sabato 21 marzo 2015

Trucca appalti e piazza nipoti, vita di monsignor Expo

da l'inkiesta

Trucca appalti e piazza nipoti, vita di monsignor Expo

Francesco Gioia, già indagato per abuso edilizio, noto per aver celebrato le nozze di Valeria Marini
Foto: Andreas Solaro/Staff/Getty

Foto: Andreas Solaro/Staff/Getty

Una volta prese a schiaffi un altro prelato che aveva parlato di lui nel libro «Via col vento in Vaticano», manuale sugli intrallazzi di potere di cardinali e arcivescovi. Era il 1999, ma nonostante le accuse e i veleni, da quel giorno Monsignor Francesco Gioia, grazie a relazioni che spaziano dal vicepresidente di Unicredit Fabrizio Palenzona fino alla showgirl Valeria Marini, ne ha fatta tanta di strada. Così tanta che prima dell’arrivo di Papa Francesco ricopriva la carica di Delegato Pontificio per la Basilica di Sant'Antonio in Padova, di Amministratore Pontificio della Papale Basilica di San Paolo, di Arcivescovo Emerito dell'Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche. Nel luglio del 2013 è stato persino nominato presidente di Peregrinatio ad Petri Sedem, un’istituzione legata alla Santa Sede che si occupa dei pellegrini in occasione del Giubileo. Ebbene, non è detto che, dopo l’ultima inchiesta della procura di Firenze sul “Sistema” delle Grandi opere, Bergoglio non faccia due calcoli su questo prelato coinvolto in inchieste di ogni tipo e già noto alle cronache per aver celebrato il matrimonio della Marini.
Monsignor Gioia nel luglio del 2013 è stato persino nominato presidente Peregrinatio ad Petri Sedem, un’istituzione legata alla santa sede che si occupa dei pellegrini in occasione del Giubileo
Sì, perché monsignor Gioia, residente in Vaticano - oltre a comparire in una strana storia di suore e novizie nel 2010 e con in tasca già un’iscrizione nel registro degli indagati per un presunto abuso edilizio a Padova - vanta diversi capitoli all’interno dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere Ercolino Incalza, per anni potente ras del ministero delle Infrastrutture. Gioia, che non risulta indagato, sarebbe però stato un ingranaggio fondamentale nell’assegnazione della gara per palazzo Italia di Expo 2015. Non solo. I magistrati di Firenze gli dedicano un capitolo intero, dove ne emerge un uomo di chiesa molto attento alle carriere lavorative dei nipoti - che si prodiga a piazzare e a ottenere posti di lavoro grazie anche al ministro Maurizio Lupi - come alle campagne elettorali («Abbiamo la madre generale di alcune suore a me molto devote ... che aiuto nel mio piccolo, quello che posso fare, loro c'hanno su Francavilla, su Alberobello abbiamo due ricoveri di anziani e le scuole», dice in un'intercettazione). Tutto passa attraverso gli imprenditori Franco Cavallo e Stefano Perotti, in particolare il secondo, titolare della Spm Consulting e arrestato per corruzione nell'inchiesta, sodale di Incalza e vincitore di diversi appalti proprio grazie, secondo l’accusa, alle entrate nel ministero delle Infrastrutture.  
Papa Francesco annuncia un Giubileo straordinario per il 2016 (Credits: ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

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Nel settembre 2013, un mese prima della pubblicazione dell’appalto riguardante la gara per l’assegnazione dei lavori di Palazzo Italia, Stefano Perotti e Antonio Acerbo si sentono al telefono. Perotti, intanto, a un mese dal bando si muove e cerca di capire come entrare nella partita di Palazzo Italia, e la strada più agevole è quella di avvicinare la Italiana Costruzioni. Nell’impresa lo aiuta proprio monsignor Francesco Gioia, che lo mette in contatto con Luca Navarra, consigliere delegato della Italiana Costruzioni, società che si aggiudicherà la costruzione di Palazzo Italia. Un primo tentativo di incontro combinato dal monsignore non va a buon fine. A dicembre invece, a giochi fatti sull’appalto di Palazzo Italia, Stefano Perotti, tramite a monsignor Gioia, parla al telefono con Luca Navarra.
Nelle carte dei pm di Firenze emerge in relazione all'appalto di Palazzo Italia per Expo e nei tentativi di “piazzare” i suoi nipoti
Per i pm, sulla questione Palazzo Italia Perotti avrebbe turbato la gara dell’Expo assieme ad Acerbo, ex responsabile unico del procedimento riguardante la gara d’appalto, e ai fratelli Navarra «mediante collusione consistita nell'accordarsi preventivamente e clandestinamente tra di loro, pilotandone l'aggiudicazione in favore della “Italiana Costruzioni”». Stando alle indagini, dunque, Perotti & co. sono certi di aggiudicarsi la gare ben prima della proclamazione. Tuttavia Perotti non dirigerà i lavori di Palazzo Italia, a causa di un malinteso con i Navarra, che proporranno comunque alla società dello stesso Perotti un’altra direzione lavori per l’auditorium milanese di Porta Nuova-Garibaldi. Insomma, ancora una volta a fare da “facilitatore” c’è stato monsignor Francesco Gioia, ben inserito nel mondo dei costruttori.
(Getty Images)

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Scrivono i pm: «Le relazioni ambigue di Stefano-Perotti non sono limitate al “mondo politico”», ma anche a quello ecclesiastico. Capita così che il 25 novembre 2013 monsignor Gioia lamenti con Stefano Perotti della freddezza mostratagli da Ettore Incalza. «Il giorno successivo Stefano Perotti lo rassicura sul fatto che Ercola Incalza ha telefonato personalmente all'uomo a cui ha ribadito la richiesta di assunzione del nipote. Il monsignore Gioia si felicita ma contesta l'operato di Fabrizio Palenzona a cui "pure io un favore grosso grosso glielo fecl'. Peraltro il monsignore Gioia sembra aver raccomandato l'assunzione, oltre del nipote, anche di Raffaele Lo Re». L'assunzione del nipote del Monsignore Gioia non è ancora avvenuta e il prelato, il 18 dicembre 2013, ne parla al telefono direttamente con Luigi Fiorillo, amministratore unico della società Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici s.r.l., che gli rappresenta le sue difficoltà nell'effettuare un'assunzione diretta. Passa qualche mese. E il 2 febbraio 2014 Stefano Perotti, nel parlare al telefono con il padre del monsignore Gioia, gli dice «siamo riusciti a sistemare il figliolo della sorella» e aggiunge «speriamo bene che si mantenga questo posto perché ... tutta la fatica che abbiamo fatto» . Perotti segnala anche al padre Massimo che un altro nipote del monsignore Gioia l'ha dovuto prendere «in carico» lui stesso, facendogli fare l'autista a Milano («questo che c'ho io è un mezzo disgraziato ... insomma ... giusto che gli facciamo guidare un po' la macchina ... »). Dalla successiva conversazione tra Perotti e il monsignore Gioia si ricava che l'assunzione è avvenuta grazie all'interessamento del ministro Lupi («ti volevo dire che ieri ho visto Maurizio... gli ho detto che tu lo ringrazi moltissimo») e di Luigi FioriIlo, presidente del Consiglio di Amministrazione della società Ferrovie del Sud Est s.p.a.
Expo Gate (SERGIO DORIA /Flickr)

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Alle 20.05 del 15 aprile 2014, il mons. Gioia ha avvisato Stefano Perotti che il nipote Gianluca ha finalmente firmato il contratto con le Ferrovie del Sud Est per cui pensa di ringraziare "Franco" ed "Ercole" già in serata più tardi. Egli dice: " ...vabbè... la notizia che ha firmato il contratto eh... tutto bene infatti io aspettavo te per chiamarlo insieme stasera lo chiamo per che si deve essere laureata la figlia ... no? ... oggi o domani ... e quindi lo chiamiamo .. . io ho aspettato apposta sai ... e poi chiamiamo anche Ercole ... lo facciamo ... tra poco via" . Verso la mezzanotte, Stefano Perotti chiama Franco Cavallo e gli passa al telefono il mons. Gioia. Egli dice: "... ti posso passare monsignor Gioia che ti voleva ringraziare ... " . Il Monsignor Gioia informa quindi Franco Cavallo che il nipote ha ottenuto il posto di lavoro sotto forma di un contratto di consulenza per due anni. Dice: " ... sono andato e ha firmato il contratto .. . ha fatto il contratto di quasi due anni di una consulenza ... ". Appena chiusa la conversazione con Franco Cavallo, Stefano Perotti ha chiamato l'ing. Incalza e gli ha passato il monsignor Gioia dicendo: " ... ti posso passare monsignor Gioia che ti voleva ringraziare un attimino ... ". Il monsignore Gioia ringrazia quindi anche l'ing. Incalza per il fatto il nipote ha firmato il contratto di consulenza. Egli afferma: " ... Ercole oggi mio nipote ha firmato il contratto ... io ti ringrazio ... ". L'ing. Incalza prende atto ed afferma: " ...bene bene ... di nulla... di nulla ... assolutamente ".
Il presidente di Anas Pietro Ciucci e il ministro Maurizio Lupi/Anas

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