lunedì 9 marzo 2015

Cantone chiede il bollino blu per gli appalti E per le Poste potrebbe essere un grosso guaio

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IL CASO

Cantone chiede il bollino blu per gli appalti
E per le Poste potrebbe essere un grosso guaio

L'Autorità anticorruzione ha diffuso le nuove linee guida sugli affidamenti pubblici. E il gruppo, che non ha ancora neppure chiesto il riconoscimento, deve correre ai ripari per non essere superato dai concorrenti olandesi

DI LUCA PIANA
Cantone chiede il bollino blu per gli appalti 
E per le Poste potrebbe essere un grosso guaio
Raffaele Cantone
Alle Poste hanno capito al volo i rischi della questione. Il 9 dicembre l’Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone ha diffuso nuove linee guida per l’affidamento degli appalti pubblici di servizi postali.

Il motivo è legato ad «alcune criticità» rilevate nei mesi passati, che hanno spinto gli uomini di Cantone a intervenire rapidamente. Nel documento che riporta le procedure che gli enti pubblici dovranno d’ora in poi adottare per affidare il servizio di consegna della corrispondenza, c’è però un preciso riferimento a uno strumento che esiste fin dal 2012 ma che, finora, non è stato granché utilizzato. 
Si tratta del cosiddetto “rating di legalità”, rilasciato dall’Autorità Antitrust. Nella direttiva di Cantone, si suggerisce a chi fa gli appalti di attribuire «un punteggio aggiuntivo e proporzionato alle imprese in possesso del rating di legalità».

La raccomandazione vale solo per i contratti superiori ai 2 milioni di euro, poiché è quella la soglia di fatturato sopra la quale un’azienda può effettivamente chiedere all’Antitrust di emettere il proprio giudizio, che tiene conto, fra l’altro, di eventuali condanne o misure di prevenzione a carico degli amministratori, di sentenze di patteggiamento di reati tributari, ma anche di illeciti antitrust o del mancato rispetto delle norme sulla salute.

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Per le Poste, tuttavia, questa prescrizione può rappresentare un problema. Perché il gruppo guidato da Francesco Caio il rating finora non l’ha mai nemmeno chiesto. Mentre l’ha ottenuto fin dal 2013 il principale concorrente, Nexive, come si chiama oggi l’ex Tnt Italia, controllata dalle poste olandesi.

Nexive rappresenta, in effetti, una minaccia non da poco per le Poste, dato che ha raggiunto una quota di mercato nel settore postale stimata nel 15,1 per cento. Ed è riuscita a strappare a Poste diversi clienti importanti nel settore pubblico, come ad esempio le Regioni Veneto e Piemonte. Di qui la reazione di Caio: la documentazione per ottenere il rating, fanno sapere alle Poste, verrà consegnata all’Antitrust nelle prossime settimane.

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