giovedì 12 marzo 2015

CHIAGNE E FOTTE “E ORA BUNGA BUNGA PER TUTTI QUANTI”

CHIAGNE E FOTTE “E ORA BUNGA BUNGA PER TUTTI QUANTI” (Fabrizio d’Esposito).

GiornaliFESTA A PALAZZO GRAZIOLI, I CORTIGIANI METTONO DA PARTE PER QUALCHE ORA TRAME E CONGIURE. SI RIVEDE NOEMI LETIZIA IL “NAZARENO” VERDINI ABBRACCIA LA “BADANTE” ROSSI.
Il nugolo umano che lo avvolge e lo risucchia, è a strati compatti, senza smagliature. Nel primo cerchio i giornalisti, poi i giovani azzurri che sventolano bandiere, infine i curiosi. Così, alle cinque della sera, davanti all’ingresso di Palazzo Grazioli, la mano del Condannato che saluta la piccola folla sembra “Mano” della famiglia Addams. Si vede solo quella. Una mano che si agita dall’interno del nugolo. A ROMA, il ritorno del re decaduto ma libero dall’incubo giudiziario della prostituzione è un ritorno che richiama suggestioni calcistiche. La prima missione dell’ex Cavaliere, la più importante e disperata di tutte, è quella di rimettere la chiesa berlusconiana al centro del villaggio del centrodestra.
Un villaggio assediato da un esercito proteiforme: i leghisti salviniani, i verdiniani nazareni e filorenziani, i fittiani pugliesi. Nel giorno supremo che santifica il bunga bunga come un rito immacolato non sono però annunciate vendette . Gianfranco Rotondi, l’unico azzurro che ha votato sì alle riforme, esce e proclama: “Berlusconi farà come la Perdonanza celestiniana”. E la Perdonanza berlusconiana comincia con la sfilata in processione di tutti i verdiniani, con il loro capo in testa, Denis Verdini, appunto. Raffaele Fitto, invece, non c’è. Giustificato dai suoi impegni di europarlamentare. In compenso ci sono i suoi fedelissimi di Camera e Senato. “Dobbiamo restare uniti, io non caccio nessuno”. Ma le distanze restano, il tormentone dei verdiniani potenziali scissionisti non tramonta. Il tempo di smaltire la delusione per il mancato annullamento dell’assoluzione, che avrebbe tenuto B. sotto scacco per mesi ancora.   IL BRINDISI di sollievo si tiene nel tradizionale parlamentino di Palazzo Grazioli. Tutti in piedi. Si rivede persino Noemi Letizia, la Vergine di Casoria oggi sposata. L’ex Cavaliere è commosso. “Speriamo che gli italiani si accorgano di quello che ci hanno fatto e che si possa recuperare qualcosa”. Berlusconi, di nuovo con i capelli tinti gonfi nei lati, tipo Mao, è come Maradona che scende in campo a quarant’anni con la panza. Nei due mesi e più che mancano alle Regionali si gioca l’ennesima partita della vita. Per questo motivo, Luigi Vitali, commissario forzista in Puglia, rivela che “Berlusconi verrà tre volte nelle prossime settimane. Cominceremo a Lecce (il feudo dell’odiato Fitto, ndr), poi Brindisi e Bari”. C’è anche Stefano Caldoro, governatore uscente della Campania. Forza Italia galleggia pericolosamente intorno al dieci per cento nazionale ma Osvaldo Napoli prevede uno scatto di due punti già in queste ore. Poi c’è la campagna elettorale. I berlusconiani ortodossi spiegano l’obiettivo: “Confermare la Campania, intestarci la vittoria in Veneto, giocarcela in Puglie e nelle Marche”. Solo il risultato delle regionali, a fine maggio, dirà la verità sulla presunta resurrezione di ieri.   DAVANTI ai parlamentari, l’ex Cavaliere ostenta lacrime e serenità. Una sceneggiata ecumenica e un po’ ipocrita. “Ringrazio i magistrati che hanno fatto il loro dovere senza farsi condizionare dalle pressioni mediatiche e dagli interessi di parte”, scrive B. in una nota mattutina, quando è ancora ad Arcore. A Palazzo Grazioli si lancia in una personale profezia: “Aspettatevi delle sorprese su Cir-De Benedetti (l’assegno da 500 milioni di euro all’Ingegnere per il risarcimento Mondadori, ndr) e sulla sentenza dei diritti tv Mediaset”. Berlusconi parla una decina di minuti. Lo champagne per il brindisi non c’è. Una festa sobria. “Vi ringrazio tutti, è un giorno che non dimenticherò mai, porterò per sempre nel cuore questo ricordo. Ma adesso basta commozione, bunga bunga per tutti”. Attorno, le facce di quelli che non credevano più in lui sono tante. Eppure per un giorno si fa finta di nulla. Finisce che Verdini abbraccia la badante del cerchio magico, alias Mariarosaria Rossi, sorvegliato da una radiosa Francesca Pascale, la fidanzata dell’ex Cavaliere.   A MOSTRARE il vero e feroce volto del berlusconismo è il socialista craxiano Lucio Barani, che porta sempre il garofano all’occhiello. Senatore eletto con il Pdl, Barani fa una battuta atroce su Ilda Boccassini: “La prima sentenza è stata orribile. In altri Paesi l’avrebbero mandata ai fornelli a gas, quelli della cucina”. Il tema del risarcimento è il dono che offre a B. il nuovo condottiero leghista. Dice Matteo Salvini: “Qualcuno dovrebbe chiedere quanto meno scusa per questa indagine che ci hanno detto essere fondata sul nulla. Presenteremo due interrogazioni parlamentari per capire quanto è costata questa tragicommedia”. La festa finisce che non è ancora buio. Alla corte di B. sono tornati i “questuanti”, come li chiama la Biancofiore. Oppure “gli avvoltoi” secondo la versione di Fiori: “Gli avvoltoi di tutti i colori sono serviti”. Il circo berlusconiano si è rimesso in moto.
Da Il Fatto Quotidiano del 12/03/2015.

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