sabato 14 marzo 2015

Berlusconi, quasi 5 milioni pagati alle Olgettine Metà durante il processo

Berlusconi, quasi 5 milioni pagati alle Olgettine Metà durante il processo (EMILIO RANDACIO).

Milioni alle ragazzeI pm: ragazze senza altri redditi. Dopo la condanna lettera di “congedo”. L’interprete: Mubarak non sapeva.

MILANO – Solo nel 2010, tra buste piene di banconote, regali, auto di lusso e cadeau vari, Silvio Berlusconi per mantenere il «Bunga bunga» e soprattutto le sue ospiti, aveva sborsato due milioni e mezzo di euro, centesimo più, centesimo meno. Questo emergeva dalle carte raccolte dalla procura di Milano nel primo processo Ruby. E una cifra del tutto simile, l’ex Cavaliere ha continuato a spenderla anche quando era sotto processo.
I SOLDI ALLE RAGAZZE
Dall’ottobre 2012, fino a tutto il 2013, Berlusconi ha destinato altri 2 milioni e 150 mila euro alle più assidue frequentatrici delle sue cene eleganti. Denaro distribuito con una predilezione per le ex soubrette Alessandra Sorcinelli o Barbara Guerra, evidentemente le «elette» dell’ex presidente del Consiglio. Perché oltre a una villa di 400 metri quadri in Brianza, sono riuscite a ottenere in poco più di un anno la prima 380 mila euro, la seconda 200 mila.
Le uniche vie di sostentamento per le ragazze. Tanto che oggi, la procura di Milano è sicura quando afferma come «non risultano fonti di reddito delle indagate che non siano riconducibili in modo diretto o indiretto a Silvio Berlusconi». I pm del Ruby ter Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, oggi sostengono che questo denaro avesse un unico scopo. Non certo quello di aiutare «ragazze rovinate da un’inchiesta » — parole di Berlusconi — , ma solo garantirsi il silenzio su quello che è realmente avvenuto durante le feste arcoriane, in una taverna in cui tra un piatto di caprese e del vino di bollicine rigorosamente italiane, le ospiti si svestivano intorno a un palo da Lap Dance, per meglio divertire il padrone di casa.
LA LETTERA DI CONGEDO
Il conto dell’”animatore” Berlusconi si interrompe — solo temporaneamente — tra dicembre 2013 e il gennaio successivo. Le date sono utili per capire come si sono svolti i fatti secondo la nuova inchiesta che vede Berlusconi indagato di corruzione in atti giudiziari, in compagnia proprio di venti ospiti del Bunga bunga. A fine novembre 2013 i giudici milanesi hanno appena depositato le motivazioni della condanna a sette anni per prostituzione minorile e concussione. «Berlusconi era il regista del Bunga bunga», recitavano i giudici, spiegando anche come «Ruby fece sesso con il premier ». E allora, solo allora, Silvio Berlusconi, «su suggerimento dei miei avvocati», scriveva una lettera alle Olgettine per annunciare una presa di distanza ufficiale. In soldoni? Stop ai finanziamenti, semplice. Stop ai bonifici, ai regali sontuosi. Il cordone ombelicale con «Papy» andava reciso, «per il bene mio e vostro», scriveva l’allora leader di Forza Italia. Venti lettere, su carta intestata «Silvio Berlusconi», in alto a sinistra. «Arcore, 20043, Villa San Martino», in alto a destra. La data scritta a mano, come il nome della destinataria, anticipato da un «Cara». E poi una paginetta per spiegare le ragioni del «distacco». E il commiato, prima della firma, con un «mi dispiace, a processo finito spero di rivederti e riabbracciarti ». Allegato, un assegno da 25 mila euro, una sorta di «indennità di fine rapporto».
MA I VERSAMENTI CONTINUANO
Come ha svelato a verbale il custode della liquidità dell’ex Cavaliere, Giuseppe Spinelli, dallo scorso anno le cose non sono poi cambiate più di molto. Spinelli, negli interrogatori con i pm, ha raccontato che una volta che l’ex premier aveva deciso di interrompere i pagamenti, le ragazze si presentavano comunque nel suo ufficio di Segrate, lamentandosi di non avere più denaro. Il ragiunatt avrebbe avuto un sostanziale via libera, ma per dare cifre tra i 5 e i 10 mila euro in contanti per volta. Se le richieste erano superiori, allora doveva chiedere direttamente ad Arcore. Quanto, in questi tredici mesi, sia stato ulteriormente versato, al momento non è ancora noto. Gli investigatori, infatti, stanno faticando a ricostruire tutti i flussi di denaro prelevati da un conto su cui aveva la piena operatività il ragioniere Spinelli, e le «visite» delle ragazze.
“CON MUBARAK NON PARLÒ DI LEI”
Ieri intanto, intervistato dal programma “Un giorno da pecora”, Hammad Reda, interprete dell’incontro tra Mubarak e Berlusconi nel maggio del 2010, ha raccontato la sua verità, smontando uno dei cardini della tesi difensiva dell’ex Cavaliere sui suoi rapporti con Ruby El Marough e la presunta parentela con l’ex presidente egiziano. «Eravamo a Villa Madama — ha raccontato — , Berlusconi disse di aver conosciuto una ragazza egiziana molto cari- na, che si chiamava Ruby. Non Mubarak, ma altri due ministri, appena sentito il nome Ruby, hanno chiesto se fosse la cantante egiziana molto famosa e carina ». «A quel punto — ha spiegato Reda — ho dovuto chiedere a Berlusconi chi fosse quella Ruby e abbiamo capito che si trattava di un’altra Ruby».
In merito, invece, agli ultimi sviluppi dell’inchiesta, il legale del Cavaliere, Federico Cecconi ridimensiona le ultime accuse. «Anche se fosse vero che il presidente ha elargito due milioni di euro a molte ragazze trovatesi in difficoltà – ha spiegato Cecconi -, la somma deve essere commisurata ad una persona che per le sue capacità economiche, versa oltre tre milioni di euro mensili alla ex moglie».
Da La Repubblica del 14/03/2015.

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