le differenze,   pensiamo alle persone senza etichette   L’8 marzo per la maggior parte delle persone vuol dire mimosa e cena con le amiche. È davvero necessaria la festa delle donne? Non credete che il fatto di avere una data dedicata sia già sottolineare una differenza? Io propongo la festa delle persone. Parliamo di persone senza etichettarle. Da purista penso che le “persone” con una mescolata di senso civico e rispetto produrrebbero la ricetta più buona e appetitosa del mondo.  Francesca Gori   Quando Maria e Fabio litigano finisce   sempre con un occhio nero. Indovina chi?   Sara lavora in un’azienda del sud Italia e guadagna 1.000 euro al mese. Marco lavora nella stessa azienda di Sara e guadagna 1.500 euro al mese. Luisa è un ministro e, siccome è anche una bella donna, credono si sia prostituita per arrivare fin lì. Giovanni è un ministro, è un uomo affascinante, simpatico, in gamba e sicuramente si è fatto da solo. Clara ha tradito Luigi, e per questo viene considerata una poco di buono. Matteo ha tradito Laura e viene visto come un figo. Donatella è una conduttrice tv, ma non è molto carina, tutti si chiedono come faccia a esser lì. Luca è uno dei tanti conduttori tv poco carini, ma nessuno fa caso al suo aspetto. Quando Maria e Fabio litigano, uno dei due finisce sempre per avere un occhio nero e lividi su tutto il corpo… Indovina chi. Lara è stata uccisa dal suo ex marito, troppe volte era stata violentata ma non aveva mai denunciato, e gli amici le voltarono le spalle.   Virginia Avveduto   Un desiderio semplice per l’8 marzo:  365 giorni di rispetto l’anno   Sono una precaria di quasi 34 anni. Non ho figli, non sono sposata, convivo con un libero professionista e ho un contratto di collaborazione con una fondazione culturale, contratto che scadrà a settembre e probabilmente non verrà rinnovato. Non mi sento la rappresentante di una minoranza svantaggiata. Sono ferma in una “terra di mezzo”, quella che divide le donne privilegiate da coloro che arrancano per arrivare a fine mese. Scrivere che la ricorrenza andrebbe abolita è un concetto banale, quindi esprimerò il mio desiderio: per la Festa della donna vorrei 365 giorni di rispetto.   Francesca Guadenzi   Mi rifugio nella letteratura del passato   per superare l’inferno della vita quotidiana   Io non festeggio. Nel presente sarebbe paradossale: la vita quotidiana delle donne è ancora oggi un inferno e, la gravità di questa condizione, sta nel fatto che, se esistesse, le donne meriterebbero il paradiso.   Provo a immaginare per il futuro un’altra festa. Nel passato ci si riferiva alla “donna angelo” del Dolce Stil Novo, nel presente sappiamo tutti che la “donna angelo o madonna” porta con sé molte insidie. La filosofia originaria, comunque , parlava di una “donna luce” e da qui ripartirei immaginando quanto potrebbe essere preziosa, un po’ di luce, in questo nostro tempo tanto buio.   Lia Grasso   Picchiate, violentate, anoressiche:   la libertà non esiste se dura un giorno   Non mi serve sentirmi importante un giorno solo, se per tutto l’anno sento di donne violentate, picchiate, anoressiche perché la società non ha spazio per quei due centimetri in più sui fianchi. Donne sottopagate, che non possono far carriera se non passando dai pantaloni del capo. Queste cose accadono tutti i giorni, per non parlare delle spose bambine brutalmente lacerate fino a essere portate alla morte. Niente di peggio che una festa che faccia credere alle donne di essere libere e con le stesse opportunità degli uomini, solo perché l’8 marzo possono uscire a bere qualcosa con le amiche o assistere a spogliarelli. Se qualche donna vuole farlo, almeno che lo faccia tutto l’anno.   Lucia Sardone.
Da Il Fatto Quotidiano del 08/03/2015.

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