sabato 7 marzo 2015

B. fa il pieno: a lui i libri Rcs, l’amico tratta per le radio

B. fa il pieno: a lui i libri Rcs, l’amico tratta per le radio (Silvia Truzzi).

rcs
VIA LIBERA DEL CDA. IL FONDO DELL’EX AD FININVEST PUNTA A VIRGIN, 105 E RMC.
Milano – Come volevasi dimostrare: gli accorati appelli di ministri e scrittori (talvolta i ruoli coincidono) non hanno fatto nemmeno il solletico al cda di Rcs che ieri ha deliberato il via libera ufficiale alla (s)vendita dell’area libri. Si legge nel comunicato stampa che il cda di Rcs Mediagroup ha deliberato “a maggioranza” (contrari Pier-gaetano Marchetti e Attilio Guarnieri, ndr) di proporre al gruppo Mondadori “la concessione di un periodo di esclusiva sino al 29 maggio 2015” in merito alla manifestazione di interesse per la partecipazione in Rcs Libri, “al fine di approfondire termini e condizioni dell’eventuale operazione, riservandosi ogni conseguente valutazione nel merito”.
Ovvero via alle consultazioni dei rispettivi conti, tutto rimandato al nuovo cda di Rcs che sarà probabilmente più favorevole alla linea dell’ad Pietro Jovane, acceso sostenitoredella cessione. Comincerà la trattativa sul prezzo: Rcs punta a 150 milioni, ma andrà di lusso se la spunterà a 130 (il massimo che Mondadori è disposta a dare). Sempre che i tre soci di Adelphi, come sembra assai probabile, non si sfilino (cosa che potrebbe accadere anche per la Marsilio di De Michelis). A Segrate intanto si comincia a stappare champagne perché il titolo vola in Borsa: ieri a +9,34%. (Anche Rcs guadagna qualcosa, anche se in misura decisamente minore: +1,69%).   Quella dei libri però non è l’unica cessione, ci sono anche le radio: nell’ambito del piano di cessioni di attività ‘non core’ è stata avviata “una negoziazione in via esclusiva con un primario operatore finanziario per la possibile cessione della quota di partecipazione del 44,45% detenuta in Finelco (di cui fanno parte Virgin, 105, Monte Carlo). A chi? Pare al fondo Clessidra. Di cui è presidente e amministratore delegato Claudio Sposito che è stato per dieci anni managing director di Morgan Stanley & Co e per cinque amministratore delegato di Fininvest (non è un omonimia, è proprio la Fininvest di Berlusconi). Sostanzialmente il consiglio di amministrazione presieduto da Angelo Provasoli (consulente di parte per Fininvest nel lodo Mondadori) potrebbe cedere la partecipazione nelle radio a un ex amministratore delegato della medesima Fininvest e l’area libri direttamente a Mondadori. Tutto intorno a B. Da noi nessuno fa una piega. Le monde però ieri titolava: “Silvio Berlusconi, il businessman è di ritorno”. “Politicamente lo dicono morto, ma eccolo frenetico sul fronte economico con l’ambizione di voler acquistare l’editore Rcs Libri e Rai Way, società della Rai”.   SE GIOVEDÌ Matteo (Renzi) aveva detto (tramite un’intervista all’Espresso anticipata dalla agenzie) di capire Dario (Franceschini), ieri Dario ha detto di capire Matteo. Come direbbe il Furio di Verdone: vedi che è reciproco? Spiega il ministro per i beni culturali: “Ho letto quello che ha detto il presidente del Consiglio. Capisco Matteo, ma sono preoccupato per il settore del libro scolastico e naturalmente del libro in genere: è un settore molto sensibile, del resto non saranno il governo, né il premier né io a decidere, ma quando le procedure saranno avviate, sarà l’autorità Antitrust, un’autorità indipendente che valuterà secondo le regole del nostro ordinamento se c’è un rischio di trust o meno”.
Da Il Fatto Quotidiano del 07/03/2015.

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