giovedì 12 marzo 2015

Big Bang Lega, ora Moretti spera

Big Bang Lega, ora Moretti spera.

TosiScissione in Parlamento: sei tosiani lasciano il Carroccio.
MILANO – Sarà un caso, ma l’annuncio arriva proprio all’indomani del big bang leghista. Alessandra Moretti apre la sua campagna elettorale sabato a Padova. Annuncio corredato da una dichiarazione in cui la candidata del Pd trova parole dolci a difesa di un suo sempre più probabile concorrente: «Pensavo che le espulsioni e i dissidenti appartenessero solo al M5S, ma non è così: sono gesti che denotano una scarsa tolleranza e democrazia interna». Altra coincidenza, anche Luca Zaia sabato è nel Padovano: a Campo San Martino il governatore fa partire la sua corsa, e accanto a lui c’è Salvini: pranzo con i militanti in un agriturismo e inaugurazione di una nuova sezione della Lega («Ora in Veneto raddoppieremo gli iscritti», promette il segretario dopo il repulisti).
Dopo la cacciata di Tosi dalla Lega, la campagna elettorale è ufficialmente cominciata, e già si ragiona sulle possibili alleanze, pesando la forza dei contendenti, compresa quella del sindaco di Verona. I grillini offrono un’interpretazione che non si discosta molto da quel che dicono i leghisti. Ecco Jacopo Berti, candidato governatore dei Cinquestelle: «La telenovela è finita in un mare di lacrime, con Tosi che corre a consolarsi fra le braccia della Moretti; il loro piano è consegnare il veneto nelle mani del Pd, Ladylike è stata mandata da Renzi, è il cavallo di Troia di Roma, ma dovranno fare i conti con noi».
In queste settimane il sindaco di Verona ha intensificato i suoi contatti con il Nuovo centrodestra, e all’orizzonte, oltre a quello della lista Tosi, in suo sostegno c’è Area popolare, aggregazione tra alfaniani e casiniani. Tosi: «Devo capire se stringere alleanze sia un bene o un male».
Girano dei sondaggi, ma fotografano un quadro vecchio, con la Lega ancora unita. Secondo quello che ha in mano Salvini, commissionato all’Swg, non ci sarebbe storia: quasi venti punti di distacco tra Zaia e la Moretti, con la Lega al 19%, la lista del governatore al 15, quella di Tosi al 14. E con il 5% di Forza Italia, si supererebbe addirittura la maggioranza assoluta. Ma questo era prima. Secondo il Pd ora il vantaggio di Zaia si è ridotto «della metà». Mentre gli amici del sindaco di Verona giurano che la distanza è ancora più marcata. Il consenso per Tosi candidato governatore oscillerebbe attorno al 10%. Da Venezia si fa sentire Marino Zorzato, vicepresidente Ncd della giunta regionale del Veneto: «Ricordo che in Friuli Renzo Tondo nei sondaggi aveva un buon margine di vantaggio, poi vinse la Serracchiani».
La cacciata di Tosi porterà via dalla Lega un pugno di parlamentari veneti: cinque o sei tra Camera e Senato. A Palazzo Madama ha già salutato la compagnia Patrizia Bisinella, compagna del sindaco: «Mi iscrivo ai «Fari», la Fondazione di Flavio». A Montecitorio la Lega ha venti deputati, numero minimo per costituire un gruppo parlamentare. «I tosiani se ne vadano pure — sghignazza un colonnello del segretario — tanto li rimpiazziamo con eletti di altri partiti che vogliono entrare in «Noi per Salvini».
Da La Repubblica del 12/03/2015.

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