martedì 31 marzo 2015

Dall’ex Cavaliere al Boy Scout: rimane un Paese che puzza

da contro*corrente

Dall’ex Cavaliere al Boy Scout: rimane un Paese che puzza (Dario Fo – F.Q. 31/03/2015)

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TRA AFFARI E CORRUZIONE: IL GIOVANE “FONZIE” NON È PIÙ UN BIMBO E STA A PALAZZO CHIGI, MA TUTTO È STAGNANTE
Ma dove, in che mondo stiamo vivendo? Come possiamo assistere senza alcuna indignazione allo spettacolo di un uomo, per di più giovane d’aspetto e d’età, che accetta di aver rapporti con personaggi fortemente compromessi pur di facilitare la sua scalata al potere? E soprattutto che prende come esempio da seguire un altro già maturo e collaudato mentitore, famoso per il coraggio di ripetere le proprie menzogne più volte senza batter ciglio? Appunto: dove stiamo vivendo? Ma con questo discorso non vogliamo alludere all’ambiente sociale, economico, in cui abitiamo, ma piuttosto a quello fisico, quello degli astri, dei pianeti e delle costellazioni.
Prima dell’abiura
Galileo Galilei, nella tragicommedia scritta e allestita da Bertolt Brecht, a un certo punto lo vediamo scuotere un giovane frate francescano perché egli faccia uno sforzo per intendere la verità. “Tu credi alle falsità ben costruite – gli grida – da chi vuole convincerti che, come narra la Bibbia, la dimensione del creato sia ridotta al minimo. Da sempre, la Chiesa dominante ha cercato di convincere i fedeli che noi della Terra siamo naturalmente al centro del creato, e che dietro al turbinare dei pianeti ben conosciuti, Venere, Marte, Giove e gli altri, non ci sia che un fondale di stelle decorative. Poi più nulla: l’immenso è qualcosa di circoscritto”. Ma ecco che, uno dietro l’altro, da qualche tempo in qua, appaiono scienziati e scopritori di stelle che buttano all’aria tutta la rappresentazione tolemaica a cui eravamo abituati e ci rivelano al suo posto l’esistenza di un universo infinito, cioè a dire qualcosa di talmente immenso che Dio stesso non è riuscito a finire. Quindi nell’universo non roteano soltanto gli astri della nostra galassia, ma infiniti mondi coi loro soli, i loro pianeti e le loro comete. Ne nasce un universo incommensurabile, dove il tempo e lo spazio sono concetti che noi non riusciamo a comprendere. “Ecco, lassù, una stella sta cadendo, un’altra esplode!”. “Niente di che meravigliarsi, è da sempre che le stelle cadono nel cielo”.“Sì, ma prima di oggi nessuno era venuto a darci l’avvisata: ‘Attento, quella stella è esplosa a milioni di anni luce da noi, e mentre noi la vediamo esplodere in realtà è già sparita dall’universo da secoli’”. Questo è un concetto di fronte al quale nessuna persona dotata di intelligenza e sensibilità può fare a meno di sentirsi all’istante ridotto a un’entità minima. Quindi io mi chiedo: come può un essere umano, davanti a questa consapevolezza, atteggiarsi a uomo potente e insuperabile, e soprattutto guardare con disprezzo a tutti coloro che non hanno acquisito né potere né ricchezza?
Quel “Patto” infame
Ebbene, è per questo che è proprio del personaggio in maggior evidenza del momento nel nostro Paeseche noi siamo costretti a parlare. Nel febbraio del 2014, mentre Saturno era in congiunzione con Mercurio, Renzi assicurava che mai avrebbe formato un governo con Berlusconi. Ed è stato di parola, non ha formato un governo con Berlusconi, ma con lui s’è incontrato al Nazareno e ha steso un accordo segreto nel quale si impegnava a salvare dalla galera il Cavaliere, ma nello stesso tempo, con il suo voto, Berlusconi avrebbe sostenuto il giovane arrampicatore, nel caso egli fosse riuscito a diventare presidente del Consiglio.
“Enrico stai sereno”
È passato solo un mese, Venere sfiora Marte, Letta è presidente del Consiglio e teme di venir defenestrato. Renzi lo rassicura: “Enrico, stai sereno”, come dire “ci sono io che ti proteggo”. E infatti ecco che, con un colpo da maestro, il toscano butta giù dal suo seggiolone l’ignaro Letta e prende il suo posto diventando capo del governo.
Molti osservatori politici hanno sottolineato che quella defenestrazione equivalesse a una pugnalata alla schiena di un caro amico di partito. Ma, come si dice in politica, à la guerre comme à la guerre ! Le pugnalate si sprecano. Oh, che strano, un’altra meteora sta solcando il cielo. Il ragazzo dal colpo basso facile sale al governo e promette che la legge sul conflitto di interessi sarà finalmente messa in atto. È da vent’anni che è lì, ferma, bloccata, tutti promettono che sarà risolta, ma guai chi a si muove! E finalmente arriva lo sdraghignazzo di Firenze e si dà immediatamente da fare perché nulla sia fatto. Renzi s’è reso conto che, oltre a Berlusconi, troppe sono le persone di potere e le lobby che vedono con orrore il nascere di una legge che impedisca di essere, per esempio, ministro dell’Agricoltura e nello stesso tempo proprietario di un’azienda agricola.
Continuiamo ad aspettare
Ma ci sono tutte le leggi ad personam che attendono di essere cancellate, tolte di mezzo, come quella sul falso in bilancio. Per Dio! Con un governo di sinistra come questo è il primo gesto veramente legale che tutti gli italiani si aspettano! Italiani, state aspettando? Ebbene, continuate così, aspettate. Nessuno di questi catorci messi in piedi da Berlusconi, ora che è in affari con Renzi, verrà mai spostato da dove si trova! Un’altra stella sta cadendo dal cielo, non distraetevi, è solo per ricordare l’immensità dell’universo, continuiamo tranquilli a operare su misere cose terrene.
Il progetto di Confindustria
“Quindi ora – annuncia Matteo – il mio governo metterà mano allo statuto dei lavoratori. Anche questo accordo è lì in stand by da anni, intoccabile, ma noi faremo il miracolo. Ma attenti, non andremo a casaccio, ma ci consulteremo con un testo sacro sul lavoro, cioè a dire fotocopieremo per intero il progetto della Confindustria. E tanto per incominciare manometteremo l’articolo 18. Il tutto per rendere più facile il licenziamento di ogni operaio e impedire che la vertenza sia, come al solito, decisa in tribunale, dove il datore di lavoro rischia quasi sempre di risultare perdente. La risolveremo fra di noi. L’imprenditore darà l’ordine di fine contratto e il lavoratore si limiterà ad acconsentire rispettosamente”. “Ma questa è un’aberrazione infame!” urla il solito rompiscatole di sinistra. “Non direi infame, abbiamo soltanto spostato il nostro partito un po’ più a destra, direi nel centro, e la virtù, come è risaputo, sta nel mezzo”. Oltretutto Matteo ribadisce sempre che egli è orgoglioso di essere a capo di un partito che nasce dalla lotta di classe e che è al servizio del popolo dei lavoratori. Ma, proprio per dimostrare di non essere un uomo di parte, visceralmente nemico di chi detiene il potere, non disdegna di incontrarsi con personaggi spesso ritenuti palesi prevaricatori della classe operaia.
L’amico fraterno di Marchionne
Tanto per cominciare egli dimostra di essere amico fraterno, l’abbiamo appena ricordato, del
presidente Berlusconi, e soprattutto dell’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, che è un dirigente di origine italiana naturalizzato canadese, ma abita e paga le tasse in Svizzera, pur lavorando la maggior parte del suo tempo in Italia. Il Marchionne è famoso per aver imposto una votazione a tutti gli operai Fiat sull’accettazione o meno del suo programma, una votazione che i lavoratori sono stati costretti ad accettare obtorto collo. È l’uomo che brutalmente disse: “O firmate per me o io traslocherò la fabbrica dove lavorate all’estero, per esempio in Romania, dove finalmente non avrò più a che fare con i sindacati, perché non ci sono, e risparmierò una notevole quantità di denaro pagando per gli stipendi una cifra di gran lunga più bassa di quella che sono costretto a sborsare in questo Paese”.
Il clima di mafia e ingiustizia
L’Italia è anche la patria delle grandi imprese che avvelenano l’aria e gli abitanti che vivono nei pressi della fabbrica, come per esempio l’Ilva di Taranto, o il caso delle polveri di amianto che hanno ucciso nel Monferrato in trent’anni circa milleottocento fra operai e cittadini. E alla fine, proprio quest’anno, nel momento in cui Giove incontra Saturno, gli industriali svizzeri responsabili di quella strage sono stati “liberati” dal tribunale italiano per sopraggiunta prescrizione. E qui bisogna ammettere che è con una certa ragione che a questo proposito Renzi s’indigna gridando: “Che c’entro io con queste infamità? Io non c’ero, in alcuni casi ero addirittura un bimbo!”. Ha ragione, povera creatura. Al suo arrivo ha trovato un’Italia già massacrata da ingiustizie, delitti e corruzione. Semmai l’unica sua colpa è il fatto di aver mantenuto e preservato quel clima di ingiustizia. Ma dove stavi, se non a Palazzo Chigi, quando a Roma è esploso lo scandalo di Mafia Capitale, con 37 arrestati per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, turbativa d’asta, false fatturazioni, riciclaggio di denaro e corruzione? E a Milano? Come hai reagito quando hai scoperto che la mafia gestisce cantieri in tutta la Lombardia, e specialmente nell’area dell’Expo? Un tempo si diceva che la mafia sta inserendosi nelle istituzioni, ma per come stanno andando le cose mi pare che si debba asserire che sono le istituzioni che si stanno infiltrando nella mafia. Ma allora ha proprio ragione papa Francesco quando si mette a urlare: “Attenti voi, che con la mafia e la corruzione state andando oltre il segno. Non cedete alle lusinghe di facili guadagni o di redditi disonesti. Sono la ricchezza di oggi ma la fame di domani. Dicono gli antichi che il denaro non ha odore, ma la corruzione puzza, e come!”. E noi aggiungiamo: attento, Matteo. Non ti sarà più di vantaggio indossare il giubbotto di Fonzie, metterti a correre per fare il giovane sportivo. Addosso, continuando così, a essere furbo, scaltro, disponibile a ogni corruttela, ti resterà uno strano odore, meglio, la puzza della corruzione e dell’inganno. E non varranno né spruzzate di profumo né bagni nell’acqua termale. La puzza dei furbi si diffonde in ogni luogo, anche in Parlamento, e fa esclamare: “Dio, che tanfo!”.
Dario Fo – Il Fatto Quotidiano 31/03/2015

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