venerdì 20 marzo 2015

Anticorruzione: in aula con il trucco prenditempo

Anticorruzione: in aula con il trucco prenditempo (Antonella Mascali).

In attesaPARTE AL SENATO LA DISCUSSIONE, MA L’EMENDAMENTO DI PALAZZO CHIGI È AGGANCIATO A UNA LEGGE NON ANCORA IN GAZZETTA UFFICIALE.

Dopo ben due anni è approdato in aula a Palazzo Madama il disegno di legge anticorruzione, a firma del presidente del Senato Pietro Grasso.   Ma ci sono dietro almeno un paio di beffe.   La prima è sicuramente che il testo originario è stato stravolto al ribasso con emendamenti e stralci che hanno spuntato le armi contro i corruttori e i riciclatori, la seconda beffa è che si rischia un voto non valido se ci sarà prima del 2 aprile. Un emendamento del ministro della Giustizia Andrea Orlando, approvato in commissione Giustizia, sul falso in bilancio, si aggancia alla legge sulla tenuità del fatto che non è ancora effettiva: il governo a quanto pare si è dimenticato di scrivere sulla Gazzetta Ufficiale che sarebbe entrata in vigore dal giorno dopo. Invece lo sarà dal 2 aprile, dopo i canonici 15 giorni. 
  Il testo sul falso in bilancio, di grande manica larga con il 98% delle società che in Italia non sono quotate in Borsa (non si possono fare intercettazioni perché le pene non superano i 5 anni, prescrizione garantita) prevede anche che per le stesse società non quotate potrà essere applicata la non punibilità per particolare tenuità del fatto quando il danno per le modalità della condotta e le caratteristiche dell’autore è stato di limitata offensività. Nello stesso emendamento viene anche prevista la pena da 6 mesi a 3 anni per colpire i fatti di “lieve entità”.   UN PROBLEMA che “poteva essere risolto”, ci dice il senatore Enrico Cappelletti di M5s, “ se fosse stato approvato un subemendamento di Forza Italia che avrebbe superato quello del governo e prevedeva la non punibilità per le società non quotate se il fatto è conseguenza di valutazioni estimative che singolarmente considerate differiscono in misura non superiore al 10% da quella corretta. Ma Forza Italia l’ha ritirato poco prima di votarlo. M5s l’ha fatto proprio ed è stato bocciato. E ora in aula si dovrà sciogliere il nodo della validità”.   Su questo punto è furente anche il capogruppo al Senato di M5s, Andrea Cioffi: “ Il governo Renzi rischia di ritardare l’esame in aula della legge di almeno 15 giorni. Vedremo se il capogruppo del Pd Zanda riuscirà a fermare l’auto ostruzionismo del governo”. Ancora Cappelletti evidenzia che del testo Grasso è rimasto ben poco, o nulla: “La Legge Grasso prevedeva, per esempio, il mantenimento delle pene per voto di scambio dai 7 ai 12 anni, maggioranza e governo hanno votato una legge meno efficace e con pene ridotte così come hanno votato una normativa sull’autoriclaggio che esclude il reato se si fanno attività di riciclaggio per acquisire beni per fini personali”.   IERI POMERIGGIO alle 17:30, in un aula semi deserta, il relatore Nino D’Ascola ha dichiarato che “C’è una chiara connessione tra i delitti contro la Pubblica amministrazione e quelli delle false comunicazioni sociali, volte a creare quel ‘nero’ utile anche per il pagamento delle tangenti”. Secondo D’Ascola “è un testo che si fa carico di questi problemi”.   Il presidente del Senato   Grasso, con riferimento a   un battibecco con il forzista Nitto Palma, presidente della Commissione Giustizia, ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull’incardinamento della legge in aula ha risposto: “Che sia un Alleluja o un ‘evviva’, ciascuno esulti come ritiene. Il disegno di legge è arrivato in aula: era ora. Un passo importante per un cammino ancora lungo”.   Lunedì alle 13 scadono i termini per presentare emendamenti. Da martedì riprenderà la discussione e già Forza Italia annuncia che presenterà una “questione pregiudiziale”. Come se non si fosse perso già abbastanza tempo e l’Italia non fosse sommersa dalla corruzione.
Da Il Fatto Quotidiano del 20/03/2015.

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